No alla discarica di Spoltore, il comitato incontra Ranghelli

Alessandro Biancardi

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SPOLTORE. Una delegazione del comitato 'No alla Nuova discarica a Spoltore' sarà ricevuta ufficialmente, assieme al presidente del Codacons Lorenzo Cesarone martedì 20 luglio alle ore 16 dal sindaco di Spoltore Franco Ranghelli e dall’assessore all’urbanistica Ernesto Partenza.


Scopo dell'incontro è quello di ribadire, da parte del comitato la «più totale e ferma» contrarierà alla realizzazione di una discarica e/o impianto di trattamenti rifiuti in via Vallecarbone di Spoltore, zona Fosso Grande, alle spalle della Motorizzazione, proprio di fronte la vecchia discarica del comune di Pescara ancora oggetto di bonifica dei suoli e delle falde acquifere ad oltre 20 anni dalla chiusura.
La zona in cui un imprenditore privato vorrebbe realizzare l'impianto, è una zona agricola ad alta vocazione di coltura cerealicola, olivicola, di ortaggi e vitivinicola, contestano dal comitato.
Una discarica conferirebbe un colpo mortale ad un sistema economico fatto da piccoli imprenditori che hanno investito in coltivazioni biologiche, biodinamiche e a “chilometro 0”.
Il gruppo che dice no, al quale hanno già aderito oltre cento persone, si è costituito ufficialmente lo scorso 5 luglio ed ha già depositato una richiesta di accesso a tutti gli atti relativi all'impianto dei rifiuti, contestualmente era stata formulata una richiesta di incontro con i vertici dell'amministrazione comunale proprio per discutere della localizzazione della discarica in una zona agricola che nel piano paesistico regionale è definita di “massima tutela”.
«Al sindaco Ranghelli e all'assessore Partenza ribadiremo il nostro fermo e deciso “no” ad ogni forma di intervento che richiede la trasformazione di un'area agricola di ben sei ettari (circa sessantamila metri quadri) in zona artigianale per la realizzazione della discarica e dell'impianto di lavorazione dei rifiuti».
Tra l'altro, il comune di Spoltore è già dotato di una zona dove ubicare gli insediamenti produttivi, e dal comitato non si capisce quindi la necessità di una ennesima variazione allo strumento urbanistico che consumerebbe ulteriore suolo: «una iniziativa il palese contrasto con le direttive europee, la carte dei cittadini e dei consumatori e che peggiorerebbe la qualità della vita dell'intero comprensorio con il via vai di camion carichi di rifiuti che appesterebbero l'aria con i loro odori nauseabondi e l'inquinamento da Pm10 e benzene oltre al rumore dei macchinari necessari alla lavorazione dell'immondizia».

17/07/2010 10.20