Ospedale di Casoli, «perché non tagliamo anche Chieti e Pescara?»

Alessandro Biancardi

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CASOLI. «Se proprio bisogna ridurre i posti letto, tagliamo dove ce ne sono molti: per esempio nell’area Chieti-Pescara o nelle Cliniche private. Non vedo perché a pagare debbono essere solo le zone interne come l’Ospedale di Casoli o altri piccoli nosocomi».

La proposta di Sergio De Luca, sindaco di Casoli, dopo la manifestazione di sabato in difesa del locale ospedale ha il sapore della provocazione. Ma fotografa il pensiero di molti amministratori locali della zona dell'Aventino, come Antonio Tavani, sindaco di Fara San Martino, Antonio Innaurato, Comunità montana, ed Enrico Di Giuseppantonio, presidente della Provincia, cioè uno schieramento bipartisan, sceso in campo e non per la prima volta, contro il Piano di riordino degli ospedali, presentato a Roma dalla gestione commissariale della sanità abruzzese.
Un lungo corteo sabato è partito dopo le 18 dall'ospedale ed ha percorso le vie cittadine fino a Piazza Umberto 1°, dove ci sono stati i diversi interventi.
La novità emersa dalla manifestazione è la diversa collocazione dell'ospedale di Casoli rispetto ai piani di riordino precedenti.
Mentre prima con le due Asl provinciali, il ruolo prefigurato per non chiudere la struttura era riferito solo al territorio frentano, ora con la Asl unica Casoli potrebbe svolgere un ruolo specialistico anche per settori che a Chieti sono poco o per nulla presenti.
Cioè i sindaci sanno bene che il quadro organico dei tagli tocca tutto il territorio, ma si domandano perché i sacrifici maggiori li debbono sopportare i cittadine delle zone interne, ai queli non viene data nessuna alternativa. Al contrario, con una specializzazione della struttura organica anche al territorio teatino, il futuro del Consalvi potrebbe essere meno difficile. In questo quadro, tutto da discutere (questa è un'altra richiesta alla Regione, abituata in regime commissariale a decidere senza confronto), è stata unanime comunque la proposta di potenziare la rete dell'emergenza-urgenza.
«Non si può abbandonare un intero territorio – ha chiosato De Luca – da sempre diciamo che, tagli o non tagli, il cittadino di questa valle deve avere un punto di riferimento locale per il primo soccorso. Altrimenti il diritto alla salute previsto dalla Costituzione va a farsi benedire».

s. c. 12/07/2010 9.53