Sanità, arriva l’atto aziendale della Asl di Chieti

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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LANCIANO. E’ pronta la bozza del nuovo Atto aziendale della Asl 2 Lanciano-Vasto-Chieti. * REGIONE SENZA IDEE PER L’UNIFICAZIONE DELLE ASL DI CHIETI E LANCIANO-VASTO
Se ne è discusso nei giorni scorsi, quando è stata presentata ai dirigenti e se ne continuerà a discutere con incontri tematici in ogni Dipartimento per «identificare in modo puntuale il relativo nuovo organigramma e funzionigramma», scrive il manager Francesco Zavattaro nella nota interna che accompagna la proposta.
Sembra il solito schema teorico, con le caselle in buon ordine ad ipotizzare che nella Asl 2 tutto funziona (anche se non è così).
Però a leggerlo meglio è comunque il primo vero sforzo di unificazione delle due Asl di Chieti e di Lanciano-Vasto.
Un tentativo che avviene a quasi un anno di distanza dalla creazione di un'unica Asl provinciale, con il contestuale, frettoloso licenziamento dei precedenti manager.
Il che era forse il vero motivo di tutta la manovra, anche se questa fretta rischia di costare caro alle casse regionali, se saranno accolti i ricorsi presentati da Mario Maresca e Michele Caporossi.
L'organizzazione dei servizi amministrativi, tecnici e di staff, elaborata dalla Direzione generale prevede la creazione di tre Dipartimenti: il primo competente per il Governo della piattaforma logistica, il secondo per l'Amministrazione, il terzo per il Governo dei rapporti istituzionali.
Questi tre settori dipendono dalla Direzione generale, che li amministra anche con un mini dipartimento-coordinamento degli staff.
Al primo settore sono affidati: patrimonio e manutenzione, grandi impianti, informatica e reti, ingegneria clinica, approvvigionamenti e i servizi dell'economato e logistici.
Il secondo ha competenze su personale, contabilità e bilancio e coordina l'attività dei servizi periferici amministrativi: presìdi, distretti, dipartimento di salute mentale e di prevenzione.
Al terzo afferiscono i rapporti con le cliniche private, l'assistenza convenzionata, gli affari generali e quelli legali.
Invece il controllo di gestione, la qualità, lo sviluppo strategico ed organizzativo, la comunicazione, la formazione e l'audit clinico sono attribuiti al minidipartimento del coordinamento degli staff. Questa dunque, salvo modifiche parziali in corso d'opera, dovrebbe essere l'organizzazione finale della Asl provinciale di Chieti.
Buona? Cattiva? Chissà. Sarà l'impatto con le realtà territoriali ed amministrative delle due ex Asl a decretare il successo o meno di questo progetto di (ri)organizzazione che forse spettava alla Regione e che il manager Zavattaro è riuscito ad elaborare per fronteggiare quei disservizi amministrativi che si registrano nella sanità della provincia di Chieti e che sono dovuti alla mancata unificazione delle due Asl pre-esistenti.
Le polemiche di questi giorni sulla chiusura (oggi la chiamano: riconversione) dei piccoli ospedali o dei reparti (come Geriatria a Chieti) riguardano scelte che sono la diretta conseguenza della stretta sul personale e dei tagli imposti in modo ragionieristico dal Ministero sui posti letto e sui ricoveri. E a quello che se ne sa, dopo l'estate molti reparti (per esempio le Medicine di Chieti) saranno ancor di più accorpati e ridotti. Ma su questo aspetto il dissenso viene delegato ai singoli cittadini (tanto si abitueranno), con un'afonia quasi assoluta del Pdl e solo intermittente delle altre forze politiche.
Sebastiano Calella 05/07/2010 8.51

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REGIONE SENZA IDEE PER L'UNIFICAZIONE DELLE ASL DI CHIETI E LANCIANO-VASTO

In altri tempi (nemmeno tanto lontani) si sarebbe discusso a lungo di questa unificazione affrettata delle due Asl.
E invece, dopo il breve periodo commissariale, tutto è stato lasciato alla buona volontà del manager Zavattaro. E la Regione? Cosa ha fatto la Regione per il personale delle due Asl? Nulla. E sul ruolo dell'Università? Ancora nulla. Sull'unificazione delle forniture, dei contratti, del sistema operativo e contabile? Nulla: le due amministrazioni di Chieti e Lanciano non colloquiano, non si connettono, amministrativamente parlando. Infatti solo in questi giorni è partito un corso di formazione per gli operatori addetti al sistema contabile. Insomma si è proceduto al contrario: l'unificazione o la fusione di due realtà, come avviene in tutti i settori economici, nasce di solito da un progetto di fattibilità, che nel caso delle Asl di Chieti e Lanciano non c'è stato. Questo piano avrebbe dovuto identificare i punti di forza o di debolezza dell'operazione e indicare cosa la Regione voleva ottenere. E invece la Regione non ha dato indicazioni di nessun tipo, non ha presentato un progetto operativo ed ha privilegiato solo le indicazioni territoriali, cioè le Asl provinciali da realizzare per legge, con un breve commissariamento. Di qui gli ospedali che non si sono integrati, il personale allo sbando, l'assenza di prospettive e la delega al manager per scelte non solo organizzative, ma anche politiche. E così si scopre che autonomamente la Asl di Chieti è andata in soccorso a quella di Lanciano che aveva un deficit di cassa di 20 milioni (quasi tutto per la mobilità passiva), estinto dalla liquidità che Chieti aveva. In pratica il risultato di esercizio positivo dal punto di vista economico della Asl di Lanciano non era sostenuto da un analogo risultato positivo dal punto di vista finanziario, da cui il grosso buco che l'ex direttore Antonello Maraldo è stato chiamato a chiarire da parte del Collegio sindacale dei revisori. Invece l'oculata gestione finanziaria della Asl di Chieti ha fatto da parafulmine e sta cercando di limitare i danni per i ritardati pagamenti di Lanciano, con alcune transazioni sull'aggravio per interessi. Di questo però non si parla. Paura di disturbare il manovratore (Chiodi) o – come si legge sui mezzi pubblici – è vietato parlare con il conducente (sempre Chiodi)?

Sebastiano Calella 05/07/2010 8.51