Medici in sciopero per 24 ore contro la manovra finanziaria

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Camici bianchi in piazza contro la manovra. Stop dal lavoro per 24 ore dei dirigenti medici, veterinari, sanitari e amministrativi e sit-in davanti a Montecitorio a mezzogiorno. * E MARTEDÌ SCIOPERANO I VIGILI DEL FUOCO
Con lo sciopero di oggi saranno sospesi in tutta Italia 40 mila interventi chirurgici e lo stop a migliaia di visite specialistiche e di prestazioni diagnostiche, ma anche il blocco di tutta l'attività veterinaria connessa al controllo degli alimenti.
Resta garantita l'urgenza.
I sindacati si scusano con i cittadini: «Scusate per i disagi» ma è in gioco «il bene prezioso della sanità pubblica», ha detto Massimo Cozza, segretario nazionale Fp-Cgil Medici.
Intanto è botta e risposta a distanza tra Governo e opposizione.
Il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha ribadito che «non si prevede blocco del turn over nelle Regioni con i conti a posto e si pensa ai contratti a tempo per valorizzare il merito»'.
I ricambi del personale verranno congelati, ha assicurato, «solo nelle quattro Regioni in profondo rosso».
La manovra, ha sottolineato poi il ministro «non ha toccato la Sanità. Non ha previsto ticket e neppure tagli. Piuttosto si deve cercare di azzerare gli sprechi dove ancora esistono» anche perché «dove si spende di più, l'assistenza è peggiore».
Dal canto suo Ignazio Marino, senatore Pd e presidente della Commissione d'inchiesta sul Servizio sanitario nazionale ha detto di trovare «davvero superficiale la posizione del ministro della Salute che ha liquidato le conseguenze della manovra economica sull'efficienza del Sistema sanitario nazionale con un giro di parole. Non si tratta affatto di lotta agli sprechi ma di veri e propri tagli che indeboliranno i nostri ospedali e i servizi vitali che essi rendono ai cittadini. Per questo domani mi unirò allo sciopero dei medici».
Di fatto, secondo Marino «per ogni cinque medici che andranno in pensione sarà possibile assumerne solo uno e questo produrrà un impatto molto negativo sui servizi e sull'assistenza».
Sul fronte sindacale «la nostra protesta - ha spiegato il segretario nazionale della Fp-Cgil Medici, Cozza - è per difendere chi crede nella sanità pubblica e chi quotidianamente opera in condizioni sempre più disagiate negli ospedali e nei servizi territoriali per garantire il diritto alla salute per tutti i cittadini" e "domani ci vogliamo far sentire, con il primo sciopero nazionale unitario da quando è in carica il Governo Berlusconi».
«La carenza di 30.000 medici nei prossimi 4 anni e il licenziamento della metà dei precari impegnati in attività fondamentali a partire dal Pronto Soccorso - hanno sottolineato i sindacati delle professionalità del Ssn - si rifletterà in una caduta qualitativa e quantitativa delle prestazioni erogate, con le liste di attesa destinate a misurarsi in semestri».
19/07/10 11.54

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E MARTEDÌ SCIOPERANO I VIGILI DEL FUOCO

Saranno garantite le operazioni di soccorso ma lo sciopero di 4 ore dei vigili del fuoco intente tutelare il servizio che quotidianamente viene reso per la sicurezza dei cittadini .
Così le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil annunciano la protesta indetta per martedì contro «l'iniquitò dellla manovra finanziaria in discussione al parlamento» e denunciano con forza gli «effetti negativi e le pesanti
ricadute che gli interventi previsti dal governo produrranno sul servizio prestato al paese dai vigili del fuoco e sulle condizioni complessive del personale».
I sindacati ribadiscono le forti preoccupazioni della categoria per la mancata esigibilità delle risorse economiche previste per legge-che consentirebbero la chiusura del contratto nazionale di lavoro scaduto ormai da 30 mesi e chiedono al governo di attivarsi «per dare sostanza alla specificità professionale dei vigili del fuoco riconosciuta dal parlamento italiano e per raggiungere tale obiettivo metteranno in campo tutte le azioni di protesta necessarie».
«Appare paradossale – concludono Cgil, Cisl, Uil e Confsal – pensare che un Governo e una maggioranza che ha potuto avere il proprio riconoscimento elettorale basandosi anche e soprattutto su una garanzia più forte di sicurezza per il cittadino possa adesso decidere di abbandonare chi quella sicurezza la costruisce giorno dopo giorno con il suo lavoro, la sua professionalità e il suo impegno».

19/07/2010 15.59