Atri, presentato il Piano strategico della città: si passa alla seconda fase

Alessandro Biancardi

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ATRI. L’hanno chiamata “l’avventura delle idee”. Ed in qualche modo la stesura del Piano Strategico della città di Atri una piccola avventura lo è stata.


Non solo perché per la prima volta la cittadina ducale ha intrapreso un percorso di progettazione condiviso ed organico, ma anche per gli obbiettivi che il piano stesso si è prefissato.
Ora parte di questo percorso sembra concluso: ieri, venerdì 16 luglio, nell'ottocentesco teatro comunale, alla presenza del presidente della Regione Gianni Chiodi, del senatore Paolo Tancredi, dell'assessore Mauro Di Dalmazio ed di altri rappresentanti istituzionali della Provincia e dei comuni limitrofi, il Piano è stato presentato alla città.
Sono state esposte le quattro linee guida: tutela della biodiversità e Green Economy; assetto sostenibile e condiviso del territorio; sviluppo sociale, comunitario e turistico.
Il prossimo passo sarà quello di avviare un processo di “Multi level governance” con la revisione, in contemporanea, di tutti gli strumenti urbanistici: PRG, Piano di recupero del Centro storico; Piano di gestione del SIC (sito di interesse comunitario) Calanchi di Atri e Piano d'Area del parco agricolo. I quattro strumenti si adegueranno alle nuove norme in materia di pianificazione territoriale recentemente approvate dalla Regione. Per cui Atri sarà la prima città a sperimentare il nuovo iter.
Tutto è iniziato nel marzo 2009.
L'amministrazione, attraverso l'assessore Domenico Felicione, ha avviato il progetto di pianificazione completamente finanziato dalle casse comunali.
L'obittivo del piano è unire tutta la comunità locale «nella riflessione sul proprio presente e sul proprio futuro, al fine di capire cosa è necessario fare per risolvere i problemi presenti e per lavorare al meglio verso un modello di città più accogliente, dinamica e competitiva».
Così, dopo la giornata-evento in cui il Piano è stato “lanciato”, sono state prodotte le prime analisi multisettoriali sui punti di forza e di debolezza del contesto locale; è stata definita una prima rete di collaborazione che ha coinvolto enti pubblici, associazioni, aziende e diversi gruppi sociali; è stato costruito un canale aperto di comunicazione con i cittadini tramite il sito internet del progetto
(www.pianostrategicoatri.it).
In concreto sono stati condotti diversi focus group tematici con l'intento di capire al meglio, sul campo, le problematiche del territorio e definire possibili linee progettuali; è stato avviato e concluso un piano di ricerca tramite interviste in profondità per raccogliere punti di vista, opinioni e proposte di alcuni rilevanti attori del territorio che ricoprono ruoli cruciali nei più svariati settori: sistema produttivo, edilizia, turismo, servizi sociali e sanitari, ambiente.
E poco dopo sono state elaborate le prime strategie urbane in materia di Turismo, Assetto del Territorio, Ambiente e Paesaggio, Welfare Municipale.
Il progetto, quindi, almeno nella sua prima fase ha prodotto un ampio dibattito pubblico attorno al futuro di Atri e ai modelli di sviluppo che dovranno caratterizzarla. Dibattito che, nei prossimi mesi, troverà altri impulsi e occasioni di crescita attraverso una nuova fase di partecipazione allargata.
«Per la prima volta in Abruzzo e in pochi altri esempi su tutto il territorio italiano – spiega Domenico Felicione - un piccolo Comune intraprende un percorso di pianificazione strategica con l'obiettivo di individuare strade percorribili per promuovere un complessivo rilancio socioeconomico della comunità locale attraverso la valorizzazione delle risorse (materiali ed immateriali) esistenti. Una traccia scientifica che potrà essere seguita da qui ai prossimi 15 anni e che noi mettiamo a disposizione della città. Anche di quelli che verranno dopo di noi».

16/07/2010 13.10