AAA, vendesi beni del Demanio

Alessandro Biancardi

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PESCARA. L’intero complesso del parco ex Di Cocco, alcuni appartamenti e i marciapiedi della riviera nord e sud: sono solo alcuni dei beni che l’amministrazione comunale di Pescara potrebbe acquisire gratuitamente entro il prossimo autunno dal Demanio.



Entro fine luglio verrà pubblicato l'elenco definitivo degli immobili in via di cessione.
E' quanto previsto dal Decreto legge sul Federalismo demaniale emanato lo scorso 28 maggio e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell'11 giugno.
Sino a oggi in Comune c'è solo un elenco, che Ranieri definisce «assolutamente provvisorio», tra cui figurano sia i beni oggetto di possibile cessione che quelli non cedibili.
«L'amministrazione comunale potrebbe dunque entrare in possesso, ad esempio, dell'intero complesso dell'ex Caserma di Cocco in piazza Ovidio, dopo aver già acquisito la prima fetta, per un valore pari a 2milioni 156mila 440 euro».
Tra i beni che potranno essere ceduti al Comune compaiono anche i marciapiedi della riviera nord e sud, il cui valore per ora non è stato ancora stimato, un appartamento in via delle Caserme, del valore pari a 588mila 683 euro; un'ultima fetta del parco D'Avalos, stimato in 5milioni 600mila 600 euro; l'area del teatro D'Annunzio.
Nell'elenco, compaiono anche gli immobili della Caserma della Guardia di Finanza, tra via Cecco Angiolieri e via dei Bastioni, la sede della Questura in via Pesaro (7milioni 720mila), della Direzione Marittima in piazza della Marina (987mila 109 euro), del Carcere di San Donato (36milioni 684mila 517 euro), la sede del Genio civile in via dei Bastioni (10milioni 455mila 553 euro), immobili che però con ogni probabilità, leggendo i termini del Decreto, non saranno presenti nell'elenco definitivo dei beni in via di dismissione che sarà pubblicato intorno al 25 luglio.
Entro il 23 settembre, però, lo stesso Comune dovrà aver valutato quali immobili è realmente interessato ad acquisire ed eventualmente rifiutare quelli la cui gestione dovesse rivelarsi eccessivamente onerosa per l'Ente pubblico.
«I tempi sono strettissimi – ha commentato il presidente della Commissione Finanze, Renato Ranieri: in sostanza il dispositivo di legge prevede l'attribuzione a Comuni, Provincie, città metropolitane e regioni del patrimonio demaniale a titolo non oneroso, ossia a costo zero, secondo i criteri della territorialità, della sussidiarietà e dell'adeguatezza: ossia i beni vengono attribuiti ai Comuni considerando il loro radicamento sul territorio, salvo che si ritenga più opportuna la cessione alle Provincie o alla regione per l'entità o la tipologia del bene».
I beni potranno essere inseriti dagli Enti locali in processi di alienazione e dismissione, ma la deliberazione dell'ente territoriale dovrà essere trasmessa a una Conferenza dei servizi per l'acquisizione delle autorizzazioni e delle approvazioni per la variazione delle relative destinazioni urbanistiche.
Non solo: l'Ente dovrà dimostrare di avere capacità finanziaria, ossia idoneità economica necessaria a soddisfare le esigenze di tutela, gestione e valorizzazione dei beni e garantire la valorizzazione ambientale dell'immobile stesso, realizzata avendo riguardo delle caratteristiche fisiche, morfologiche, ambientali, paesaggistiche, culturali e sociali dei beni trasferiti, per assicurare lo sviluppo del territorio e la salvaguardia dei valori ambientali.
Potranno essere ceduti tutti i beni «del Demanio marittimo, idrico, gli aeroporti di interesse regionale o locale, le miniere, mentre – ha proseguito il presidente Ranieri - restano esclusi dall'attribuzione i beni della Difesa, i beni culturali, la dotazione della presidenza della Repubblica, i beni degli Organi costituzionali, di uso istituzionale dello Stato, i porti e gli aeroporti di rilevanza economica nazionale e internazionale, le reti di interesse statale, le strade ferrate dello Stato, i parchi nazionali e le riserve naturali statali».

02/07/2010 10.52