Rifiuti, "mutuo soccorso" tra le Province di Pesara e Teramo

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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ABRUZZO. Le Province di Pescara e Teramo continueranno ad aiutarsi vicendevolmente nella gestione dei rifiuti urbani, mettendo a disposizione l’una dell’altra degli spazi all’interno delle rispettive discariche, come avvenuto fino ad oggi.

Lo prevede un accordo firmato dagli assessori all'Ambiente delle due Province, Mario Lattanzio per Pescara e Francesco Marconi per Teramo.
Il documento sancisce l'impegno dei due enti a “proseguire, in futuro, l'attività di mutuo soccorso” in materia di rifiuti, tenendo conto della esperienza di collaborazione maturata negli anni scorsi.
Nell'accordo si ricorda, infatti, che in passato la Provincia di Teramo ha dato la propria disponibilità ad accettare il pattume proveniente dal territorio Pescarese a causa della mancanza di impianti adeguati nell'area del capoluogo adriatico.
Attualmente, invece, la Provincia di Pescara sta dando la propria disponibilità ad accogliere a Colle Cese i rifiuti provenienti dal Teramano a causa della carenza di impianti in quella zona.
La novità è rappresentata dal fatto che entro la fine dell'anno in località Grasciano di Notaresco (Teramo) entrerà in funzione un impianto per lo smaltimento per rifiuti urbani, recentemente autorizzato dalla Regione Abruzzo (per un totale di 500 mila metri cubi), che potrebbe rappresentare un'ancora di salvezza anche per Pescara.
«Seguendo le disposizioni di legge, che parlano di responsabilizzazione e cooperazione di tutti i soggetti coinvolti nel settore dei rifiuti, l'intesa tra le due Province serve a ribadire la cooperazione che deve scattare in caso di necessità di uno dei territori», commenta Marconi.
«In questo momento», aggiunge Lattanzio, «è indispensabile, per Pescara, sapere che esiste una discarica in grado di accogliere i rifiuti del nostro territorio se Colle Cese non dovesse essere più disponibile».

Per Carlo Costantini, capogruppo Idv in consiglio regionale è:«apparentemente una grande dimostrazione di maturita' e di solidarieta', tale da giustificare accordi e conferenze stampa; nella sostanza un modo per far sì che nulla cambi, considerato che i rifiuti continuano ad essere conferiti a tonnellate nelle discariche, che i protagonisti privati saranno sempre gli stessi e che sempre loro continueranno a guadagnare, cosi' come sempre i cittadini continueranno a pagare ad a subire aumenti delle tariffe».
«Nel 2010, in un paese civile», sostiene Costantini, «gli assessori provinciali dovrebbero riferire ai
cittadini che la raccolta differenziata e' prossima al 70%; dovrebbero elencare il numero delle aziende che nascono per la produzione e la lavorazione di materie prime recuperate dal riciclaggio dei rifiuti; dovrebbero indicare il potenziale di crescita dell'occupazione in un settore in enorme espansione in tutte i paesi d'Europa; dovrebbero indicare i tempi previsti per il progressivo
smantellamento di discariche la cui funzionalita', con un sistema appena efficiente di riciclaggio dei rifiuti, sarebbe del tutto residuale. E invece no. Il massimo che puo' cambiare in Abruzzo e' la localizzazione della prossima discarica ed a breve degli inceneritori, indispensabili per gestire l'ennesima imminente emergenza costruita a tavolino».

20/07/2010 12.56