Villa Pini in vendita per 42 milioni

Alessandro Biancardi

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Villa Pini in vendita per 42 milioni
CHIETI. Tra oggi e domani sarà pubblicato l’avviso di gara per l’acquisto di Villa Pini: con 42 milioni di euro di base d’asta, vincerà a fine agosto (data per la quale ci sarà l’apertura delle buste con le offerte) chi offrirà di più.
E' prevista anche la possibilità di affitto della clinica, ma tra canoni e obblighi l'acquisto sembra più conveniente. Il notaio che controllerà la regolarità delle operazioni è Germano De Cinque.
Il via all'operazione conclusiva della tormentata storia di Villa Pini, a poco più di una anno dai primi stipendi non pagati e a pochi mesi dalla dichiarazione di fallimento, è venuto dopo che l'altro ieri il curatore fallimentare, Giuseppina Ivone, ha incassato l'approvazione del Comitato dei creditori: all'unanimità i rappresentanti del Comitato Michele Ranchino (Unicredit) (nella foto), Sabrina Cavallucci, (dipendente di Villa Pini) e Marco Di Marco (Sorin Group di Milano) hanno condiviso e apprezzato il lavoro della curatela che in quattro ore di riunione ha spiegato i contenuti delle scelte messe in campo dall'esercizio provvisorio, i criteri per la valutazione della clinica utilizzati dalla Ernst & Young (prezioso su questo aspetto il contributo di Francesco Cancelli), le azioni di recupero e di risarcimento programmate, la vendita dei beni (quali le automobili ed altro), insomma tutto quello che serve per recuperare i soldi da distribuire ai creditori.
E in pratica mentre il 24 agosto ci sarà la vendita, solo un mese dopo, e cioè il 23 settembre sarà convocata la riunione per la verifica dello stato passivo del fallimento. Sarà una riunione molto affollata, visto che i creditori sono circa duemila, compresi i dipendenti, chiamati a fare domanda entro questa settimana per l'inserimento nel passivo.
E se si pensa che solo di stipendi arretrati il curatore dovrà pagare tra i 10 ed i 15 milioni di euro, si può capire la complessità del lavoro preparatorio e la necessità di realizzare quanto più possibile dalla vendita della clinica e dalle altre azioni di recupero. Serviranno in pratica un centinaio di milioni di euro per far fronte in modo adeguato alle richieste dei creditori.

42 MILIONI, TROPPI O POCHI?

Proprio sulla valutazione di 42 milioni della Clinica ci sono state alcune perplessità contrapposte: da una parte, alcune società che hanno dichiarato il loro interesse all'acquisto si attendevano una cifra tra i 25 ed i 30 milioni di euro. Altri invece, in particolare alcuni sindacati, hanno valutato il prezzo della vendita come inferiore al valore di mercato.
Un imprenditore della sanità privata, che però non parteciperà alla gara, ha valutato come congruo il valore di 42 milioni.
«Nella valutazione debbono entrare necessariamente i dati della realtà – ha spiegato a PrimaDaNoi.it – e i dati sono questi: Villa Pini di oggi non è quella di ieri, quando Enzo Angelini non ha venduto per cifre notevolmente superiori. Ma allora, tra fatturato ospedaliero (60 milioni), riabilitazione (20 milioni), psicoriabilitazione, diagnostica ecc., si arrivava a 110 milioni di entrate. Oggi ci sono 13 milioni di budget ospedaliero, 6 di attività extraregionale, 8 di psicoriabilitazione, cioè in totale un quarto del vecchio fatturato. E' normale che la valutazione ne risenta al ribasso. Senza dire dell'irrazionalità dell'immobile, che sarà pure grande, ma è frutto di scelte cervellotiche che non aiutano chi deve acquistare e poi far funzionare 40 mila metri quadri di spazio assistenziale. Credo che il prezzo sia giusto».

Sebastiano Calella 03/07/2010 9.41

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