Balzello asse attrezzato, Cgil: «pendolari infuriati mentre la politica tace»

Alessandro Biancardi

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Balzello asse attrezzato, Cgil: «pendolari infuriati mentre la politica tace»
ABRUZZO. L'introduzione dell'ultimo balzello ideato dal Governo ha colpito, e non poco, anche gli abruzzesi. * CONFARTIGIANATO: «NO PEDAGGIO SULL'ASCOLI-MARE»
Il supplemento da pagare in entrata e in uscita al casello Pescara Ovest (A14) e a Villanova (A25) sta creando tanta rabbia ed incomprensione tra i pendolari, molti dei quali lavoratori che paradossalmente si ritrovano a dover corrispondere un supplemento anche nei casi in cui non si usufruisce dell'Asse Attrezzato Chieti-Pescara ovvero di una di quelle arterie per le quali il Governo ha pensato di introdurre questa nuova tassa.
«La confusione è totale, tante le assurdità», dicono dalla Cgil.
A cominciare dai numerosi pendolari che quotidianamente percorrono l'A14 da nord e da sud e che escono al casello incriminato di Pescara Ovest per raggiungere la zona commerciale ed industriale di Sambuceto (San Giovanni Teatino) senza avere la necessità di dover immettersi nell'Asse Attrezzato.
«Per loro non ci sono sconti», tuona il sindacato, «il supplemento si paga ugualmente. Siamo alla presunzione di intendimento».
Sorte peggiore per quelli che provengono o sono diretti a Roma costretti a pagare il balzello due volte perché sia i caselli di Pescara Ovest (A14) e Villanova (A25) che la barriera di Lunghezza all'ingresso della capitale, rientrano nella lista delle stazioni onerose “da evitare”.
E mentre gli automobilisti abruzzesi provano ad individuare escamotage per aggirare l'ingiusta tassa (ovvero uscire prima o dopo i caselli incriminati), aumentano inevitabilmente anche le ripercussioni sul traffico e sull'inquinamento atmosferico come dimostrano le file che in questi prime tre settimane si registrano a Città Sant'Angelo (Uscita Pescara Nord dell'A14) o a Scafa sull'A25
«E i nostri politici», denuncia ancora il sindacato, «in primis il governatore Chiodi, il presidente della Provincia di Pescara Testa e il sindaco Mascia non rilasciano dichiarazioni sull'argomento come se il fenomeno non li riguardasse. Stesso dicasi per i sindaci di Chieti e di San Giovanni Teatino sui cui territori si riversano i propri concittadini che utilizzano l'uscita di Pescara Ovest».

16/07/2010 13.17

SAL GIOVANNI TEATINO DICE NO

Nei giorni scorsi l'intero Consiglio comunale di San Giovanni Teatino si è schierato compatto contro l'istituzione del pedaggio non solo per le ripercussioni economiche a carattere generale – denunciano le forze politiche in seno all'Assise civica – ma anche danni alle singole città: «una delle realtà urbane che subirà maggiormente le ripercussioni negative del pedaggio sarà proprio San Giovanni Teatino, fulcro dell'area commerciale ed industriale della Val Pescara e finora servita dal Raccordo Chieti-Pescara; un'arteria stradale, questa, che da sola sopporta il pesante traffico di pendolari ed autotrasportatori che, inevitabilmente, a causa del balzello si riverserebbe per gran parte sulle vie comunali, con una conseguente gravissima ricaduta in termini di sicurezza stradale, di inquinamento ambientale, e di caos nella circolazione veicolare»
16/07/2010 15.40

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CONFARTIGIANATO: «NO PEDAGGIO SULL'ASCOLI-MARE»

ASCOLI. Un balzello dopo l'altro. Sembra non esserci tregua per le imprese artigiane.
Dal primo luglio è scattato l'aumento dei pedaggi autostradali dal 2 al 5%; le maggiorazioni tariffarie interessano l'intera rete autostradale a pedaggio e consistono in 1 millesimo di euro a chilometro per le auto, moto, e 3 millesimi di euro al chilometro per i veicoli pesanti.
Inoltre una maggiorazione tariffaria forfetaria di 1 € per le vetture e moto e di 2 € per quelle superiori presso il casello delle autostrade a pedaggio che si interconnettono con i raccordi autostradali in gestione diretta Anas.
Sul tratto Ascoli-Mare, Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto si trovano ad essere doppiamente tassate in quanto subiscono un ulteriore aggravio stimato del 25% del costo dei pedaggi.
«L'assurdo dell'intera vicenda - afferma con determinazione Simone Feliziani, presidente della Confartigianato Autotrasporto di Ascoli Piceno e Fermo - è che i residenti più vicini al casello di San Benedetto si trovano a pagare una maggiorazione del 25% dei pedaggi mentre chi viene da Pesaro ed esce a S. Benedetto si trova oltre al pedaggio una maggiorazione di 1 € con la vettura o la moto e 2 € con il camion».
Con l'aumento normale si carica una impresa che opera in Italia circa 300/400€ all'anno di maggiori costi mentre il Piceno in particolare sosterrà 4 € tra entrata ed uscita dal casello per ogni viaggio: calcolando una media di 250 ingressi annui ciò si traduce in altri 1.000 €.
«Si tratta di costi inauditi per i trasportatori», dicono dalla Confartigianato, «ma anche per i cittadini rivieraschi che lavorano nell'ascolano o sulla costa. Anzi, queste misure altamente vessatorie vanno a ledere un diritto fondamentale costituzionalmente riconosciuto, ovvero il diritto al lavoro».
Secondo Confartigianato non solo è necessario protestare come già fatto in passato, ma è necessario opporsi con grande determinazione anche con ricorsi legali, attivando anche gli Enti Locali: «Comuni e Provincia debbono essere alla testa della protesta».
Se la situazione non accennerà a migliorare accadrà ben presto che per evitare l'aggravio del pedaggio trasportatori e automobilisti provenienti da sud o da nord usciranno ai caselli della Val Vibrata o di Grottammare immettendosi sulla statale che è già abbondantemente intasata ed ha una velocità commerciale a passo d'uomo.
Inoltre si temono ripercussioni sulla città turistica di San Benedetto che potrebbe essere ulteriormente danneggiata, considerando che molti flussi turistici potrebbero scegliere altri lidi. Si chiede Feliziani: «Se questo non è uno scempio e un depredamento del territorio, cos'altro dobbiamo attendere?»

17/07/2010 10.16