Asl Chieti e Lanciano: i bilanci positivi dei manager cacciati

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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CHIETI. «Anche la Asl di Chieti, gestione Mario Maresca, ha seguito un percorso virtuoso e nel periodo 2006-2009 i debiti verso i fornitori sono passati da 301 milioni a 189: un rientro da oltre 100 milioni, dopo la disastrosa – in tutti i sensi – gestione Luigi Conga».


E' pacata la risposta degli ambienti amministrativi della sanità teatina alla puntualizzazione dell'ex direttore amministrativo della Asl di Lanciano, che aveva rivendicato il successo della sua gestione e smentito l'esistenza di un debito.
E non vogliono innescare un contenzioso tecnico, che peraltro non tutti capirebbero. Non è il caso di fare la corsa a chi è stata più brava tra le Asl di Lanciano e quella di Chieti, anche perché i dati di bilancio fotografano due realtà diverse.
Sembra di capire, dai dati in nostro possesso, che è vero che Antonello Maraldo (gestione Caporossi) ha portato a pareggio i dati della contabilità, ma è altrettanto vero che la mobilità passiva della sua Asl – che dipende da altri fattori - ha funzionato come una bomba ad orologeria ed ha prodotto oggi un debito che la Asl di Chieti sta pagando.
Tutto qui.
A Chieti in verità rivendicano anche un altro primato: pagare senza andare in anticipazione di cassa, che significa nuovi interessi e quindi un aggravio di spese.
Tra l'altro da quattro anni la Asl teatina non paga con anticipazioni di questo tipo ed ha ridotto così anche le spese, tanto che oggi ci sono 70 milioni di liquidità che consentono il pagamento dei fornitori a 90 giorni, cosa mai avvenuta prima. Insomma, un effetto collaterale positivo delle cartolarizzazioni, che tanti problemi hanno creato e tanti debiti che pagheremo tutti in 15 anni: non ci sono contenziosi, non ci sono aggravi di interessi per le fatture non pagate, le spese sono quelle nette e basta.
E questo quadro positivo rende ancora più misteriosa la vicenda del licenziamento dei due manager di Chieti e Lanciano che erano stati in grado di avviare il risanamento dei conti disastrati delle due Asl.
Il pretesto di allora – si era a settembre scorso – fu la decisione di procedere all'unificazione territoriale di Lanciano e Chieti. In realtà fino ad oggi - e nemmeno allora - si è parlato di questo progetto, lasciando il cerino in mano al nuovo manager Francesco Zavattaro. Sullo sfondo anche il silenzio assoluto dell'Agenzia sanitaria, il cui apporto per i dati epidemiologici e statistici in sanità era stato fino all'altro anno di fondamentale importanza.
Come se il Pdl non avesse idee nemmeno per la sanità dei malati, oltre che dei conti, e si affidasse completamente al sub commissario Giovanna Baraldi, che è il vero uomo forte della compagnia.

Sebastiano Calella 07/07/2010 9.51