Wine glass, 4 ore di perizie. La verità sul cedimento a fine luglio

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Venti prelievi, eseguiti sui quattro lati e sulla parte superiore dello Huge Wineglass, necessari al perito incaricato dal Tribunale, l’architetto Lucarelli, per valutare l’esatta composizione chimica della struttura realizzata dalla Clax Italia su progetto del maestro Toyo Ito.


Già alcuni mesi fa il perito incaricato dal Tribunale aveva manifestato la necessità di effettuare dei carotaggi all'interno della struttura per prelevare dei campioni; il Tribunale ha autorizzato tale indagine ritenuta indispensabile per accertare la verità.
Ieri mattina, alle 10.30 in punto, il perito con i tecnici e gli esperti dell'Università di Chimica di Salerno, una delle quattro in Italia abilitate a effettuare tali interventi, è giunto sul posto e alla presenza dei legali della Clax sono iniziati i prelievi.
In tutto, muovendosi attraverso un cestello elevatore fornito dal Comune di Pescara, sono stati prelevati venti campioni, piccole schegge a forma di carota, rimosse dai quattro lati del parallelepipedo e dalla parte in alto.
Le operazioni sono proseguite per circa quattro ore, sotto la sorveglianza della Polizia municipale e dinanzi a decine di cittadini che hanno assistito incuriositi all'intervento.
I campioni prelevati sono poi stati portati nei laboratori di Salerno, comunque l'università specializzata in polimetilmetacrilato: obiettivo degli esami sarà quello di verificare l'esatta composizione chimica del Wineglass, identificando i materiali usati per la sua realizzazione, e dunque accertando che sia stato seguito il progetto redatto dal maestro Toyo Ito.
I docenti di Salerno hanno assicurato che entro fine luglio saranno pronti i risultati di tale analisi che verranno subito consegnati al perito, il quale, a sua volta, redigerà la perizia tecnica da riconsegnare in Tribunale, chiudendo la fase dell'indagine.
«Ormai – ha confermato il vicesindaco Berardino Fiorilli – dovremmo essere alle battute finali di quella lunga vicenda iniziata ormai un anno e mezzo fa con l'improvvisa rottura del Wineglass, il parallelepipedo sistemato con una cerimonia in pompa magna in piazza Salotto il 14 dicembre del 2008 e che ha ceduto dopo appena 64 giorni, un'opera costata ben 1milione 100mila euro».
Decine di incontri, colloqui e lettere tra il Comune, l'architetto Toyo Ito, autore del progetto, e la Clax Italia, che ha realizzato materialmente la struttura in polimetilmetacrilato presso i propri stabilimenti di Pomezia Terme, non hanno ancora consentito di individuare le cause della frattura che dal febbraio 2009 costringe il Comune a tenere in piazza una struttura rinchiusa in una gabbia d'acciaio per impedire che vada in frantumi.
Un anno fa l'amministrazione comunale si è dunque rivolta al Tribunale per individuare le cause del flop e ottenere anche un eventuale risarcimento per l'immagine della città. Fino a quando non saranno concluse tutte le fasi peritali, iniziate lo scorso autunno e tese all'accertamento della struttura progettuale e realizzativa dell'opera, l'amministrazione comunale è bloccata.
Questo vuol dire, infatti, che non potrà assumere alcuna decisione circa il futuro del ‘calice' e anche sul nuovo assetto organizzativo da dare a piazza Salotto.
Ma adesso pare che la permanenza di quello che verrà ricordato come il monumento più fragile della storia pescarese sia destinata a terminare.

02/07/2010 10.51