La truffa dello specchietto: non passa di moda, in due rimediano foglio di via

Alessandro Biancardi

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LANCIANO. Chi non ha mai sentito parlare del famoso giochetto dello specchietto? Un trucco sempre buono per estorcere un pò di soldi e quasi sempre a colpo sicuro e senza alcuna ripercussione sulla fedina penale.


E' andata un pò diversamente a Lanciano dove due persone fortemente indiziate hanno rimediato soltanto un foglio di via sul quale dovrà pure pronunciarsi la prefettura. Nessuna denuncia, dunque, poiché il reato è procedibile a querela di parte e non sempre chi subisce il danno ha voglia e coraggio di esporsi.
Il giochetto consiste nel far credere al povero malcapitato di turno che la propria auto abbia urtato quella del truffatore che dunque pretende i dani.
C'è anche la variante del finto investito, che subito ha lì pronto qualcuno che testimonia sulla bontà della sua dichiarazione e corre in ospedale a farsi refertare.
Truffe ormai ricorrenti, giochi da niente che, però, se compiuti con una certa sistematicità, possono assicurare un congruo bottino.
E così, gioca che ti rigioca, questa mattina a Lanciano due donne, madre e figlia, sono state fermate dai carabinieri dell'aliquota radiomobile, dopo aver tentato di raggirare due automobilisti con finti investimenti.
Una prima segnalazione era giunta intorno alle 10 presso la centrale operativa, seguita a distanza di un paio d'ore da una seconda.
In base alle indicazioni fornite da entrambi i testimoni, i carabinieri hanno prontamente intercettato le due donne: si tratta di C.M., classe 75, nata a Catanzaro, ma residente a Noto, e di sua figlia S.B., appena 18enne, anche lei residente a Noto ma di origine mantovana.
Dagli accertamenti esperiti, sono risultati a carico della prima donna una copiosa serie di reati contro il patrimonio, perlopiù relativi a truffe e furti, oltre a numerosi provvedimenti di "fogli di via obbligatori" da diverse città del nord.
Questa mattina, quindi, le due truffatrici avevano pensato di cercare qualche ingenuo automobilista su cui guadagnare qualche soldo, ed erano andate a mettere a segno i loro colpi nei pressi di via Milano, in prossimità del parcheggio dell'ospedale Renzetti.
«Purtroppo, però», ha spiegato il tenente Palma Lavecchia, «nonostante entrambe le malfattrici siano state espressamente riconosciute dal signore che aveva segnalato il secondo tentativo di truffa messo a segno, l'unico provvedimento con cui i carabinieri hanno potuto procedere è stata una nuova proposta di foglio di via dalla città frentana, su cui dovrà esprimersi la Prefettura di Chieti».
Non si è, infatti, potuto procedere con una formale denuncia alla Procura territorialmente competente poichè, trattandosi di un reato non procedibile d'ufficio, occorreva che almeno uno dei malcapitati presentasse formale querela.
E senza querele i carabinieri, loro sì, hanno le mani legate.

13/07/2010 14.18