Acqua, manca il quorum, aumento della tariffa rinviato ancora

Alessandro Biancardi

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Acqua, manca il quorum, aumento della tariffa rinviato ancora
PESCARA. Tira e molla, urla e accordi sotto banco, qualche battuta di troppo per indirizzare il voto in un senso o nell’altro ma alla fine il numero legale manca e la votazione viene rinviata per la seconda volta in quindici giorni.
In circa tre ore ne sono successe di tutti i colori: il dibattito è stato serrato e l'assemblea dei sindaci dell'Ato all'inizio sembrava affollata con 44 presenti su 64.
Ma che vi siano accordi del centrosinistra (Pd in testa, all'inizio compatto) ma anche tra centrosinistra e centrodestra è stato più volte intuito anche dai presenti.
All'inizio della seduta tra i 44 amministratori probabilmente ce ne erano 35 favorevoli, dunque sufficienti per far passare l'aumento (il quorum è 33).
La contrapposizione, però, si è accesa su una questione pregiudiziale e su una mozione proposta dai Comuni di Pescara e Montesilvano per un rinvio del voto a dopo il 19 luglio, cioè dopo la convocazione della assemblea dell'Aca.
Contestualmente il Comune di Pescara ha chiesto che in quella occasione venisse messa a votazione la sfiducia dei vertici della spa pubblica, come già chiesto anche dall'assessore Antonelli e dal capogruppo Pdl Lorenzo Sospiri.
Poi la seduta è stata sospesa per diversi minuti dal commissarioo dell'Ato, Pierluigi Caputi, ed è allora che sono partite le trattative.
Infatti, al rientro l'assemblea è stata riaperta con il ritiro da parte di Pescara della precedente mozione (cioè il rinvio) e ritirata anche la richiesta di dimissione dei vertici dell'Aca.
Perché questo cambio di strategia in meno di un'ora?
Il sindaco di Tocco, Riziero Zaccagnini (Rc) ha chiesto allora di votare semplicemente per il rinvio (senza condizionarlo alle dimissioni dei vertici Aca) al 29 luglio.
A questo punto l'atmosfera si è fatta incandescente perché da una veloce conta informale si era capito che i sindaci presenti (43) erano in maggioranza per il non rinvio (23) trascinati tutti dall'impetuoso Giorgio D'Ambrosio tra, sindaco di Pianella. Con lui c'erano anche i primi cittadini di Turrivalignani, Catignano, Bolognano, Cugnoli, Alanno.
Tra i sindaci favorevoli al rinvio però c'erano anche Pescara e Montesilvano.
Nella votazione dunque, alla fine, la maggioranza che ha prevalso è stata quella del non rinvio, dunque del votare subito l'aumento della tariffa.
E' arrivata così l'esultanza di D'Ambrosio ed i suoi che finalmente vedevano avvicinarsi il momento fatidico per il quale in questi giorni hanno lavorato intensamente. Ma il tutto è durato poco.
A questo punto chi aveva votato pe ril rinvio (molti sindaci del centrodestra, guidati da Pescara e Montesilvano), sono usciti dalla sala tra le urla di D'Ambrosio che aveva iniziato a subodorare che la votazione probabilmente non si sarebbe tenuta lo stesso.
Infatti sono rimasti seduti 32 sindaci, cioè uno in meno per il numero legale.
A questo punto, nonostante i molteplici interventi del commissario, e gli inviti alla tranquillità e al ragionamento, Caputi non ha potuto che confermare la mancanza del numero legale per la votazione ed il rinvio, probabilmente al 29 luglio.

LE REAZIONI: «NESSUNA VITTORIA»

«E' sconcertante», ha commentato Augusto De Sanctis del Wwf Abruzzo, «che dopo tutti gli scandali che hanno colpito la gestione dell'acqua decine di sindaci seguano ancora le indicazioni di chi ha contribuito a portare al collasso il sistema. In ogni caso», ha proseguito l'esponente dell'associazione ambientalista, «la mobilitazione dal basso sta pagando e i nodi stanno venendo finalmente al pettine. Ora comunque vogliamo continuare a lavorare, come abbiamo sempre fatto, per ottenere il taglio dei costi di gestione superflui e dare un governo di salute pubblica al settore
idrico». 
«Non griderai alla vittoria e non dormirei sonni tranquilli dopo quello che è successo oggi», ha commentato invece Domenico Pettinari, segretario provinciale dell'associazione Codici.
«Mi chiedo – ha continuato Pettinari – se sia normale rinviare una votazione cosi importante ad una data cosi lontana (non si capisce perché non rinviarla alla prossima settimana per esempio) e poi alla fine del mese di luglio quando la grana parte dei cittadini è in ferie.
Mi sembra tanto che si voglia far passare l'aumento nell'assenza generale di gran parte dei monitori civici e cioè della collettività attiva e delle associazioni di categoria».
Pettinari annuncia che Codici il 29 luglio organizzerà una forte mobilitazione davanti alla sede dell'Ato «e se necessario non esiterà a mettere in piedi gesti clamorosi quale l'occupazione dei locali che tra l'altro sono pubblici».
«ll centrodestra ci è sembrato più interessato a discutere degli assetti del consiglio di amministrazione dell'Aca piuttosto che evitare l'aumento delle tariffe», hanno commentato Corrado Di Sante, segretario provinciale di Rifondazione e il consigliere comunale Maurizio Acerbo.
«Ribadiamo che è indispensabile un'assunzione di responsabilità da parte dei sindaci affinché mettano mano ai conti dell'Aca. Finalmente, a seguito anche dell'iniziativa di Riziero Zaccagnini, sindaco di Tocco da Casauria, è stata convocata l'assemblea dell'Aca. In quella sede», continuano Di Sante e Acerbo, «si può scongiurare definitivamente l'aumento delle tariffe, deliberando un piano industriale che riduca i costi e che sia per la prima volta partecipato e condiviso da cittadini, associazioni e organizzazioni sindacali.
Inoltre la recente inchiesta sui “regali d'acqua” dovrebbe spingere i sindaci ad un profondo rinnovamento dei metodi di gestione di Aca SpA».

02/07/2010 19.49

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