Stadio Comunale Teramo, 5 mila firme raccolte ma salta il referendum

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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TERAMO. Il Comitato Popolare “Giù le mani dal Comunale” non si ferma anche dopo il no al referendum annunciato dal sindaco Maurizio Brucchi.

E dal comitato parlano di «un atto di dispotismo», «intenzioni di calpestare l'inviolabile diritto della partecipazione collettiva» e di annullare con un colpo di spugna «il più alto istituto di democrazia diretta, il referendum».
La fase referendaria promossa dal Comitato, dopo aver seguito tutto l' “iter burocratico primordiale” - atto costitutivo dello stesso, formulazione del quesito referendario da porre all'attenzione della Commissione - è iniziata con la vidimazione dei fogli di raccolta firme da parte della segreteria generale del Comune, ed è proseguita nel tempo con le consegne delle firme raccolte, fino ad ottenere la certificazione di validità.
Il raggiungimento del numero necessario per poter effettuare il referendum è stata poi decretata proprio dagli uffici comunali competenti.
«Non abbiamo fatto altro che perseguire tutte le indicazioni fornite proprio dal Comune stesso, rispettando meticolosamente tutte le procedure da loro richieste», assicurano dal Comitato, «per poi risultare al momento beffato dalla trovata farsesca del parere espresso dal ministro Maroni, che non è altro che la raffigurazione delle intenzioni di certi politicanti locali di dover vanificare a tutti i costi le volontà popolari ampiamente manifestatesi con la sottoscrizione di ben 5000 firme».
Per questo, 5000 cittadini, «non intendono pagare per le colpe, gli errori e la superficialità di chi, al contrario dovrebbe allora provvedere nel colmare tali gravi carenze, come ad esempio il regolamento referendario».
«Non tolleriamo più nessuna presa in giro», assicurano, «e puntiamo il dito contro chi vorrebbe liquidare, senza averne nessun diritto, una così massiccia presa di posizione di una grande fetta della popolazione, contro chi sta tradendo la funzione istituzionale che riveste, sottraendosi solo per logiche affaristiche a determinate responsabilità».
E' notizia di questi giorni la presentazione e la discussione, che avverrà nel consiglio comunale di giovedì 15 luglio, di una bozza di regolamento.
«Se questo sarà l'atto necessario per far espletare il nostro diritto referendario acquisito con ben oltre il 9% della popolazione iscritta alle liste elettorali, ne saremo ben lieti», dicono dal Comitato.
«Altrimenti, sia ben chiaro, non accetteremo passivamente ulteriori comportamenti mistificatori mirati a far apparire chissà quale senso democratico ma che al contrario potrebbero rappresentare l'ennesimo pretesto per rifiutare le  5000 firme, raccolte, consegnate e certificate proprio da chi oggi sta facendo “orecchie da mercante”».
12/07/10 11.15