Manifesti atei, il Comune ci ripensa. Sì allo spot anti crocifisso

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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PESCARA. Questa volta anche i manifesti degli atei trovano spazio sui muri della città. Il sindaco Mascia ci ripensa e dà il via libera.



La storia dei manifesti del Circolo Uaar (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) di Pescara è iniziata nel dicembre 2009 con la prima richiesta di affissione.
Affissione negata dall'ufficio addetto su suggerimento del sindaco Mascia.
«Con una nota», ricorda il Cordinatore Uaar Roberto Anzellotti, «ci dava delle giustificazioni a dir poco risibili al parere negativo della Giunta sull'opportunità di affiggere quei manifesti che chiedevano la rimozione dei simboli religiosi, nella fattispecie il crocefisso, dalle aule scolastiche a seguito della sentenza della Corte dei diritti Umani di Strasburgo».
Da quel dicembre ad oggi, l'associazione so è mobilitata e preparata anche tecnicamente per ripresentare i manifesti: «abbiamo organizzato un sit in di protesta di fronte al Comune, dibattiti e conferenze sul tema della censura, partecipato con la nostra testimonianza ad incontri con rappresentanti di altre religioni, diffuso la notizia che a Pescara vigeva una odiosa e partigiana censura sui mezzi di informazione sempre appoggiati e sostenuti da numerose associazioni pescaresi e da alcune formazioni politiche».
Alla fine sono tornati all'ufficio affissioni: «abbiamo ripresentato i nostri manifesti, identici a quelli dell'anno scorso e questa volta li hanno accettati». Perchè?
Non se lo spiegano nemmeno loro: «forse i nostri sforzi hanno fatto comprendere alla Giunta che quella era una battaglia persa in partenza», commenta Anzellotti, «e che gli avrebbe portato solo discredito; o forse c'è stato una crisi di coscienza e all'improvviso si sono accorti che il loro comportamento era contrario allo spirito della Costituzione Italiana e sono diventati sostenitori del libero pensiero e della laicità?».
Sta di fatto che dal 2 luglio scorso i manifesti sono comparsi sui muri di Pescara: «sembra che nessun cittadino sia stato colto da malore al leggerli nè che abbia perso i sensi», commenta soddisfatto il coordinatore del Circolo.
La stessa campagna trovò spazio sui muri della città anche all'epoca del decapitato governo D'Alfonso post arresti, non senza polemiche.
In quel caso il vice sindaco Camillo D'Angelo spiegò che il messaggio era «distante dalle idee della amministrazione» cittadina che stava amministrando. 

05/07/2010 15.43