Masciarelli&Co, finanziamenti agli amici e gare truccate: i guai non finiscono

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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ABRUZZO. Strascichi giudiziari inevitabili quelli dei processi incardinati dinanzi alla Corte dei Conti per alcuni componenti della banda Masciarelli, quelli che della Fira hanno fatto cosa propria ed inquinato l’assegnazione di milioni di euro di fondi europei.
Ma anche le gare d'appalto bandite dalla finanziaria regionale erano un mera messa in scena.
Così dopo le richieste di rinvii a giudizio per i principali processi (Fira, Ex Delverde, Sanitopoli) arrivano le condanne a pagare i danni arrecati alle amministrazioni pubbliche.
Pene irrisorie rispetto all'effettivo danno per aver distolto l'ente pubblico dall'interesse generale. Pene che probabilmente non saranno mai pagate perchè Masciarelli è formalmente nullatenente.

BARCHE E FATTURE FALSE: LA TRUFFA NON STA A GALLA

Sono finiti recentemente sotto processo presso la Corte dei Conti Giancarlo Masciarelli, Marco Picciotti, Paolo De Michele, Giovanni Cirulli.
La procura aveva chiesto per loro il pagamento in favore dellaaa Fira spa e della Regione Abruzzo della somma di € 100.000 nella seguente ripartizione: 40.000 euro per Giancarlo Masciarelli, 40.000 euro per Marco Picciotti, 10.000 euro per Giovanni Cirulli ed 10.000 euro per Paolo De Michele.
I fatti contestati dal requirente riguardavano una truffa messa in piedi per lucrare i fondi europei Docup realizzata attraverso l'emissione di fatture false.
In data 13 marzo 2003 Picciotti, legale rappresentante pro-tempore della S.r.l. Ma.Ri. Company, con sede in Bomba, contrada Scosse, presentò istanza di finanziamento perchè prevedeva di avviare l'attività di “charter” – noleggio di imbarcazioni ai turisti – e quella di “catering”, indicando quale budget di investimento la cifra di 243.000 euro necessari all'acquisto di un'imbarcazione “Gobbi 425 SC”, munita di due motori Volvo Penta KAD 300 completa di accessori e dotazioni standard.
La commissione regionale senza battere ciglio approvò un finanziamento di 100mila euro.
Nell'inchiesta denominata “Bomba”, che riguarda appunto la Fira, la Finanza ha poi potuto verificare che le fatture emesse da Picciotti come pezze d'appoggio e giustificativi per ottenere l'erogazione dei fondi assegnati erano in realtà false.
Dopo un lungo contraddittorio e memorie difensive i giudici della Corte dei Conti hanno deciso di condannare Giancarlo Masciarelli al pagamento di 32.000 euro; Marco Picciotti, alla somma di 32.000 euro; Giovanni Cirulli, € 8.000; Paolo De Michele, 8.000 euro.

L'APPALTO AGGIUSTATO DA 408MILA EURO

Altra storia riguarda, invece, un appalto da 408 mila euro bandito dalla Fira mentre Masciarelli era presidente.
L'occasione era l'assoluta necessità di implementare un sistema di gestione informatizzato della finanziaria regionale.
Si fa la gara (ristretta) e la ditta vincitrice risulta essere la società Ideazione srl, di Paolo De Michele indagato nell'inchiesta sulla Fira che stipula un contratto per un importo di 340.000 euro, oltre Iva, somma poi effettivamente erogata nella misura complessiva di 408mila euro.
Su questa gara pende ancora un procedimento penale della procura di Pescara per il quale è stato richiesto il rinvio a giudizio.
In quel procedimento i reati contestati sono quelli di truffa e falso, ma anche associazione a delinquere, corruzione, malversazione di contributi pubblici.
Dalle indagini in corso, sono emerse numerose irregolarità tali da far «fondatamente ritenere che la procedura di gara sia stata fittizia; infatti, dagli atti acquisiti in sede penale emerge che si sono presentate due società (Datamat spa e Medianet srl) con offerte di comodo per assicurare l'aggiudicazione alla società Ideazione srl».
In effetti, dagli atti acquisiti e dall'indagine svolta dalla Guardia di Finanza, emerge chiaramente che si tratta di «gara svolta fittiziamente», si legge nelle carte della procura, «altrimenti non avrebbe senso la circostanza che tutti i files concernenti le procedure della gara siano stati rinvenuti nella pen drive di Paolo De Michele, rappresentante legale della società Ideazione, aggiudicataria della gara in oggetto».
Mente la giustizia penale fa il suo corso, la Corte dei Conti chiama in giudizio per questi fatti Giancarlo Masciarelli, Marcello Palmieri, Pierluigi Cosenza (Indagato anche nell'inchiesta Sanitopoli), Giustino Battistella.
La procura della Corte dei conti chiedeva una condanna di 258.000 euro a Masciarelli e 50.000 euro ciascuno per i restanti convenuti.
Dopo l'istruttoria ed il contraddittorio tra le parti i giudici Federico Pepe e Martino Colella hanno assolto Marcello Palmieri, Pierluigi Cosenza e Giustino Battistella dagli addebiti contestati addebiti. Hanno invece condannato Masciarelli al risarcimento in favore della Regione Abruzzo e della Fira s.p.a. della somma di 34.000 euro, «importo da ritenersi comprensivo di rivalutazione monetaria fino alla data di deposito della presente sentenza».
La sentenza porta la data del 23 marzo 2010.
Ci sarebbe da domandarsi se e in che modo la pena sarà eseguita visto che Masciarelli risulta formalmente nullatenente.

20/07/2010 11.25

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