Nuovi tagli all'Istituto Tostiano: «sospese tutte le attività programmate»

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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ORTONA. La scure dei tagli si è abbattuta anche sulle già esigue risorse dell’Istituto Nazionale Tostiano, pregiudicandone forse anche la sopravvivenza nell’immediato futuro.



Dopo l'azzeramento dei contributi 2010 e pregressi (cioè riferiti ad attività già svolte nel 2009) provenienti dalla Regione Abruzzo, la totale incertezza dei contributi (2009 e 2010) erogati dalla Provincia di Chieti e quello inadeguato del Comune di Ortona, è arrivata la conferma di un altro importante e preannunciato taglio ai finanziamenti dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.
E dall'Istituto nazionale è polemica perchè già inserito per il triennio 2009-2011 nel novero degli enti culturali con relativo finanziamento si è visto tagliare completamente anche questa ulteriore contribuzione.
         Ovviamente, spiegano da Ortona, «per un istituzione che attua da quasi 30 anni un'attività di promozione culturale e musicale riconosciuta a livello nazionale ed internazionale, la decurtazione contemporanea di tutti i  finanziamenti provenienti da enti pubblici e cioè dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Regione Abruzzo, dalla Provincia di Chieti e dal Comune, può significare la chiusura definitiva delle attività».
Il CdA dell'Istituto, presieduto dal maestro Giuseppe Montanari, direttore d'orchestra e già strettissimo collaboratore per anni di Riccardo Muti alla Scala di Milano, ha indetto un consiglio urgente che ha preso la decisione di sospendere ogni attività programmata per l'anno in corso, «fino a quando non verranno chiarite le effettive possibilità di recupero da questa improvvisa débâcle finanziaria».
        «In gioco», commenta Montanari, «sono peraltro non solo le attività e l'esistenza del prestigioso istituto culturale nel futuro, non solo i dipendenti in numero davvero minimo rispetto all'alto e riconosciuto livello di prestazioni offerte al consistente numero di frequentatori della Biblioteca Musicale Abruzzese (una delle prime a svolgere anche un efficiente sistema di scambio interbibliotecario internazionale), dei visitatori del Museo Musicale (che quest'anno non avrà la consueta apertura serale estiva) e dei musicisti che da molte parti del mondo (soprattutto Giappone e Cina) decidono di perfezionarsi nell'istituto ortonese, ma anche lo stesso ingente patrimonio archivistico e museale che potrebbe addirittura disperdersi o ritornare ai donatori in caso di forzato scioglimento del Tostiano».
         Alle istituzioni si chiede quindi un «gesto concreto e deciso di sostegno ad un ente che rischia di sparire e, quel che fa più male, fra l'indifferenza di molti, in primis delle istituzioni che dovrebbero sostenerlo».
20/07/10 16.22