Mascia, un nuovo consulente nel nome di D'Annunzio

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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Mascia, un nuovo consulente nel nome di D'Annunzio
PESCARA. Dopo la consulenza affidata a Silvano Console per affiancare gli assessori (6 mesi per 1.750 euro ogni 30 giorni) il sindaco tira fuori dal cilindro una nuova consulenza. The winner is Stefano Angelucci. * OPPOSIZIONE PERPLESSA SU CONSULENZE E FESTIVAL DANNUNZIANO
In tempo di recessione Mascia non bada a spese e assicura sulla carta che i soldi ci sono.
Dopo l'incarico affidato a Silvano Console (scelta diretta tramite curriculum) qualche settimana fa per «sovrintendere la programmazione e l'organizzazione di iniziative legate a specifiche tematiche sociali, culturali e sanitarie», ora piazza un nuovo consulente alle dipendenze dell'Ufficio di Gabinetto.
Anche questa assunzione viene fatta sotto il nome del vate Gabriele D'Annunzio. Il primo collaboratore era stato, infatti, il creatore del logo del Comune: il profilo del poeta, donato alla città, e fatto stampare su carta intestata, manifesti, calendari e quant'altro.
Un lavoro gratuito, fece credere il primo cittadino, che ha trovato poi il modo di affidare un incarico a pagamento allo stesso ideatore dell'immagine: la consulenza è partita il 21 giugno e andrà avanti fino al 31 dicembre per collaborare con gli assessori alla Cultura, Sociale e Sanità.
Questa volta invece il neo assunto sovrintenderà il festival D'Annunziano.
Anche in questo caso, proprio come Console, un curriculum prestigioso è caduto miracolosamente sulla scrivania del primo cittadino, tanto che Mascia non ha saputo resistere.
Anche perchè, come viene ricordato nel decreto firmato dal sindaco per procedere all'assunzione, il 22 aprile scorso era stato istituito proprio il Festival D'Annunziano. Mancava solo un direttore.
Un curriculum caduto a fagiolo?
No, ancora meglio: il curriculum e la proposta del Festival erano arrivati in Comune già ad agosto del 2009 (8 mesi prima che il sindaco istituisse ufficialmente la manifestazione) e resta quindi da capire se il professionista abbia lanciato l'idea o se nel momento dell'istituzione dell'evento il primo cittadino si sia ricordato di quella lettera arrivata tempo addietro.
Cosa farà Angelucci adesso?
Il professionista, in qualità di presidente dell'associazione Teatro del Sangro di Lanciano coordinerà l'iniziativa.
Il suo è un incarico a tempo determinato (fino al 31 dicembre prossimo) e lo stipendio attribuito quello tabellare per istruttore direttivo di categoria D1, solitamente 20 mila euro all'anno.
Cosa dovrà fare? Tutte cose che l'assessore alla Cultura evidentemente non è in grado di fare: «promozione di iniziative atte alla elaborazione dei programma artistico dell'edizione 2010, cura degli adempimenti tecnico funzionali, predisposizione di un percorso culturale ed intellettuale per l'edizione del 2011 e dei contenuti artistici».
Probabilmente quindi questo incarico sarà rinnovato anche l'anno prossimo, dal momento che verranno già gettate le basi per la prossima iniziativa.
Perchè lui?
«Stante la comprovata competenza e professionalità dello stesso come da curriculum vitae».
Il Teatro del Sangro da anni organizza, produce, distribuisce e realizza spettacoli, manifestazioni, rassegne, laboratori, seminari, incontri e animazioni teatrali curati proprio da Stefano Angelucci.
Dall'anno 2000 la Compagnia è riconosciuta e finanziata dalla Regione Abruzzo e dalla Provincia di Chieti.
Fondi pubblici fondamentali in tempi di crisi in cui la cultura viene poco valorizzata e sostenuta.
L'approccio di Angelucci con D'Annunzio non è nemmeno nuovo: nel marzo 2004 ha curato la drammaturgia e la regia dello spettacolo “Aligi game over”, un lavoro ispirato alla “Figlia di Iorio”. Il debutto avvenne a Roma, nella stagione di teatro contemporaneo del Teatro dell'Orologio.

a.l. 06/07/2010 9.07

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OPPOSIZIONE PERPLESSA SU CONSULENZE E FESTIVAL DANNUNZIANO



La manifestazione 'D'Annunzio Festival' finisce anche nel mirino del gruppo del Pd al Comune di Pescara che rileva stranezze e incongruenze sulle scelte operate fino a questo momento ma anche sui costi che sono saltati fuori.
Stranezze non solo per la scelta di Angelucci, noto soprattutto nell'area del Sangro, zona di influenza del senatore ex An Fabrizio Di Stefano (Pdl), e pescato a Lanciano per il suo curriculum.
Il consigliere comunale Enzo Del Vecchio questa mattina ha tirato fuori una serie di perplessità anche per il tipo di contratto scelto.
Il professionista, infatti, è stato nominato nel giugno 2010 collaboratore presso il Settore Gabinetto del sindaco, con contratto di lavoro con la qualifica di istruttore direttivo cat.D1, per svolgere attività di indirizzo e controllo sullo svolgimento del Festival «pur non essendo - ha detto Del Vecchio - dipendente di ruolo del Comune. Da supervisore- ha aggiunto- diventa un tecnico specializzato con compiti gestionali che non potrebbe avere».
Dal Pd sono piovute critiche anche per l'elevato costo della manifestazione, che si aggira, sempre secondo l'opposizione, attorno ai 300 mila euro.
Una spesa sicuramente ingente visti i tempi di crisi e dato che il Festival sarà di appena 7 giorni (dal 21 al 31 luglio).
Del Vecchio ha fatto notare anche che durante la manifestazione e' prevista la proiezione di due film affidata alla Bestservice, «società - hanno sottolineato i consiglieri comunali del Partito democratico - che fa capo al consulente comunale Silvano Console».
Che anche questa volta il creatore del logo abbia deciso di donare la sua opera gratuitamente?
Del Vecchio sospetta però che non sia proprio così e chiede di sapere se corrisponde al vero che Angelucci avrà la facoltà di ingaggiare cinque imprese per la comunicazione e se è previsto un incarico da 15mila euro proprio alla fortunata e sempre più indaffarata Best Service.
Solo pochi giorni fa, parlando sempre del caso Console, Del Vecchio aveva promesso in futuro di rivolgersi alla magistratura.
«Festival senz'anima», è il parere dell'ex assessore alla cultura Paola Marchegiani, «sembra di essere tornati ai tempi tanto deprecati dei nani e delle ballerine», dice, «quando la cultura servila alla politica solo per ricoprire di abbaglianti lustrini le proprie iniziative. Mi sembra soprattutto deprecabile che di D'Annunzio si torni a privilegiare gli aspetti più vieti, quelli cioè “eroici” ed erotici che, pur solleticando gli istinti di tanti lettori della sua opera, non hanno di certo contribuito a rendere l'immagine della sua vera grandezza presso un pubblico più ampio».
Non è meno tenero il consigliere di Sinistra e Libertà, Di Iacovo che dice:«ciò che mi indigna è anche che, avendo stanziato una cifra economica cosi grande per il Festival, si è dato fondo alle risorse da destinare alla cultura rischiando di lasciare senz'acqua tutte le altre iniziative che la nostra città propone ogni anno. Agli operatori e alle associazioni culturali che andranno a chiedere a quest'Amministrazione un sostegno alle loro attività, non dovrà più essere risposto "E' una magnifica proposta ma purtroppo non abbiamo soldi" bensì "purtroppo abbiamo speso tutto per il Festival Dannunziano". Cosa rimarrà per tutto il resto?».

06/07/2010 17.07