Sanità al collasso, protestano Udc, Rifondazione e Comunisti italiani

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

1652

CHIETI. Pronto soccorso che scoppia a Pescara, Geriatria che chiude a Chieti, difficoltà generalizzate in tutta la Regione per le prestazioni sanitarie.


Ma a protestare sono solo esponenti della sinistra (Antonio Saia, consigliere regionale dei Comunisti italiani ed Angelo Orlando, Rifondazione comunista) e del Centro (Alessandro Giardinelli, Udc).
Qualche sporadica sortita anche del Pd, assenza assoluta del Pdl, che pure – nella componente ex An – era molto attivo prima delle elezioni a criticare le insufficienze dell'assistenza sanitaria.
Cosa dice Saia (che è anche medico): dai ricoveri, alle prestazioni ambulatoriali, ai servizi sospesi «è un disastro dappertutto: Popoli, Penne, Giulianova, Sant'Omero, Atri, Atessa ecc…»
Ciò nonostante Chiodi si interessa solo del Piano di rientro e snobba anche le proposte delle opposizioni «tese ad offrire un contributo per risolvere alcuni problemi».
Domanda: perché dopo due anni di governo non c'è alcuna proposta di riorganizzazione del Servizio Sanitario in Abruzzo?
Perché non si sospende temporaneamente il Piano di rientro dai debiti per consentire una ripresa di funzionalità di ospedali e distretti sanitari?

Angelo Orlando pone invece “10 domande 10” agli esponenti della “Bocconi alla teramana” in sanità.
Il Programma operativo 2010, che attende il nullaosta del Ministero dell'economia, prevede tagli di ospedali, di unità operative all'interno delle strutture sopravvissute, tagli di personale ed il tutto nel settore pubblico, «perché», si domanda Orlando, «per il privato si fissano solo i tetti di spesa senza tagli? Ma confrontando la realtà con le ipotesi accademiche, le domande più importanti sono: in questo sistema, quali strutture – pubbliche, si spera- sono l'eccellenza di I e II livello (gli hub) e quali svolgeranno la funzione-spoke di strutture complementari? E ancora: perché in tutte le altre regioni, oltretutto in condizioni più critiche, i piani di revisione della rete ospedaliera vengono discussi, almeno a livello istituzionale, con coinvolgimenti e audizioni nelle commissioni regionali, mentre in Abruzzo si allevano solo spettatori silenti?»
«Inoltre», aggiunge Orlando, «la letteratura bocconiana definisce il Pronto soccorso come un'àncora psicologica, soprattutto nelle aree interne: perché a Chieti il manager bocconiano li chiude proprio nelle aree interne. E infine: se la medicina del territorio ha evidenziato un incremento di costo di oltre il 25%; e se continuano a crescere costi interni e spesa da privato, non può darsi che il bisturi sia stato usato in parti sbagliate?»

Alessandro Giardinelli, anche lui medico e capogruppo Udc al Comune di Chieti, critica invece la chiusura del reparto di Geriatria dell'Ospedale Ss. Annunziata e preannuncia un ordine del giorno sull'argomento.
«L'Udc ritiene che questa chiusura sia un grave danno per i malati e per le famiglie – spiega Giardinelli - questo servizio è un saldo punto di riferimento durante tutto l'anno per un utenza particolarmente fragile come quella degli anziani, che soprattutto in estate, per le condizioni climatiche, vede il riacutizzarsi di patologie croniche. La scelta della Asl è stata effettuata esclusivamente per motivi di organizzazione interna all'Azienda, ma i motivi organizzativi Aziendali non possono mettere a rischio la salute dei cittadini ed in particolare di quella fascia di popolazione più fragile e vulnerabile, ma al contrario una buona e tempestiva organizzazione Aziendale deve favorire l'assistenza sanitaria erogata. Inoltre», conclude, «questa scelta comporterà che i ricoveri di persone anziane avverranno nei reparti di Medicina che già normalmente sono intasati, con la presenza continua di pazienti in barella lungo i corridoi, e che tale decisione porterà ad un ulteriore sovraccarico di tali reparti con difficoltà a garantire un trattamento sanitario idoneo ed una dignità alle persone sofferenti. Questo non è il diritto alla salute sancito dalla nostra Costituzione».

03/07/2010 9.01