L’ex direttore Maraldo: «Nessun buco alla Asl di Lanciano»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2153

LANCIANO. «Ma quale buco da 20 milioni nella Asl di Lanciano … se qualcuno lo dice non conosce i documenti che con molta chiarezza dimostrano che quando ho lasciato la direzione amministrativa i conti erano a posto e non c’erano buchi di nessun tipo». * ASL CHIETI: “GERIATRIA, DOPO TANTE CHIACCHIERE NESSUN DISAGIO”

Anzi la verità sarebbe addirittura opposta: «in tre anni di sana amministrazione abbiamo recuperato 60 milioni di debito pregresso».
Antonello Maraldo, ex direttore amministrativo della Asl di Lanciano Vasto reagisce con stupore alle notizie di fonte Asl riportate ieri.
«In data 5 novembre 2009 andai a fare il passaggio di consegne (verbalizzato dal Collegio Sindacale) alla data del 30.09.2009, ultimo giorno di servizio, ancorché non richiesto e non dovuto – continua Maraldo - dopo essere stato cacciato ho sentito il dovere istituzionale di tornare sul luogo del “delitto” prendendo le ferie e firmando documenti che ormai non mi interessano più. L'ho fatto però anche perché sapevo che qualche mistificatore avrebbe messo in discussione il nostro lavoro». Ecco il dato di sintesi della cassa al 30 settembre 2009, riportato ufficialmente:
incassi 269.013.327,64, mandati pagati 269.013.327,64.
Il riepilogo è: saldo contabile - 7.566.896,09, incassi da regolarizzare + 5.043.149,29, mandati da pagare + 3.336.823,77, mandati da regolarizzare - 813.076,97.
«Dov'è il grosso buco? – chiede l'ex direttore amministrativo - si tenga poi presente che il fido mensile (cioè l'anticipazione ordinaria di tesoreria) ammontava per il 2009 a 26,7 milioni di euro contro un utilizzo al 30.09.2009 di 7,5 milioni».
E veniamo all'intervento del Collegio dei sindaci revisori di Chieti che ha esaminato la situazione nel verbale 3 del 2010 e ha richiesto al responsabile della ragioneria Walter Russo una relazione sull'argomento.
Lo stesso Russo, nell'ambito di una normale linea di correttezza, ha investito del problema sia la signora Belfatto (responsabile a Lanciano) che l'ex direttore amministrativo Maraldo.
«Esaminando il verbale del Collegio di Chieti – puntualizza Maraldo - mi sono reso conto che nessuno aveva spiegato la situazione inducendo il Collegio stesso in valutazioni incomplete. Allora in data 23 aprile 2010 (altro giorno di ferie...) mi sono premunito, con la signora Belfatto, di redigere una corposa relazione di 4 pagine per spiegare il nostro operato, come risulta al protocollo 25477. Nella relazione è stato chiarito che nell'arco di esercizio del nostro mandato abbiamo avuto sempre poca cassa a disposizione, in presenza di una gestione pregressa disastrosa che aveva prodotto debiti esorbitanti».
«Con il nostro operato, come risulta dai dati del bilancio», ha spiegato ancora Maraldo, « la situazione dell'ultimo triennio è così migliorata: nel 2007 c'erano 143.169.000 di euro come debiti vs. fornitori; nel 2008 erano scesi a 107.043.00 e nel 2009 erano 83.273.471, come stima perché ancora attendo il consuntivo 2009 per cui ho fatto accesso agli atti. Quindi i debiti sono diminuiti in due anni di 60 milioni e con gli stessi soldi disponibili. Chiedo ancora: dov'è il buco?»
Inoltre dalle carte che fornisce l'ex direttore sarebbero diminuiti anche gli interessi per i ritardati pagamenti (da 1.029.014,31 del 2008 a 359.048,58).
E poi «stante la sciagurata, per i modi e per gli effetti, “fusione in una notte” (nei sistemi più evoluti come le Marche si impiegano due anni di programmazione)», aggiunge, «a Lanciano si decise di pagare i contributi e l'Irpef di dicembre 2009 entro il 31.12.2009, anziché entro il 15.01 nel timore che con la fusione potessero determinarsi ritardi e quindi sanzioni. Decisione saggia perché la rimessa di gennaio a Chieti è arrivata il 22.01.2010 (sette giorni dopo la scadenza). Chi avrebbe pagato la mora? Ci tenevo a questi chiarimenti – conclude Maraldo - perché ho dato il meglio di me alla Asl di Lanciano. Anche mia figlia (la terza) è nata a Lanciano da una giuliese. Sono un professionista e non un venditore di fumo e penso che sia ora che ci lascino in pace. Ora tocca agli altri dimostrare di sapere fare il proprio lavoro. Io l'ho dimostrato e ora proseguo la mia professione altrove».

06/07/2010 8.15

[pagebreak]

ASL CHIETI: “GERIATRIA, DOPO TANTE CHIACCHIERE NESSUN DISAGIO”


CHIETI. “E' una polemica senza senso quella che da giorni rimbalza sugli organi di informazione a proposito della sospensione delle attività di ricovero della Geriatria nell'Ospedale di Chieti».
E' dura e senza mezzi termini la precisazione di Amedeo Budassi, direttore sanitario della Asl 2 Lanciano Vasto Chieti sull'argomento che ha suscitato prese di posizione «ingiustificate».
«Non è stato chiuso nulla», dice, «non sono state sospese le attività ambulatoriali né i pazienti vengono sballottati in chissà quali ospedali in caso di ricovero. Perciò siamo davanti a un polverone mediatico che non ha motivo di esistere perché l'assistenza ai pazienti non sta subendo alcuna interruzione».
«Quest'anno – ha aggiunto Budassi – per consentire le ferie del personale sono state effettuate scelte che, diversamente dal passato, non hanno portato a parziali accorpamenti, quelli sì da censurare. In precedenza, infatti, la Geriatria è stata comunque chiusa tutti gli anni, senza che questo suscitasse alcun clamore. In più, venivano accorpati reparti a elevata intensità di cure, come la Pneumologia e la Neurologia, anche in questo caso senza creare reazioni di protesta. Mi domando perciò dove sia lo scandalo determinato dalla scelta, sicuramente più razionale e condivisa all'unanimità dal Dipartimento Medico (compreso il direttore della Clinica Geriatrica), di sospendere solo l'attività di sette posti letto in Geriatria a fronte di una disponibilità complessiva, in area medica, di ben 70 posti».
A conferma che non vi sono disagi, parlano chiaro i dati relativi ai primi cinque giorni di chiusura della Geriatria: nell'area medica sono stati registrati 16 ricoveri in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, a smentire, se mai ce ne fosse bisogno, l'aumento di ricoveri paventato da molti critici, o da «quelli per i quali – come dice il direttore sanitario – la sanità è come il calcio: ognuno è convinto di poter fare l'allenatore della propria squadra».

06/07/2010 8.14