Montesilvano, il Comune non chiederà i danni nei processi di Cordoma

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

4120

MONTESILVANO. Cordoma e la sua maggioranza hanno deciso: no alla costituzione di parte civile nell'ambito dei processi che lo riguardano.
Giovedì mattina durante il consiglio comunale si è discussa la mozione presentata dai consiglieri di minoranza relativa alla richiesta di impegnare la Giunta Municipale a costituire il Comune di Montesilvano parte civile nei procedimenti penali che vedono coinvolti attuali amministratori.
Una questione scivolosa anche perchè tra gli indagati c'è anche il primo cittadino.
La richiesta si basava sull'uniformità di comportamento rispetto ad analoga situazione occorsa per l'inchiesta Ciclone: allora infatti l'amministrazione comunale adottò due delibere di Giunta per costituirsi parte civile nel processo ritenendo che fosse doveroso tutelare gli interessi della comunità.
«Questo comportamento», ricorda oggi Cristian Odoardi di Rifondazione Comunista, «fu ritenuto da tutte le forze politiche giuridicamente corretto».
Oggi però qualcosa è cambiato perchè sul banco degli imputati, per la storia dei concorsi che la procura ritiene pilotati o la presunta concussione, c'è il sindaco in carica, Pasquale Cordoma che dimostra un certo imbarazzo nel far prevalere l'interesse pubblico su quello privato.
Infatti due giorni fa alla stessa richiesta di costituzione di parte civile fatta in Consiglio la maggioranza di centrodestra ha pensato bene di bocciare la mozione e quindi di rinunciare a tutelare gli interessi della cittadinanza.
«Questo vuol dire», commentano Adriano Chiulli (Pd), Francesco Maragno (Mv) e Leonello Brocchi (Ple), «che per il Pdl e Udc quando gli indagati sono della loro parte evidentemente le inchieste sono inutili e ancor di più è inutile pensare di tutelare gli interessi del Comune. É di tutta evidenza la gravità di questa decisione anche perchè si testimonia l'assunto che per Cordoma e i suoi i reati degli altri sono più importanti dei propri, lasciando intendere che i procedimenti relativi ad altri soggetti creano danni alla collettività mentre i procedimenti che riguardano loro non procurano danni, insomma come se le leggi non fossero uguali per tutti, alla faccia della tanto sbandierata legalità. Inoltre», continuano i quattro consiglieri, «osserviamo come stranamente proprio in occasione del consiglio non vi è stata la tradizionale diretta web, insomma quando si discute di cose per loro “scomode” è meglio evitare la partecipazione dei cittadini e la divulgazione delle istanza; un bavaglio artigianale. La cosa in fondo non ci sorprende più di tanto visto che tale linea di comportamento è comune a tutti i livelli del centrodestra».
L'opposizione parla quindi di una maggioranza «incoerente»: «se avessero un briciolo di dignità la smetterebbero di prendere in giro i cittadini di Montesilvano, facendo finalmente il primo atto coerente del loro mandato: riconoscere il fallimento di questa amministrazione mandando tutti a casa».


10/07/2010 9.35