Filovia, progetti e relazioni segreti. Di Stefano (Pd):«Cordoma che vuoi fare?»

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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Filovia, progetti e relazioni segreti. Di Stefano (Pd):«Cordoma che vuoi fare?»
MONTESILVANO. Ci riprova per l'ennesima volta il consigliere del Pd, Gabriele Di Stefano a chiedere informazioni sulla filovia, un’opera contestata e sempre più misteriosa grazie ai diversi amministratori coinvolti.
Uno dei progetti più discussi degli ultimi anni per alcuni monco, per altri inutile, per altri necessario e che si deve fare a tutti i costi, anche se si tratta di soli 7 chilometri di bus. Non interessa molto, tuttavia, che si sia scoperto un pericoloso conflitto di interessi (quello del superdirigente Taraborrelli) sul quale nessuno si è pronunciato o ha fatto chiarezza.
Non interessa nemmeno che i vertici delle diverse amministrazioni impediscano l'accesso, la trasparenza e la comprensione.
E tra richiami alla «privacy» (per progetti di opere pubbliche?) e «copyright» si annaspa senza fine nella giungla della burocrazia delle motivazioni strumentali, fatta di documenti pubblici che vengono tenuti segreti e secretati.
Gli effetti? Impossibile conoscere, valutare, controllare.
Il primo no il consigliere di Montesilvano Gabriela Di Stefano lo ha ricevuto qualche giorno fa dalla Gtm alla quale aveva chiesto l'incartamento dell'opera.
Ma dalla Gestione metropolitana, azienda pubblica controllata interamente dalla Regione, nessuna intenzione di agevolare l'operazione di controllo di un consigliere che vuole valutare la portata di un'opera che attraverserà anche il Comune di sua competenza.
Di Stefano non può accedere alle carte perchè è ''solo'' un consigliere comunale e in quanto tale non può pretendere di farsi gli affari di un'azienda esterna, dicono dalla Gtm.
«E' di incontestabile evidenza», scrive il responsabile unico del procedimento, l'ingegnere Pierdomenico Fabiani, «che manchi il collegamento fra la posizione del consigliere e la configurazione societaria della Gtm che», scrive sempre Fabiani, «non si configura quale gestore di un servizio pubblico assoggettata al controllo dell'Amministrazione comunale di Montesilvano».
Poi il responsabile del procedimento insiste: «compito del consigliere è quello di verificare l'operato di sindaco e giunta e non sindacare atti di una società che non è sottoposta al controllo di detta amministrazione».
Punto. Porta sbattuta in faccia: il consigliere vada altrove.
Peccato che parte della documentazione richiesta il suo comune non ce l'abbia. Cioè un'opera pubblica che passa sul territorio comunale non è presente negli archivi comunali, opera sulla quale quantomeno il consiglio comunale si sarà espresso favorevolmente, ma su quali basi?
L'amministrazione di Montesilvano concede al consigliere Pd, però, la visione del cd rom contenente il progetto esecutivo dell'opera con gli elaborati grafici, relazione, atti e dichiarazioni del progettista e direttore dei lavori (ma solo per il tratto che arriva a Montesilvano).
Un cd rom che tuttavia Di Stefano dovrà tenere per sé, custodirlo gelosamente e tenerlo lontano da occhi 'indiscreti' (compresi i giornalisti, così fastidiosi agli occhi di Comune e Gtm). Perchè?
Il dirigente Mauro Della Penna richiama addirittura la legge sulla privacy.
Ma la privacy di chi?
Di un'opera pubblica? Del progettista? Del Comune ente pubblico?
Si era mai vista una cosa simile? La fantasia al servizio della burocrazia degli interessi, non quelli pubblici ovviamente.
Ma qualche mese fa anche il presidente della Gtm, Michele Russo, aveva provato a fare lo stesso giochetto invocando addirittura strumentalmente il «copyright», confondendo evidentemente i diritti d'autore con la segretezza.
E se proprio questa legge si deve invocare, chissà se Russo sa che la stessa legge stabilisce che «la proprietà intellettuale può essere oggetto di "esproprio" per fini di pubblica utilità, che prevalgono sull'interesse del privato».
Ma qui l'interesse da tutelare è sempre e solo uno e non coincide mai con il pubblico.
Quadri, canzoni sono da decenni coperti da copyright ma non si era mai sentito di canzoni secretate e opere d'arte tenute ben nascoste da occhi indiscreti.
Insomma una presa in giro bella e buona, quella sì coperta dai diritti d'autore.


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Adesso Di Stefano chiede di sapere dal sindaco Cordoma cosa intende fare visti gli sviluppi del caso.
«Prende le distanze dalle affermazioni del dirigente che dice che il cd rom è da mantenere segreto o la pensa allo stesso modo?»
Il consigliere del Pd chiede al Comune anche se sia intenzionato a fare richiesta di quei documenti che a lui non sono stati concessi ovvero «la copia della gara di appalto per la realizzazione della filovia dall'importo di 25 milioni di euro, copia del verbale di aggiudicazione alla Balfour Beatty, copia di tutti i protocolli d'intesa tra Gtm e Comune».
Una volta ottenuti questi documenti il Comune sarebbe tenuto a passarli anche ai consiglieri che al momento brancolano nel buio.
E pare si faccia a gara ad accrescere giorno dopo giorno dubbi e sospetti sull'intera operazione filovia.

03/07/2010 10.28

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