Filovia, inchieste, consiglio web a singhiozzo: «il nuovo bavaglio artigianale»

Alessandro Biancardi

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MONTESILVANO. Cosa succederebbe se un autobus che passa sempre alle ore 18 non passando per un motivo sconosciuto lasciasse a piedi i propri passeggeri?

Oltre ad essere un grande problema per gli sventurati pendolari, sarebbe interruzione di servizio pubblico. Si avverte di meno ma in sostanza la stessa cosa- sostiene il consigliere comunale Gabriele Di Stefano (Pd)- succede quando la diretta web del consiglio comunale non viene trasmessa come di norma.
E' capitato già.
Quattro volte?
Una volta la società titolare del servizio non era disponibile, per le altre tre volte qualcuno ha scelto di non far partecipare i cittadini alla vita politica proprio quando sul tavolo c'erano delle importanti interrogazioni della minoranza.
L'ultima si è verificata l'8 luglio scorso quando in consiglio comunale si discuteva della filovia e della costituzione parte civile (che infine non è stata approvata) nel processo che vede implicato lo stesso sindaco Pasquale Cordoma.
«Argomenti scomodi», hanno detto i consiglieri di opposizione in quel frangente, «a cui si mette un bavaglio artigianale».
Passa inosservato il dettaglio che il Comune ha pagato anche per quelle trasmissioni non avvenute visto che con la web-tv c'è un contratto annuale.
Questione di trasparenza, di costi ma anche di buona amministrazione che implicherebbe di sapere anche il grado di disservizio creato agli utenti.
Tutti i consigli vengono trasmessi in streaming così i cittadini possono seguire i consigli comodamente da casa.
Tutte le registrazioni sono poi archiviate in modo da poter essere utilizzate da tutte le persone interessate.
Una ventata di trasparenza rivoluzionaria di questi tempi e in questo Paese anche se il servizio andrebbe accompagnato da dati certi sull'affluenza per poter capire se davvero è utile a diffondere informazioni.
Peccato che qualche volta, l'interruttore si spenga.
Paradossale è che in questo caso siamo di fronte a chi ha i mezzi per farla, li paga, ma ogni tanto se ne dimentica. Dimenticando di avvisare chi la deve operare concretamente, ovvero i tecnici della web tv.
Subito dopo l'ultima seduta non andata in onda, il consigliere comunale Gabriele Di Stefano ha preso carta e penna ed ha scritto una breve interrogazione al sindaco chiedendo se ritenesse ancora utile il servizio di trasparenza e da chi o da cosa dipendesse la scelta di trasmettere o meno una seduta dell'assemblea comunale.
Entro trenta giorni il sindaco Cordoma dovrà rispondere in consiglio.
In diretta web?


m.r. 14/07/2010 10.30

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