Vallescura e le mazzette in Procura:«il senso delle mie parole era diverso»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4330

SILVI. Gaetano Vallescura è un primo cittadino infuriato contro la Procura di Teramo per la notizia uscita sulla stampa di essere stato iscritto nel registro degli indagati per abuso d'ufficio.
Ma lui l'avviso di garanzia non lo aveva ancora ricevuto e la notizia l'ha appresa dalla stampa. Una situazione che lo ha irritato a tal punto da rilasciare dichiarazioni estremamente forti questa mattina davanti ai giornalisti convocati in gran fretta:«evidentemente in Procura ci sono persone che prendono mazzette per far uscire le notizie a darle ai giornalisti». Sono queste le parole riportate anche dall'agenzia Ansa.
Insieme a Vallescura risultano indagati anche il direttore generale del Comune, Giuseppe Musumarra, e il funzionario dell'ufficio commercio, Luigi De Sanctis, ma il primo cittadino auspica che si arriverà presto all'archiviazione perchè tutto quello che è accaduto, assicura, è stato regolare.
«E' inconcepibile quello che è successo», ha insistito spiegando che stamattina è andato personalmente a ritirare l'avviso di garanzia dai carabinieri presso la stazione diretta dal maresciallo Antonio Tricarico.
I militari si sono messi al lavoro lo scorso 14 agosto, quando in seguito a controlli, il Comune verificò che lo chalet "Costa Verde", non rispettava l'Ordinanza Comunale che prevedeva nel periodo estivo la chiusura dei locali alle ore 3.
Il sindaco Vallescura ha spiegato che «c'era una Ordinanza, firmata da me, che prevedeva addirittura la chiusura per dieci giorni di quegli stabilimenti che non ottemperavano al rispetto dell'orario di chiusura. Una Ordinanza oppressiva che ci ha visti, per così dire, costretti a porre in essere un provvedimento di autotutela, con il quale veniva sospeso il provvedimento di chiusura dello chalet».
Il provvedimento che di fatto revoca la chiusura del locale, ha fatto partire le indagini.
Ma gli inquirenti contestano anche le modalità dell'adozione del provvedimento.
Come ha spiegato sempre il sindaco Vallescura, a notificare l'Ordinanza doveva essere il comandante dei vigili urbani di Silvi, assente per malattia.
A sostituirlo la scorsa estate c'era il suo vice che non aveva però competenze sul settore commercio.
Da qui l'ingresso sulla scena del direttore generale del Comune Musumarra che adottò l'atto di autotutela, evitando la chiusura dello stabilimento balneare.
In tutto questo la Procura intravede una sorta di favoritismo nei confronti dei titolari dello chalet "Costa Verde" che l'anno scorso nel frattempo impugnarono l'Ordinanza di chiusura.
Un secondo filone d'inchiesta riguarda poi controlli e verifiche edilizie per altri 16 stabilimenti balneari.
Vallescura ha ribadito al termine della conferenza stampa la sua serenità, auspicando l'immediata archiviazione dell'inchiesta

16/07/2010 16.20


IL SINDACO:«LE MIE PAROLE RIPRESE PARZIALMENTE E FRAINTESE»

Il primo cittadino nel tardo pomeriggio ha poi fatto seguire una “nota di chiarimento” per meglio interpretare il lancio di agenzia che ha creato non poco clamore.
«Va assolutamente chiarito», dice il sindaco “a freddo”, «che io ho espresso il mio rammarico nel sapere che sono stato raggiunto da avviso di garanzia tramite i mezzi di informazione: tant'è che la notizia era già trapelata da alcuni giorni. Nella conferenza stampa ho detto che gli avvisi di garanzia per i cittadini equivalgono a condanne e questo crea sofferenza ai sindaci per poter espletare il proprio mandato, poiché spesso queste sono anche strumentalizzate».
«Non riuscendo a spiegarmi come questo possa accadere», ha precisato Vallescura, «ho affermato che “dovrei pensare che la notizia possa essere uscita o dai carabinieri o dalla procura quindi supponendo che all'interno della procura si vendono notizie, prendono mazzette” ma contestualmente ho aggiunto di escludere e di non credere categoricamente a queste ipotesi. Tant'è che le altre testate giornalistiche presenti in conferenza stampa non hanno assolutamente preso in considerazione questa mia affermazione tenendo presente della mia precisa esclusione fatta contestualmente, che non voleva significare che in procura girano mazzette».
«Non ho mai pensato e mai penserò», ha infine aggiunto il sindaco, «che in Procura di Teramo o in qualsiasi altra procura ci siano persone che si abbassano a fare questo. Il mio rispetto per le autorità e per gli organi inquirenti è totale ed a loro va la mia completa fiducia».

16/07/2010 18.11