PrimaDaNoi.it SCIOPERA CONTRO LA LEGGE BAVAGLIO

Alessandro Biancardi

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PrimaDaNoi.it SCIOPERA CONTRO LA LEGGE BAVAGLIO
ABRUZZO. Anche questo giornale oggi sciopera e protesta contro la volontà del Governo di varare la legge Bavaglio che creerà un cono d’ombra invalicabile su tutte le inchieste giudiziarie, specialmente quelle di grandissima rilevanza pubblica.

E' una vera e propria benda messa sugli occhi dei cittadini, molti dei quali anche inconsapevoli di quello che stà accadendo e non sanno che qualcuno sta decidendo sulle libertà fondamentali garantite dalla Costituzione e base della democrazia.
Tappi alle loro orecchie, così da non poter sentire.
E senza vedere, sentire e sapere la nostra consapevolezza scenderà sempre più e sarà insufficiente e scarna.
Con tale consapevolezza si continuerà a votare amministratori di cui si saprà sempre meno.
Abbiamo deciso di aderire comunque allo sciopero indetto dal sindacato dei giornalisti pur non facendone in alcun modo parte né potendo avere stima del lavoro che, per esempio, in sede locale, da anni non viene fatto.
Sindacato e Ordine dei giornalisti anche in Abruzzo dimenticano gli imperativi categorici per cui sono chiamati a vigilare e decidere.
Se esistono giornali viziati, giornalisti precari da decenni ed un Tg1 che censura e distorce è colpa anche di un sistema che non funziona e che in fondo in pochissimi vorrebbero far funzionare.
Ricordiamo per precisione che questo è stato un giornale costretto a scioperare da solo, e senza alcun sostegno dei suddetti organi istituzionali, dopo aver subito innumerevoli vessazioni e sabotaggi da parte del gruppo di potere di turno chiamato a sperperare i finanziamenti pubblici del momento.
Ricordiamo che questo è l'unico quotidiano che qualche volta ha parlato del cancro che esiste nella spesa di milioni di euro che fa capo alle diverse amministrazioni individuabile come “pubblicità istituzionale”.
E' stato l'unico giornale ad aver documentato l'informazione a pagamento (e non segnalata) senza che si levasse un solo fiato.
Calpestando norme fondamentali sulla concorrenza e sul mercato si inquina l'informazione, si fanno crescere i media che riveriscono e si fanno morire quelli che raccontano la verità.
E tutto questo comporta ingente spesa di denaro pubblico che potrebbe essere limitata se la concorrenza fosse valorizzata invece che schivata.
PrimaDaNoi.it protesta in definitiva contro la legge bavaglio che è solo l'esempio più lampante ed evidente di un sistema ormai saturo e cancerogeno che vede la democrazia allontanarsi sempre più.
Ma ci sono moltissime altre cause che portano alla limitazione della libertà di stampa di cui nessuno vuole sentir parlare.
Noi scioperiamo soprattuto per quelle.

La Redazione 09/07/2010 7.59