Traffico rifiuti: 14 arresti. Carichi illeciti partivano da San Giovanni Teatino

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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ROMA. Tra i destinatari delle misure cautelari c'è anche Guido Gostoli, responsabile dell'ufficio commerciale della società Gea Consulting s.r.l., con sede in Sambuceto di San Giovanni Teatino
ROMA. Il Noe dei carabinieri ha arrestato 14 persone in tutta Italia, per concorso in traffico illegale di rifiuti speciali e tossici e falso. Il blitz dei militari, coordinati dal capitano “Ultimo”, Sergio Di Caprio, è scattato in 7 regione (Lazio, Campania, Marche, Umbria, Toscana, Puglia e Abruzzo).
Quattro gli arresti nel Lazio, tre a Frosinone e uno a Viterbo. Sotto accusa per la destinazione illegale dei rifiuti, secondo quanto si apprende, è la discarica del comune di Rocca Secca a Cerreto in provincia di Frosinone alla quale i militari potrebbero già oggi apporre i sigilli. A coordinare le indagini la Procura di Santa Maria Capua Vetere con il pm Guarriello e il gip Baldassarre.

12/07/2010 8.46

DA SAN GIOVANNI TEATINO L'ORGANIZZAZIONE DEI CARICHI ILLECITI

Tra i destinatari delle misure cautelari c'è anche Guido Gostoli, responsabile dell'ufficio commerciale della società Gea Consulting s.r.l., con sede in Sambuceto di San Giovanni Teatino
Secondo gli investigatori era proprio Gostoli ad organizzare in giro per l'Italia dei carichi illeciti di rifiuti pericolosi e privi di trattamento provenienti dalla Pro.Gest. e da altre analoghe imprese. In manette è finito anche l'addetto alla logistica della Gea Davide Di Nicola; Antonio Senatore, mediatore, con la funzione di intermediario nella gestione dei rifiuti per conto principalmente della Pistoiambiente s.r.l. e della Punto Ecologia.
Il materiale - ha spiegato il procuratore aggiunto Luigi Gay - avrebbe dovuto essere trattato nello stabilimento Pro.Gest di Gricignano d'Aversa, nel casertano, una struttura non in grado di smaltire correttamente, nelle forme disciplinate dalla legge, i rifiuti speciali anche pericolosi.
La Pro.Gest, infatti dispone di un solo trituratore, ma non di vasche o compartimenti per separare e differenziare le varie tipologie di rifiuti, impianti per depurare e stabilizzare i fanghi e i liquidi né linee per selezionare i metalli e le plastiche.
La società, nonostante ciò, ha continuato a raccogliere commesse e a trattare scorie e rifiuti di ogni tipo - tra cui batterie esauste ma anche residui delle polveri utilizzate per spegnere gli incendi dei cassonetti nel periodo dellàemergenza rifiuti a Napoli e in Campania che venivano mischiati a altri materiali e ricoperti da fango. Il "mescolone", così chiamato dagli indagati, grazie alla documentazione falsa finiva nelle discariche di Roccasecca, in provincia di Frosinone e Morolo in provincia di Pistoia.
I rifiuti in questo modo risultavano trattati e smaltiti grazie al codice Cer, che testimoniava lo smaltimento, in realtà mai avvenuto. Fanghi dei rifiuti venivano sparsi anche nei terreni delle campagne del Casertano.

GLI ALTRI ARRESTATI

Tra i destinatari delle misure cautelari ci sono anche l'amministratore unico della Pro.Gest di Gricignano d'Aversa, Giuseppe Capece, il responsabile della logistica dell'azienda Domenico Buonincontri, considerato dagli inquirenti uno dei principali artefici del procedimento illecito; il responsabile della gestione della depurazione Marco De Gregorio, stretto collaboratore di Capece e Buonincontri all'interno dello stabilimento aversano.
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