A Collecorvino, maggioranza assente, non si approva bilancio

Alessandro Biancardi

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COLLECORVINO. Giovedì 8 luglio 2010, nella sala consiliare del Comune di Collecorvino, era in programma il Consiglio Comunale e nei punti all’Ordine del Giorno c’erano l’approvazione del Consuntivo 2009 e il Bilancio di previsione 2010.


All'appello tuttavia mancavano ben 5 consiglieri di maggioranza e così il documento più importante per l'amministrazione comunale non è stato approvato.
E' il segnale di forti malumori che strisciano da tempo tra le file della maggioranza e che si sono palesati nel modo più eclatante possibile lasciando spiazzato e adirato il sindaco Massimiliano Volpone.
«Sono rimasto perplesso e amareggiato», ha spiegato, «a questi consiglieri si sono aggiunti anche quelli del gruppo di minoranza, facendo saltare di fatto il consiglio per mancanza di numero legale. Con rammarico e amarezza ho registrato un atto d'irresponsabilità da parte dei consiglieri di maggioranza tra i quali due assessori ai cui ho provveduto a revocare le deleghe, vista la mancanza di fiducia nei miei confronti».
Il primo cittadino h apoi ricordato l'importanza del bilancio che deve essere approvato per non mettere a repentaglio la macchina amministrativa.
«Tutto ciò», h aggiunto Volpone, «è successo in un momento particolare che stiamo vivendo a Collecorvino per il problema della discarica di Caparrone per la quale è stata programmata l'istanza per la ricostruzione. Ma non solo, con questa presa di posizione, non approvando il bilancio, si mettono a rischio anche altre aree della macchina amministrativa, come le politiche dell'istruzione e quelle sociali. Adesso, convocherò un nuovo consiglio comunale secondo le disposizioni legge per l'approvazione delle due voci sopracitate, augurandomi che prevalga il senso responsabilità istituzionale per il rispetto di tutti gli elettori che ci hanno dato fiducia nell'ultima tornata elettorale e dell'intera cittadinanza. In conclusione vorrei ricordare che l'approvazione di un bilancio comunale non può essere uno strumento di ricatto politico. Così facendo non si fa del male al Sindaco, ma all'intera comunità».

10/07/2010 9.49