Villa Pini, riaccreditata Psicoriabilitazione, l'interesse del Gruppo Humanitas

Alessandro Biancardi

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Villa Pini, riaccreditata Psicoriabilitazione, l'interesse del Gruppo Humanitas
ABRUZZO. Sospiro di sollievo a Villa Pini: torna l’accreditamento per la Psicoriabilitazione. Un provvedimento a lungo atteso e che è contenuto nelle delibere 40 e 41 del Commissario alla sanità. (Nella foto Giuseppina Ivone, curatore fallimentare Villa Pini)
I due provvedimenti riguardano non solo la società fallita di via dei Frentani, ma tutta la psicoriabilitazione abruzzese, dal colosso Villa Serena alle piccole attività di recupero dell'aquilano, di Vasto e dell'interno del Chietino.
Un sospiro di sollievo, si diceva, non solo perché a Villa Pini viene concesso un budget di 7,8 milioni (certamente ridotto rispetto al passato, ma finora comunque in bilico), ma anche perché significa che saranno pagate a breve le spettanze per le prestazioni fin qui svolte (circa 700 mila euro da incassare cash).
E in tempi in cui la cassa dell'esercizio provvisorio piange (con annessi rischi per gli stipendi) ogni sopravvenienza attiva risulta gradita.
Le due delibere, che sono datate 14 luglio, riguardano, come detto, l'intero mondo della riabilitazione abruzzese: la numero 40 fissa il tetto di 20 milioni per tutti, all'interno ci sono le specifiche istituto per istituto, mentre la delibera 41 è dedicata solo a Villa Pini.
Queste le cifre: Villa Serena 8 milioni e 52 mila euro; Il Passaggio di Oricola (Aq) ed Il Castello di Anversa degli Abruzzi (insieme 1.153.000 euro); Fondazione Alberto Mileno di Vasto (diverse sedi locali per un totale di 1.397.000); Il Quadrifoglio di Rosello (Ch) (786.000 euro).
Per Villa Pini invece il budget è di 7.800.000 euro.
Totale generale: 20 milioni.
La notizia, attesa da tempo perché questo accreditamento era l'ultimo rimasto in sospeso della prima parte del fallimento Angelini, è arrivato nel bel mezzo delle trattative per la firma dei contratti del San Stefar e di Maristella, già pronti e oggetto di verifiche da parte del curatore e del direttore sanitario Edoardo Romoli. Nonostante i rilievi dei sindacati (Cisl in primis), contrari a questi ulteriori tagli, sembra che la firma possa avvenire subito anche perché l'esercizio provvisorio è impegnato su più fronti per portare a casa il massimo possibile dalla Regione. Insomma un'operazione che va vista come recupero, visto che – come noto – la Regione aveva cancellato del tutto dai suoi conti il budget complessivo di Angelini e quindi ha dovuto fare marcia indietro per la decisione imprevista del giudice fallimentare di Chieti: invece del fallimento nudo e crudo, con il bagno di sangue dei dipendenti messi in mezzo alla strada, il Tribunale si è fatto carico della salvaguardia dei posti di lavoro e delle prestazioni che la Asl non erogava e non eroga ancora a pazienti particolari come quelli assistiti in forma specialistica da Villa Pini.

CONFERMATI I 178 POSTI DI VILLA PINI

Le novità per la clinica sono però anche altre: la delibera di riaccreditamento della Psicoriabilitazione, un pò a sorpresa, conferma tutti i 178 posti letto residui e non li riduce ulteriormente a 146, come temuto in un primo momento: insomma pur se i tagli hanno pesantemente inciso, resta invariata l'attuale situazione senza altri rischi per l'occupazione degli addetti ai lavori.
Sempre per la Psicoriabilitazione, l'altra buona notizia (per la cassa dell'esercizio provvisorio) è che la commissione di controllo della Asl di Chieti composta dai tecnici Pardi, Di Donato e Antonucci, ha spulciato una per una le cartelle cliniche degli attuali assistiti ed ha rilevato che un buon 90% delle prestazioni è in regola e solo un gruppo marginale di pazienti è da destinare alle Rsa (che costano meno). Sempre su questo settore dell'assistenza, proprio oggi ci sarà l'incontro con il sindaco di Chieti: il curatore ed il direttore sanitario hanno chiesto una proroga di 90 giorni per la messa a norma delle strutture e presenteranno un crono programma per gli interventi.
La speranza è che il sindaco Di Primio, che si è dimostrato molto sensibile al problema, possa autorizzare gli interventi necessari.
A fronte di questa evoluzione positiva, c'è ancora profondo rosso nelle casse di Villa Pini che finora è stata salvata dalla chiusura (anche l'esercizio provvisorio può chiudere, mettere i lucchetti e buona notte ai sonatori….) solo dalle banche che hanno concesso le anticipazioni necessarie per andare avanti e pagare stipendi e fornitori.

OGGI LA VISITA DEL GRUPPO HUMANITAS

Il fatto è che la Asl prima si è rifiutata ed ancora si rifiuta di versare al curatore il famoso milione e 900 mila euro (con annessi ricorsi e controricorsi) pur dovuti, visto che sono presenti come debito nella sentenza di fallimento, mentre oggi la Asl non paga ancora le prestazioni che intanto sono state effettuate sia nella parte dei ricoveri sia per il resto.
Si tratta di fatture emesse da poco più di un mese (4 e 7 giugno) per un importo totale di circa 500 mila euro, ma ancora da regolarizzare visto che la Asl chiede – come è giusto – la presentazione del Durc, il documento che attesta la regolarità dei versamenti contributivi.
Da parte sua la curatela, che peraltro sembra aver pagato proprio ieri l'F24 con i contributi, si trova nella condizione di non avere i soldi per pagare Inps e Inail perché la Asl non paga le prestazioni e la Asl non le paga perché non c'è il Durc che dovrebbe essere pagato con i soldi della Asl.
E se la Asl non paga, gli stipendi sono a rischio.
Unica soluzione possibile a questo punto potrebbe essere che il curatore paghi i contributi di tasca sua?
Forse tutto sarebbe più semplice se ci fosse finalmente quella boccata di ossigeno (1.900.000 euro trattenuti dalla Asl) che fin dall'inizio avrebbe consentito un esercizio provvisorio più tranquillo e senza oneri imprevisti, come gli interessi pagati alle banche per le anticipazioni e comunque approvati dal comitato dei creditori.
Sul fronte della vendita all'asta, oggi è prevista la visita di Villa Pini da parte del Gruppo Humanitas di Milano che ha mostrato interesse all'acquisto. Si tratta di un colosso della sanità privata, con duemila dipendenti e molto attivo nel campo oncologico.

Sebastiano Calella 16/07/2010 9.47

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