Lavoro nero nel Fucino, 8 extracomunitari espulsi

Alessandro Biancardi

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Lavoro nero nel Fucino, 8 extracomunitari espulsi
L'AQUILA. Lavoratori in nero e anche clandestini: nel corso di una operazione nell'aquilano sono stati espulsi 8 extracomunitari.

Una vasta attività di controllo è scattata nelle prime ore della mattinata di giovedì scorso ed ha interessato alcune aziende agricole presenti a Luco dei Marsi, Trasacco e Celano.
L'operazione è nata su impulso del nuovo prefetto di L'Aquila, Giovanna Maria Iurato, particolarmente sensibile alla problematica dell'immigrazione clandestina e del conseguente fenomeno del “lavoro nero” presente nel bacino del Fucino, ed è stata coordinata dalla Questura.
E' risaputo, infatti, che spesso alcune aziende agricole si servano di manodopera a basso costo affidandosi ad extracomunitari. Una situazione che che è stata denunciata spesso anche dagli stessi agricoltori che scelgono manodopera italiana: Per
il Flai nel corso degli ultimi anni si sarebbe ingenerata «una guerra vera, tra poveri. Tra migranti regolari che non vengono fatti lavorare e migranti clandestini che devono subire il ricatto, tra Lavoratori italiani disoccupati e imprese senza scrupoli che se ne fregano della qualità e della sicurezza sul lavoro».
Nel controllo di giovedì scorso sono stati impiegati circa 120 appartenenti alle Forze dell'Ordine, Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza, che si sono avvalsi dell'ausilio di 2 unità cinofile e di un elicottero che ha seguito dall'alto le operazioni.
Hanno concorso al servizio anche la Direzione Provinciale del Lavoro, l'Inps, Inail e l'Agenzia delle Entrate ai fini della verifica della posizione lavorativa, assicurativa e tributaria dei lavoratori e dei datori di lavoro.
Proprio l'Agenzia delle Entrate, insieme alla Guardia di Finanza, ha avviato, presso 3 aziende, le procedure di controllo fiscale di specifica competenza.
Alla fine dell'operazione, nel corso della quale sono stati identificati un centinaio di cittadini extracomunitari, in gran parte di nazionalità marocchina, alcuni stranieri sono stati accompagnati presso il Commissariato e la Compagnia Carabinieri di Avezzano, per verificare la posizione relativa alla loro permanenza sul territorio nazionale.
In particolare, al termine degli accertamenti e dei riscontri foto-dattiloscopici, M.S cittadino marocchino di 25anni, è stato tratto in arresto perché inottemperante a precedente provvedimenti di espulsione per violazione della Legge Bossi-Fini sull'immigrazione.
Per altri 8 stranieri sono stati emessi i provvedimenti di espulsione con intimazione a lasciare il territorio dello stato mentre a 4 extracomunitari veniva notificato il provvedimento di rifiuto del permesso di soggiorno in quanto non erano in possesso dei requisiti richiesti per permanere nel territorio italiano.
Nel corso del controllo, che oltre ad accertare le situazioni di illegale permanenza nel territorio di stranieri era mirato a colpire chi agevolasse, spesso per profitto, la loro permanenza sul territorio, sono stati rintracciati 8 cittadini marocchini alloggiati in condizioni igienico sanitarie molto precarie all'interno di una rimessa trasformata in dormitorio.
I proprietari delle strutture saranno denunciati per non aver segnalato la presenza degli stranieri e per la mancanza dei requisiti di abitabilità dei locali in cui facevano vivere i malcapitati dai quali percepivano un affitto.

10/07/2010 8.38