Pedofilia, prete indiano patteggia una condanna di due anni

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Un prete indiano, arrestato nel dicembre scorso a Teramo per "attenzioni particolari" nei confronti di una bambina di 10 anni, ha patteggiato una condanna a due anni di reclusione.


E accaduto ieri mattina davanti al Gip Marina Tommolini; il pm aveva chiesto la condanna a cinque anni.
Il prete, che operava da alcuni mesi in una parrocchia del teramano, fu arrestato il 13 aprile scorso, al suo rientro dall'India dove si era recato per un breve periodo per assistere la madre malata.
Alle indagini, avviate dopo la denuncia dei genitori della bambina, partecipò attivamente anche la Curia teramana.
Il sacerdote è stato condannato anche al risarcimento del danno alla parte offesa e al ricovero in una comunità protetta per sacerdoti, indicata dal Vaticano.
Il prelato si era conquistato la fiducia dei parrocchiani e da tre anni viveva e lavorava nel teramano alle dipendenze del vescovo di Teramo per l'attività parrocchiale.
Il suo essere affabile lo aveva reso simpatico alle famiglie del posto, tanto da frequentare abitualmente le loro abitazioni.
Il fatto avvenne il 19 dicembre scorso nell'abitazione della bambina alla presenza della sorellina più piccola.
Fu proprio la reazione di quest'ultima a insospettire i genitori che poi parlarono anche con la figlia più grande.
In seguito la bimba fu ascoltata dal magistrato con la collaborazione di uno psicologo.
Il prete, che aveva parzialmente ammesso «l'unico episodio» era stato sospeso dalla curia teramana dopo che il suo superiore religioso era venuto a conoscenza dell'inchiesta e aveva denunciato la cosa al vescovo di Teramo.
Il parroco non sapeva che nei suoi confronti era stato emesso un'ordinanza di custodia cautelare ed era tornato in Italia per rispondere a una precedente convocazione degli investigatori.
Dopo gli arresti domiciliari l'uomo era stato trasferito in un convento di strettissima clausura.

15/07/2010 8.45