Altre mozzarelle blu ad Avezzano. Cospa: «dove sono gli organi di controllo?»

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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AVEZZANO. Qualche giorno fa ad Avezzano sono state sequestrate altre mozzarelle blu. La notizia la comunica Dino Rossi, presidente del Cospa, associazione che riunisce gli agricoltori.


Rossi si mostra sorpreso per l'ulteriore merce che, a distanza di qualche ora dall'apertura della confezione, diventa inspiegabilmente di colore azzurro: «gli organi di controllo», spiega, «avevano garantito il ritiro dai banchi delle catene di distribuzione, come prevede il regolamento 852 e 853 della Ce. A quanto pare questo nuovo regolamento continua a non funzionare, visto quello che è accaduto».
E infatti sui banchi dei supermercati marsicani, a distanza di dieci giorni dal primo caso, sono state trovate altre mozzarelle ''anomale''.
«Questa volta», racconta ancora il rappresentante del Cospa, «la faccenda è ancora più seria, perché sulle confezioni mancava addirittura il lotto di produzione che comporterà una sanzione amministrativa nei confronti del supermercato interessato.
Per la Confederazione italiana agricoltori i prodotti italiani sono comunque sicuri, ipotesi però che lo stesso Cospa contesta: «forse questi non sanno che anche le nostre industrie utilizzano le paste filate che arrivano dai paesi dell'est mescolandole con quel poco latte che si produce in Italia», denuncia Rossi.
«Quanti giri faranno le mozzarelle prima di arrivare sulla tavola degli italiani?», domanda il Cospa. «Questa è una domanda che dovrebbero porsi i nostri rappresentanti parlamentari seduti sulle poltrone di Bruxelles».
L'associazione più volte ha presentato alla Regione Abruzzo una proposta di legge che eviti l'utilizzo di etichette con marchi ingannevoli: «molto spesso leggiamo sulle confezioni luoghi e nomi legati al nostro territorio, facendo credere al consumatore di acquistare un prodotto del luogo, invece in quei luoghi c'è passato il Tir che ha trasportato la merce nell'azienda di trasformazione. La Ce, invece di prevenire e garantire un prodotto salubre», continua Rossi, «ogni giorno sforna regolamenti a favore delle grandi aziende di trasformazioni penalizzando i piccoli artigiani. Infatti, permette ai grandi colossi industriali, di trasformare i prodotti caseari autorizzando ad aggiungere oltre al latte anche la caseina. In poche parole, basata che ci sia la rintracciabilità per permettere agli organi di controllo di risalire all'origine, le industrie possono utilizzare di tutto per fare le mozzarelle, volendo e se necessario anche il latte».
Rossi denuncia infine il «silenzio inspiegabile della maggior parte dei media» e rileva che se l'anomalia fosse stata riscontrata in alimenti per cani e gatti «ci sarebbe stata la sommossa popolare di animalisti e associazioni varie».
Con le mozzarelle bluastre, invece, tutto tace.
05/07/2010 9.35

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