Il Festival delle consulenze fatto in casa: Console dietro un’altra società

Alessandro Biancardi

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Il Festival delle consulenze fatto in casa: Console dietro un’altra società
PESCARA. Sulla carta cinque nuovi nomi di agenzie di comunicazione- scelte da Stefano Angelucci tra migliaia- per provare ad aggiudicarsi un appalto da 23mila euro per poche settimane di lavoro.
In alcuni casi però si tratta di nuovi acronimi che nascondono nomi conosciuti e svelano parentele.
Un piccolo universo di incarichi, consulenze ed appalti gira intorno alla comunicazione del D'Annunzio Festival.
40 mila euro in tutto attinti direttamente dal fondo di riserva per garantire la migliore comunicazione possibile all'evento internazionale sul quale l'amministrazione Mascia punta molto.
Probabilmente tra i dipendenti comunali non c'è nessuno in grado di svolgere tali mansioni tanto che è necessario ricorrere all'esterno (per modo di dire).
Nei giorni scorsi il «supervisore» del Festival (neo incaricato dal Comune), nonché presidente e tesoriere dell'associazione che ha partorito il programma (adottato) della manifestazione ed il logo regalato, Stefano Angelucci, ha presentato al Capo di Gabinetto del Sindaco, Marco Molisani, una rosa di cinque agenzie di comunicazione idonee allo svolgimento del servizio tirate fuori dal cilindro.
Quali criteri sarano stati adottati è un mistero tra i tanti che vengono custoditi gelosamente dalla squadra del sindaco Mascia.
Le fortunate agenzie pescaresi che hanno potuto redigere il Piano di Comunicazione per il D'Annunzio Festival sono la Melampus snc, la Ludago srl, la Studioluce sas, Strike F.P. ed infine la Vision Group.
Nomi apparentemente nuovi.
Invece spuntano vecchie conoscenze come quella dell'ormai onnipresente Silvano Console, neo incaricato dal Comune come consulente per tre assessori (1750 euro mensili per 6 mesi), proprietario della ben più nota agenzia di comunicazione Best Service (che ha donato al Comune il logo del Vate azzurrato).
Ed oggi si viene a scoprire che dietro la “Melampus di Cantoni Massimilano&C”, una delle cinque società prescelte, c'è anche lui a parità di quote con Massimiliano Cantoni, Enrico Console, Gianbattista Fato.
E' l'ennesima coincidenza?
Il sindaco sa di queste coincidenze davvero incredibili?
Ancora una volta dovrebbe essere grato alla informazione che gli giriamo anche se non ci facilita il compito.
La Melampus è una azienda giovane, nata a dicembre 2009 con 4000 euro di capitale, non del tutto scollegata ad un'altra agenzia di comunicazione in lizza per l'appalto del Comune.
Infatti la “StudioLuce sas” è di Rosanna Taraborrelli e di Cristianvito Fato, rispettivamente moglie e figlio di Gianbattista Fato, socio della Melampus.
Un altro caso un'altra coincidenza ignota magari agli stessi protagonisti.
Altra agenzia prescelta è la Ludago di Luigi D'Agostino (90%) e Alessandro Finocchio (10%).
Forse è solo un errore di digitazione ma fatto sta che i nomi di queste agenzie sono scritte per prime e in grassetto nell'elenco presentato da Angelucci al Comune.
Perché, che significa?
A seguire ci sono la "Vision Group" di Fabio Matteo Achille Tiberi e Antonio Scappa e la "Strike F.P." (che non risulta da alcun database).
Più passano i giorni, più aumentano i dubbi e le perplessità, più il primo cittadino si appropria di un diritto che non ha: il silenzio.

UNA GARA ALL'ULTIMO (STESSO) SANGUE

Il responsabile del procedimento di gara è Stefano Angelucci che ha redatto anche una minuta di capitolato di gara contenente il materiale pubblicitario (cartaceo e video) per l'evento.
E' lo stesso Angelucci che ha proposto le cinque agenzie.
Della gara si sa poco e niente. Probabilmente si è già svolta.
Il Pd, che ha già richiesto i documenti, ha da subito contestato che il Rup (responsabile unico del Procedimento) fosse un semplice consulente e non un funzionario del Comune.
Il mistero si è infittito quando la settimana scorsa alle sollevazioni del consigliere Enzo Del Vecchio (Pd), l'assessore alla Cultura Elena Seller ha tenuto a precisare che il Rup, Stefano Angelucci, «non ha espletato la gara, invece affidata a funzionari di ruolo». Dunque- stando alle dichiarazioni dell'assessore- si è di fronte ad Rup che non presenzia alle operazione di cui sarebbe responsabile.
Nessuno chiarisce, ma intanto il Pd ha chiesto un consiglio straordinario sulla questione del Festival D'Annunziano.

Manuela Rosa 14/07/2010 9.11

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