Cortino, oltre mille forme contro la centrale «inutile e dannosa»

Alessandro Biancardi

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CORTINO. Cittadini, associazioni, commercianti, artigiani, imprenditori, agricoltori tutti insieme contrari alla realizzazione della centrale a ciclo ibrido Combinato da realizzarsi nel Comune di Cortino.




Per la prima volta tutti i rappresententi del territorio dell'Alta valle del Tordino si sono uniti per esprimere al propria forte contrarietà alla proposta di realizzazione della centrale (combustione biomassa più turbina a gas) per la produzione di energia elettrica che la ditta Edima Energia s.r.l. e l'amministrazione di Cortino intendono realizzare.
Il progetto è stato depositato in Regione per l'ottenimento delle necessarie autorizzazioni e nulla-osta.
Con una lettera aperta indirizzata a tutti i consiglieri comunali di Cortino, all'amministrazione intera ed in particolare al sindaco Gabriele Minosse, alla Regione Abruzzo, alla Provincia di Teramo, al Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga i numerosi cittadini, chiedono di non favorire la realizzazione sul proprio territorio della centrale a ciclo ibrido combinato.
Si chiede, in particolare all'amministrazione, di voler assumere un «atteggiamento prudenziale» prima di avallare, in maniera definitiva, il gradimento alla realizzazione di una centrale ibrida a ciclo combinato nel suo territorio e di «valutare attentamente le ripercussioni negative sulla salubrità dell'aria».
Si chiede di rispettare il «preciso dovere di tutelare in primis la salute dei cittadini quale sacrosanto principio di natura Costituzionale».
I cittadini, inoltre, chiedono di non addivenire ad un rapporto convenzionale con la ditta Edima Energie s.r.l. o chi per essa, ed alla società stessa chiedono di soprassedere dall'intendimento di realizzare la centrale.
Più volte, in questo ultimo anno, il Comitato per la Difesa e la Valorizzazione dell'Ambiente e della Qualità della Vita nel Territorio dell'Alta Val Tordino ha organizzato diversi appuntamenti pubblici per raccogliere tutte le informazioni necessarie su questa tipologia di centrale e far conoscere ai cittadini di tutta la vallata il grande impatto negativo che essa causa all'intero territorio, fino a suscitare l'interesse dell'Associazioni Italiana dei Medici per l'Ambiente che ha ribadito quanto centrali di questa grandezza e tipologia possano essere dannose per la salute della collettività.
«La lettera è solo il primo passo», dicono oggi dal Comitato che annuncia manifestazioni, incontri pubblici, ricorsi alla Magistratura, «che saranno necessari a scongiurare uno scempio di tale portata».
Per il Comitato la realizzazione della centrale causerebbe «alterazioni dirette e negative della qualità dell'aria nelle zone limitrofe e indirettamente anche in aree lontane poste sotto vento, tenuto conto che recenti studi hanno dimostrato che le polveri derivanti da combustione viaggiano e si depositano a grandi distanze». La sua realizzazione arrecherebbe un danno «diretto agli ambienti naturali e non si possono escludere possibili interferenze indirette con il SIC (Sito di Interesse Comunitario) “Fiume Tordino” (medio corso) soprattutto per quanto riguarda le qualità chimiche e fisiche delle acque e la specie di interesse comunitario, autoctona, Austropotamobius pallipes, come indicato nella nota pervenuta dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare». Il comitato ha raccolto oltre 1000 firme di contrarietà, di cui circa 600 solo tra i residenti e dimoranti nel Comune di Cortino.
«L'Elenco dei firmatari», commentano i promotori dell'iniziativa, «dimostra quanta amarezza e rabbia si siano diffuse fra cittadini ma anche quanta determinatezza e volontà di difendere il proprio territorio esprimano i valligiani del Tordino».

10/07/2010 14.53