Sequestrata maxi villa da 1 milione di euro a famiglia rom

Alessandro Biancardi

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VASTO. La Guardia di Finanza ed i Carabinieri di Vasto hanno applicato ancora una volta la speciale ed incisiva normativa antimafia per sottrarre a soggetti malavitosi il patrimonio non giustificato da redditi e palese frutto di attività criminali.


Un anno fa circa le Fiamme Gialle ed i Carabinieri di Vasto avevano sequestrato una nota pizzeria a cittadini italiani residenti nel vastese dediti al traffico di sostanze stupefacenti.
Anche in questa circostanza, con la direzione del Procuratore della Repubblica di Vasto – Francesco Prete – e con il coordinamento dei comandanti provinciali della Guardia di Finanza e dei Carabinieri, gli uomini delle Fiamme Gialle e dei Carabinieri di Vasto, hanno portato a termine il sequestro preventivo.
Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Vasto Sallusti.
Il sequestro preventivo e la successiva confisca, in forza della speciale normativa antimafia, è stato possibile in quanto la stessa trova applicazione anche per soggetti implicati in procedimenti penali in materia di sostanze stupefacenti.
Già la Guardia di Finanza di Milano aveva indagato nei confronti dei coniugi S.L. e B.C., entrambi di 36 anni ed entrambi di etnia Rom e legati alla malavita albanese per aver trafficato ingenti quantitativi di cocaina.
Alla conclusione delle indagini la donna è stata condannata mentre il marito assolto con formula dubitativa.
Recentemente anche i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Pescara hanno portato a termine un'ulteriore indagine nei confronti dei due, nuovamente arrestati.
Anche in quella occasione sono stati sequestrati ingenti quantitativi di stupefacenti.
«La continua dedizione nel tempo al traffico di sostanze stupefacenti da parte dei due coniugi è stata, quindi, accertata», ha spiegato Luigi Mennitti, comandante della compagnia di Vasto, «e la loro villa faraonica, del valore di circa 1,2 milioni di euro, è sicuramente frutto della loro attività criminale».
Le Fiamme Gialle hanno svolto minuziosi accertamenti patrimoniali nei confronti dei due coniugi e del loro nucleo familiare e ricostruito il complesso iter di acquisizione dell'immobile sottoposto a sequestro.
In sostanza, i genitori della donna, privi di redditi, hanno inizialmente acquistato un terreno a Vasto, mediante una procedura anomala, per poi concedere al genero ampia e generale delega a costruire ed a curare le varie pratiche amministrative.
Al termine della realizzazione dell'immobile i genitori di S.L. hanno donato tutto ai nipoti ossia ai figli minorenni dei due coniugi concludendo un'opera di interposizione soggettiva nella titolarità del bene immobile «palesemente con la finalità», dicono gli inquirenti, «di ostacolare il sequestro come quello che si è adottato oggi».

20/07/2010 13.38