Il dragaggio non parte, il Pdl occupa la Regione Abruzzo

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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PESCARA. Che strano: il dragaggio non parte in pieno luglio. I consiglieri del centrodestra si lamentano di dirigenti regionali che non fanno il proprio dovere e si rimpallano la questione. Quale? Quella dell’insabiamento perpetuo del porto canale.


Sospiri nipote - che recentissimamente ha promesso un dragaggio “urgente” ed imprevedibile in piena estate - protesta perché la pratica non va a buon fine ed “occupa” la Regione. E così qualche risultato salta fuori.
Sospiri che oggi deve tamponare i guai iniziati con il ben più celebre zio che ha negli anni '90 e fino al 2005 continuato a benedire il progetto del porto e della diga foranea, un progetto fatto ad occhi chiusi che ha provocato l'affossamento del porto pescarese e obbliga le amministrazioni pubbliche ogni anno a spendere milioni di euro per un dragaggio necessario, ma non imprevedibile, perché le opere portuali hanno ostruito il deflusso dell'acqua.
Un errore che pian piano si sta ammettendo tanto che lo stesso Comune ha già preventivato un progetto di modifica del costo di 100milioni di euro.
Così, ieri, il capogruppo Pdl ha protestato perché le sue promesse di un dragaggio rapido non sono andate a buon fine ma «a causa di altri».
«Abbiamo indetto una ‘riunione permanente' presso la sede della Regione Abruzzo in viale Bovio per protestare contro il mancato avvio delle operazioni di dragaggio del porto canale di Pescara e non intendiamo interrompere tale vertice finchè non inizierà l'intervento. Da settimane», ha spiegato Sospiri, insieme a Alessandra Petri e il vicecapogruppo del gruppo regionale Eliano Di Matteo, «alcuni dirigenti regionali, l'Arta e il Provveditorato alle Opere marittime continuano a rimpallarsi la responsabilità autorizzativa di un appalto già effettuato per tale opera, con l'individuazione della ditta vincitrice, mettendo a rischio la vita dei nostri pescatori e lo sviluppo stesso del porto. Entro stasera dovranno arrivare le autorizzazioni per l'escavazione dei fondali o resteremo a presidiare la sede della Regione e con noi anche il Direttore Sorgi e gli altri dirigenti coinvolti».
«A questo punto è ora di assumere provvedimenti radicali», hanno affermato i consiglieri Sospiri, Petri e Di Matteo, «da mesi continuiamo a lanciare allarmi circa le condizioni ormai impraticabili del nostro porto canale, dove i fondali hanno raggiunto un'altezza che oscilla da 1,70 metri ad appena 30 centimetri, con gravi rischi per la marineria, che ogni notte prende il largo tra manovre estremamente rischiose, dopo che già due pescherecci sono affondati. E gravi rischi riguardano anche il traffico commerciale, con i grandi armatori che stanno progressivamente disertando Pescara».
C'è da dire che le norme impediscono operazioni di dragaggio nella stagione estiva per ovvie ragioni di opportunità e sicurezza dei bagnanti. Ma in questo caso il problema riguarderebbe anche lo smaltimento dei fanghi pesantemente inquinati.
Anche la storia difficilmente ricorda un dragaggio in piena estate.
Non poteva mancare la solidarietà del sindaco Mascia: «sono assolutamente solidale con i nostri consiglieri e l'amministrazione comunale si dichiara pronta ad assumere qualunque azione sarà necessaria per sostenere tale iniziativa», ha detto.
Il braccio di ferro e le maniere dure evidentemente pagano e così per oggi alle 15 è stata indetta una riunione tecnica urgente nella quale si discuterà del problema presso il Ministero delle Infrastrutture.
Sempre ieri sera è arrivata via fax dall'Arta la nota con le autorizzazioni relative al trattamento del rifiuto e le relative analisi. Perché non è arrivata prima? Allora Sospiri ha ragione a dire che qualcuno rimpalla…
«Da Sorgi ora, pretendiamo risposte chiare», ha aggiunto Sospiri, «date certe e soprattutto l'inizio immediato del dragaggio. I dirigenti regionali, il Provveditorato e l'Arta si stanno assumendo la grave responsabilità di mettere a rischio la vita di centinaia di uomini che ogni giorno si muovono all'interno del porto per lavorare, per guadagnarsi il pane, e lo fanno in condizioni di assoluto pericolo e precarietà».
Di sicuro con la mobilitazione della politica ai più alti livelli si troverà quasi sicuramente una soluzione veloce e fantasiosa.
Urgente e imprevedibile.

08/07/2010 11.38