Aggressioni per divertimento e poi si vantavano su Facebook: 4 arresti

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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ALBA ADRIATICA. Aggredivano le loro vittime solo per divertimento, le picchiavano duramente e poi se ne vantavano su Facebook.
Ed è stato proprio attraverso la rete che i carabinieri della stazione di Corropoli sono riusciti a identificare e ricomporre il branco: quattro le ordinanze di custodia cautelare in carcere, per concorso in tentata rapina e lesioni personali, eseguite nella notte nel Teramano, tra Mosciano Sant'Angelo, Giulianova e Corropoli.
In manette sono finiti quattro giovani tra i 19 e i 25 anni, due italiani e due marocchini. L'indagine, condotta dal sostituto procuratore David Mancini, è scattata alcune settimane fa, dopo il ferimento di una delle vittime dell'aggressione, un uomo che ha riportato la frattura della mandibola.
I dettagli saranno forniti in tarda mattinata.

05/07/2010 10.23

I NOMI DEGLI ARRESTATI

Le quattro persone arrestate sono due 19enni marocchini, residenti a Corropoli, El Aouin Mustaphaz e Afi Amine, inoltre in carcere sono finiti anche Rocco Tripodi 25 enne di Giulianova e Daniele Pacitti 21 anni di Mosciano Sant'Angelo.
Gli inquirenti hanno definito i quattro «una gang di bulli» e sono ritenuti responsabili in concorso di tentata rapina continuata e lesioni personali dolose aggravate.
I quattro nella loro azione erano coadiuvati anche da un minore e si scagliavano pesantemente contro coloro che si opponevano alle loro richieste.
Sono due gli episodi fondamentali svelati dalle indagini e si sono svolti entrambi sul lungomare di Alba Adriatica la notte del 2 maggio scorso. In quella occasione a farne le spese è stato un giovane di 23 anni del luogo che riportò la frattura della mandibola.
In un altro episodio avvenuto circa venti giorni dopo un altro giovane di Corropoli fu ferito gravemente riportando ancora una volta la frattura alla mandibola.
Personaggi tutti noti nel circondario e che non facevano mistero anche su Facebook della loro attività e cultura. Tra le cose che scrivevano c'erano messaggi spesso violenti o inneggianti allo “sballo”. I modelli di riferimento sembrano essere i personaggi violenti incarnati dal cinema di Hollywood come Al Pacino.
Bulli di periferia che per un po' non creeranno più fastidio e che potranno avere la possibilità di rifarsi una vita e ricominciare.
05/07/2010 12.22


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