Rifiuti e inchieste, si dimette amministratore della Teramo Ambiente

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Giovanni Faggiano, amministratore delegato esponente della quota privata della Teramo Ambiente, ha deciso di rassegnare le dimissioni.




TERAMO. Giovanni Faggiano, amministratore delegato esponente della quota privata della Teramo Ambiente, ha deciso di rassegnare le dimissioni.



Le dimissioni sono giunte al sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi.
Nuovo amministratore è ora Stefano Gavioli, presidente della Enerambiente spa, la società privata che detiene il 49% delle azioni della TeAm.
Gavioli, classe 1957, è nato a Venezia e residente a Treviso, è titolare anche di un importante impresa di costruzioni veneta, la Gavioli spa.
Nell'assemblea dei soci del 30 giugno 2007, il socio privato, l'allora Slia spa, aveva indicato Stefano Gavioli come nuovo Consigliere della Te.Am. in sostituzione di Fabrizio Quarta, cooptato nel CdA del 6 febbraio 2007. Il presidente allora era Lanfranco Venturoni, l'amministratore delegato Vittorio Cardarella con Giuseppe Rubicini componente del cda.
La parte pubblica della Teramo Ambiente è composta dalle quote del Comune di Teramo 48,50%, MO.TE. e Ambiente S.p.A. 2%, Provincia di Teramo 0,50%.
In un comunicato stampa del Comune di Teramo non si specificano le ragioni che hanno portato all'abbandono di Faggiano, chiacchierato amministratore già indagato in quella che i giornali pugliesi hanno definito la Tangentopoli brindisina. Si parla, invece, esclusivamente di «ottimi risultati di gestione».
«La percentuale già raggiunta del 63%», si legge nel comunicato di Palazzo di città, «pone la TeAm ai primi posti tra le società di servizi del Centro Sud e ai vertici della graduatoria nazionale; ciò si aggiunge all'incremento societario testimoniato dal fatto che gli utili conseguiti negli ultimi anni non sono stati ripartiti tra i soci ma reinvestiti nella stessa società, capitalizzandola e facendola crescere, in un periodo di generale crisi e difficoltà; l'essere diventato punto di riferimento anche per il territorio limitrofo a quello teramano, sono gli ulteriori elementi che hanno determinato la decisione del diretto coinvolgimento del leader della società».
Un incontro tra il sindaco e il nuovo amministratore Gavioli è previsto nei prossimi giorni.
Voci bene informate però parlano di dimissioni dell'ultimo minuto, giunte in extremis a seguito delle sempre maggiori voci che parlano di una maxi inchiesta partita dalla procura di Pescara che si sta allargando a macchia d'olio e che ha trovato proprio in Teramo uno dei suoi epicentri più “attivi”.
Già lo stesso Faggiano era stato attenzionato e la procura avrebbe ricostruito una serie di movimenti bancari, nonché appalti e assunzioni, che avrebbero nascosto una gestione quantomeno poco limpida e poco attenta all'interesse pubblico. Una gestione che però sono in pochissimi a contestare.
Altre voci parlano, invece, di pressioni dall'''alto'' che avrebbero spinto l'amministratore alle dimissioni probabilmente per dare un taglio alle malignità e allontanare sguardi indiscreti.
Queste dimissioni arrivano in un momento in cui pare ci sia quasi la corsa alle dimissioni dalle cariche in società che si occupano di rifiuti… eppure siamo il paese in cui le dimissioni sono davvero l'ultima spiaggia.
Una serie di cambi al vertice hanno interessato anche alcune società partecipate dell'ambito pescarese come per esempio Ambiente spa che si occupa del servizio di raccolta rifiuti e che per la parte privata fa capo alla Deco spa della famigli Di Zio, i cui componenti hanno lasciato gli incarichi direzionali per «motivi personali».
Sarà un caso ma anche i Di Zio e le loro attività sui rifiuti sono al centro della stessa inchiesta pescarese sui rifiuti.
PrimaDaNoi.it nel mese di aprile si era concentrato sulle vicende della Team e si erano scoperte cose insospettabili e legami importanti.
Si era scoperto, per esempio, che Enerambiente Spa, già Slia Technologies Srl di Venezia, sarebbe stata di proprietà di una società svizzera, la Ecomanagement sa, che poi avrebbe cambiato denominazione sociale in Immogeste sa, con sede a Ginevra.
La Slia è stata posta poi in “liquidazione volontaria”. Liquidatore fu nominato Giovanni Faggiano, poi amministratore delegato della Team.
Secondo altre fonti la Enerambiente farebbe parte del gruppo Cerroni Spa, di Manlio Cerroni, il re dei rifiuti a Roma.
Il presidente della Te.Am è Raimondo Micheli. L'attuale assessore regionale alla Sanità, Lanfranco Venturoni, fino a qualche mese fa, come detto, era presidente della società.
Gli altri consiglieri sono Vittorio Cardarella, Giuseppe Rubicini, Corrado De Iuliis. Il Collegio Sindacale in carica è formato da: Giancarlo D'Andrea che è Presidente e da Angelo Camaioni e Paolo Bellamio.
Sul sito ufficiale Team non c'è traccia però della nuova nomina.

FAGGIANO GIA' CONDANNATO PER FAVOREGGIAMENTO

L'ex amministratore Faggiano, avvocato, nel 2007, è stato coinvolto in una maxi inchiesta, la cosiddetta «tangentopoli brindisina», condotta della Procura di Brindisi. L'inchiesta, che portò all'arresto per la terza volta dell'ex sindaco di Brindisi, Giovanni Antonino, rivelava un vero e proprio “comitato d'affari” che pilotava appalti e finanziava campagne elettorali dietro il pagamento di corpose tangenti.
Il processo in primo grado ha portato alla condanna di 16 persone- come riporta la televisione brindisina Trcb- tra cui Giovanni Faggiano, condannato ad un anno e quattro mesi per favoreggiamento.

L'OMBRA DI CAMORRA E SACRA CORONA UNITA

E sempre la Enerambiente sarebbe anche sotto la lente di ingrandimento della Procura di Napoli, città nella quale lavora molto, insieme alla Siet, e ha gestito la pulizia e i rifiuti per un importo totale di 25 milioni annui.
Su queste ed altre inquietanti coincidenze in Abruzzo si preferisce mettere la testa sotto la sabbia e fare finta di nulla.
L'unica voce che si è levata nello scenario desolato e desertico della politica locale è stata quella del deputato Pdl, Daniele Toto, che ha presentato proprio su questi fatti una interrogazione parlamentare che attende ancora risposte.
Nell'incertezza aumenta il bisogno di fatti e verità. L'Abruzzo ha subito ultimamente solo le conseguenze di una cattiva gestione oppure il frutto di scelte viziate dalla corruzione?
E nel calderone dei rifiuti si sta combattendo la battaglia per gli inceneritori e più in là c'è anche l'affare che ruota intorno alle centrali nucleari.
Affari di centinaia di milioni di euro. Affari delicati.

19/07/2010 10.35

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