Elettrodotto Villanova-Gissi, partono i sopralluoghi per il Via

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Sono fissati per l’inizio della settimana (5-6 luglio) i sopralluoghi dei tecnici della Commissione Via (Valutazione d’Impatto Ambientale) per decidere sul parere ministeriale circa l’Elettrodotto Villanova-Gissi, in corso di autorizzazione.


Un'opera di cui si parla solo da pochissimi mesi, un progetto ancora poco illustrato e conosciuto e che viene messo in forte relazione con l'altro mega progetto (che non gode una sorte migliore dal punto di vista della trasparenza) il cavo sottomarino che parte da Tivat (Montenegro) ed arriva a Pescara dopo aver sfiorato le coste foggiane.
Da Pescara il cavo si interra e raggiunge Villanova.
Da qui un'opera apparentemente diversa e scollegata da quella del cavo porterà l'energia attraverso l'elettrodotto fino a Gissi e da qui fino a Foggia.
Un percorso per molti illogico che però non sembra cerare problemi allo Stato che ha già finanziato l'opera con un accordo bilaterale con il Montenegro per una cifra vicina ai 700milioni di euro.
I comitati dei cittadini hanno già denunciato le criticità del tracciato dell'elettrodotto su molti punti in cui la linea viene ad interessare abitati, zone destinate ad insediamenti produttivi o importanti aree agricole.
La Coldiretti di Chieti è preoccupata invece per gli espropri su importanti zone coltivate e per i limiti all'attività agricola in prossimità delle linee a causa dei campi elettromagnetici.
Infatti, nelle fasce di rispetto degli elettrodotti non è possibile costruire (uso edilizio e abitativo), né lavorare per più di quattro ore.
Centocinquanta tralicci alti tra i 30 e gli 80 metri per un percorso di 70 km fanno una bella fetta di territorio abruzzese, sulle colline che guarderanno la Maiella.
Molto critica è stata anche la Coldiretti preoccupata per «il danno all'immagine dei luoghi e per la qualità della vita che andrà modificata nelle zone agricole in prossimità delle linee, a causa dei campi elettromagnetici».
Il Cast (Comitato Ambiente Salute e Territorio) punta invece il dito contro la sottovalutazione dei problemi collegati all'elettrodotto.
«Del progetto i cittadini sono stati informati poco e male», dicono, «ora che i tempi della decisione sono vicini ci si rende conto che la ragnatela di cavi non sarà un problema da poco per le amministrazioni locali quando imporrà dei vincoli ben precisi».
I comitati contro gli elettrodotti sono in genere accusati di ostacolare progetti importanti per lo sviluppo e la crescita con motivazioni ambientaliste (salvaguardia della salute e degli habitat) meno importanti degli interessi economici.
«Ma l'equivalenza “più energia più economia uguale più benessere” va letta con attenzione», dicono, «avremo anche più rischi epidemiologici nel futuro se i limiti di tutela non sono cautelativi. Quanto ad oggi, non si può negare la “macelleria” per il paesaggio attraversato (quale turismo potrà mai esservi in quelle zone?)».
Siamo quasi arrivati alla Conferenza Stato-regione e il governo regionale non si è pronunciato sull'opera.
I comuni (15 della Provincia di Chieti, Cepagatti della provincia di Pescara) sono in gran parte contrari e premono sul presidente Chiodi perché non firmi l'intesa.
In molti speravano un momento di time out nel quale si sarebbe sospesa la procedura autorizzativa e dunque il procedimento della Via per valutare con maggiore attenzione ogni aspetto coinvolto: interferenze con piani regolatori e destinazioni di aree, perdita del valore immobiliare degli immobili, elettrosmog, consumo di suoli.
Ora è estate. La Provincia batte cassa. La monetizzazione delle misure di compensazione fa gola.

03/07/2010 11.02