Festival dannunziano, per Mascia arriva la crisi politica: «scelte infelici»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Che gaffe qualche giorno fa per il sindaco Mascia. Cercando di difendere il suo Festival dannunziano, ancora fermo ai blocchi di partenza, ha definito i suoi detrattori dei «provinciali» e annunciato che grazie al “suo” festival la città avrà per la prima volta un evento internazionale.
Non l'ha presa bene il povero Edoardo Tiboni, reduce dall'ultima edizione del premio Flaiano che da quarant'anni porta realmente in città artisti, scrittori ed esponenti della cultura internazionale.
Tiboni si è detto «sorpreso» per le esternazioni del primo cittadino: «Mascia ignora la storia culturale della sua città», ha tuonato.
«Lui era appena bambino quando sulla nostra riviera cominciarono ad arrivare per ricevere il Premio Flaiano scrittori e poeti come Josè Saramago, Luis Sepùlveda, Paulo Coelho, Daniel Pennac, Mario Soldati, Antonio Tabucchi, Andrea Camilleri, David Grossman».
E Tiboni pensa anche ai grandi cineasti che sono arrivati a Pescara come «Billy Wilder, Ken Loach, Costa Gavras, Abel Ferrara, Giuseppe Tornatore, Gabriele Salvatores, i fratelli Taviani, Franco Zeffirelli, Michelangelo Antonioni, Mario Monicelli» o attori come «Sordi, Giannini, Sandrelli, Tilda Swinton, Castellitto, Zingaretti, Degli Esposti, Lisi, Massari, Manfredi, Proietti, Albertazzi».
«Non credo», ha continuato il patron del Flaiano, «si renda un buon servizio a Pescara ed all'Abruzzo intero, soprattutto in momenti di difficoltà come gli attuali, ignorando questa realtà
confermata nei giorni scorsi dal successo della 37^ edizione del Premio, realizzato nonostante incertezze perduranti sui sostegni regionali. Mia opinione è che l'impegno dei pescaresi, a cominciare dal sindaco in carica, debba consistere nell'esaltare, in tutta la loro dimensione, sia
d'Annunzio che Flaiano, compiacendosi, semmai, che figure così illustri abbiano avuto i natali nel cuore della vecchia Pescara».
E ieri il primo cittadino ha presentato ufficialmente la manifestazione al Vittoriale, sul Lago di Garda, provando almeno per qualche ora a tenersi fuori da polemiche e domande senza risposta.
Lì è stata tutta una gran festa: con il sindaco di Gardone Riviera e con Giordano Bruno Guerri Mascia e l'assessore Seller hanno visitato il Vittoriale e alle 19.30, nel momento clou del giorno di apertura delle celebrazioni della Fondazione, poco prima dello spettacolo di Arnoldo Foà, gli aerei di Fly Story hanno riproposto il volo dannunziano lanciando i volantini con il saluto dell'amministrazione comunale di Pescara, del sindaco di Gardone e dello stesso Guerri, accompagnati da 11 colpi di cannone e dalla presentazione ufficiale del calendario degli eventi che il capoluogo adriatico ha redatto per la prima edizione del Festival.
E se Mascia assicura che «al di fuori dell'Abruzzo l'evento ha già suscitato entusiasmo, curiosità e consapevolezza circa la portata dell'evento», chissà se qualcuno ne ha anche intuito le perplessità che ormai tengono banco in città da sette giorni.
E proprio mentre Mascia era in missione istituzionale parte della maggioranza, precisamente l'Udc, ha preso le distanze e ha denunciato la propria estraneità alle scelte legate al Festival.
«Nessuno ci ha coinvolti nelle scelte del programma, del responsabile artistico, della generosità di alcuni cachet e delle variazioni di bilancio – spiega il segretario cittadino Andrea Colalongo –. Non se ne è mai parlato al tavolo politico, del quale siamo stati per mesi i più assidui sostenitori e che, dopo poche sedute, è naufragato tra sospensioni e rinvii per le defezioni ed i problemi interni dei nostri alleati. E neppure sono stati coinvolti, in altro modo, i nostri consiglieri. Così la Direzione comunale ha dato loro ampio mandato di valutare, con spirito critico ed onestà intellettuale, la posizione da assumere in aula».
«Si tratta di un evento culturale certamente importante, per la portata dell'idea e per la rilevanza delle cifre messe in cantiere – chiosa il capogruppo Vincenzo Dogali – ma che per alcune scelte gestionali e per i risvolti organizzativi finora assurti alle cronache sta scatenando l'indignazione pubblica dei cittadini e degli operatori locali. Noi siamo ed intendiamo restare leali con la maggioranza e con il programma di governo della coalizione, ma non intendiamo più condividere la responsabilità di scelte infelici compiute senza il nostro coinvolgimento e valuteremo, nei prossimi giorni, il contegno da assumere perché venga finalmente rispettata la volontà dei nostri elettori».
Ancora critiche anche dal Pd che ha chiesto un consiglio straordinario sulla questione.
Per la consigliera regionale Marinella Sclocco Mascia ha deciso «trascurando le associazioni culturali e tutti coloro che operano nel mondo della cultura pescarese. E' un effetto domino-prosegue la Sclocco- che parte dall'Emiciclo e, a cascata, si riversa su Provincia e comuni e tutti zitti a subire nel rispetto della filiera, cioè siccome siamo tutti della destra, quindi non possiamo parlare».

10/07/2010 8.32

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