Asse attrezzato, da ieri 1 euro in più all'uscita dell'autostrada

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Battaglia vinta a metà per il pedaggio a pagamento sull'asse attrezzato Chieti Pescara. ACERBO: «SI RICORRA AL TAR»
Se infatti per il momento non verranno installati i caselli per pagare i 17 chilometri di bretella da ieri sono entrati in vigore gli aumenti che vengono mal digeriti dai pendolari.
Perchè il balzello si paga comunque, ai caselli di uscita sui raccordi autostradali e quindi alle uscite Chieti, Pescara e Pescara Ovest: 1 euro per le auto e 2 euro per i camion.
A questo si aggiungono poi i rincari (da un millesimo di euro per chilometro a 3 millesimi di euro per chilometro) sulle autostrade.
«Diversi milioni di euro usciranno ogni anno dalle tasche degli abruzzesi per rimpolpare le casse dello Stato centrale. In barba al federalismo, ecco il primo atto concreto del centrodestra per l'Abruzzo», contesta il senatore del Pd Giovanni Legnini dopo l'entrata in vigore del pedaggio sull'asse attrezzato Pescara-Chieti.
«Gli abruzzesi», contesta Legnini «devono ringraziare l'azione dei senatori Pastore e Di Stefano, che si sono attivati presso il ministero ottenendo un grande risultato: una nuova tassa. Gli abruzzesi sono i più penalizzati: pagheranno per uscire dall'area Pescara-Chieti, pagheranno per entrare nel raccordo anulare di Roma, e se dovranno andare a Fiumicino pagheranno una terza volta. Un salasso per chiunque viaggi anche per lavoro: fra asse attrezzato, raccordo anulare e aumento dei pedaggi, per andare a Roma – a prescindere che percorra o meno l'asse attrezzato o il raccordo – un automobilista pagherà 5 euro in più, un autotrasportatore 10-12 euro. E se dovesse andare a Fiumicino, l'aumento sarà fra i 7 e i 14-16 euro».
Quanto alle dichiarazioni di Pastore e Di Stefano su una loro “vittoria” presso l'Anas per evitare l'installazione dei caselli, Legnini sottolinea che «si tratta di una falsità» anche perchè quelle di oggi sono norme transitorie che danno all'Anas il potere di esigere il pedaggio all'uscita ed all'entrata dei caselli fino al 2011, prima cioè dell'istituzione dei nuovi caselli, e scritte nel decreto «ben prima che i due senatori Pdl se ne accorgessero. Il loro intervento è servito solo ad accelerare la decisione di imporre una nuova tassa odiosa».
A conti fatti, spiega il senatore Pd, «il governo Berlusconi aveva fretta di mettere le mani nelle tasche degli abruzzesi tanto da emanare il decreto prima che il provvedimento venisse discusso in Senato. Noi però non ci fermiamo: rafforzeremo la nostra battaglia in aula per cambiare il provvedimento alla radice, e salvare formalmente le strade a carattere urbano come appunto il nostro Asse attrezzato».
«Per Berlusconi», contesta il consigliere regionale Cesare D'Alessandro (Idv), «si tratta solo di un ‘piccolo obolo' in più a carico dei cittadini che percorrono la tratta Colledara – Villa Vomano Basciano. Per i cittadini interessati, che quella tratta percorrono giornalmente, un vero e proprio salasso, un furto legalizzato».
La Federconsumatori stima che i lavoratori delle aree interne dovranno affrontare un aumento dei costi che va dai 24 ai 48 euro mensili (300-500 euro all'anno): «un prelievo insopportabile per le famiglie che già faticano ad arrivare a fine mese», continua D'Alessandro.
Il consigliere dell'Idv chiede a Giandonato Morra, assessore regionale ai Trasporti, «di non fare la politica delle tre scimmie, ‘non vedo, non parlo e non sento', ma di attivarsi con la necessaria forza ed urgenza per costringere il Governo e l'Anas a tornare indietro sui propri passi».
La butta in polemica il senatore del Pdl, Fabrizio Di Stefano: «pur di fare politica Legnini non sa più a che causa votarsi. Sono convinto che avrebbe gioito ancor di più se avessero installato un casello sull'Asse Attrezzato come invece rischia di accadere a Roma sul Gra. E' triste -conclude- vedere che un rappresentante del popolo abruzzese faccia la politica del "tanto peggio, tanto meglio".
Non si capisce perchè, allora, da 2 anni a questa parte, ha perso tutti i confronti elettorali».

02/07/2010 10.31

CONFESERCENTI: «POLITICA SCORRETTA, PENDOLARI PENALIZZATI»

Cresce la preoccupazione fra le piccole e medie imprese pescaresi del commercio, del turismo e dei servizi per l'improvvisa impennata di molte tariffe. Di questo malumore si fa portavoce Confesercenti.
«Aumentare il pedaggio autostradale e imporre nei fatti un nuovo costo a chi percorre l'asse attrezzato dall'entroterra vuol dire provocare un aumento del costo dei prodotti» spiega Bruno Santori, presidente provinciale di Confesercenti e componente della giunta della Camera di Commercio, «ma soprattutto questa decisione arriva nel momento peggiore per il turismo: gran parte dei fruitori delle spiagge pescaresi arriva dall'entroterra abruzzese e dal Lazio, e molte volte si tratta di pendolari. Non è difficile capire che per una famiglia normale arrivare a Pescara o Montesilvano diventa più costoso e che dunque sarà costretta a limitare le giornate trascorse al mare».
Anche sul piano dell'appetibilità del territorio, dice Santori, «prenotare una vacanza in questo tratto di riviera e immaginare di arrivarci in auto diventa più dispendioso. Dovremmo invece fare l'esatto contrario: rendere più facile arrivare sulla riviera abruzzese attraverso investimenti sia sulla rete autostradale che su quella ferroviaria. Altrimenti i turisti sceglieranno altre destinazioni».
Ma proprio mentre arriva il pedaggio, sulle imprese della provincia di Pescara rischia di abbattersi un'altra tegola, quella dell'aumento delle tariffe di acqua e rifiuti.

«In questi mesi le imprese hanno fatto grandi sacrifici e, pur di resistere alla crisi, hanno tenuto i prezzi bassi: basti pensare che le nostre associazione dei balneatori, Fiba, e dei pubblici esercizi, Fiepet, hanno bloccato i listini all'adeguamento Istat del 2009. Nei fatti, i prezzi sono fermi al 2006. Ma ora i costi per loro aumentano, e questo avviene a stagione già avviata: non si possono scaricare tutti i costi sulle imprese come se fossero un bancomat» dice il direttore provinciale di Confesercenti Gianni Taucci, «perché i margini di guadagno si sono praticamente azzerati».
Per questo dall'organizzazione che rappresenta le piccole e medie imprese della provincia di Pescara parte un appello a tutte le forze politiche: «Si torni subito indietro. Si annulli il pedaggio sull'asse attrezzato e si evitino gli aumenti di acqua e rifiuti. Stiamo entrando nella stagione clou del turismo» sottolinea Santori, «e aumentare i costi delle imprese a listini già fissati è una grande scorrettezza. La politica si metta una mano sulla coscienza e comprenda che queste tre decisioni, tutte assieme, rischiano di far collassare l'economia pescarese».

02/07/2010 14.31

ACERBO: «SI RICORRA AL TAR»

I presidenti delle province di Roma e Rieti, Zingaretti e Militi, hanno annunciato ieri che ricorreranno al Tar contro il balzello imposto dal governo sui pedaggi autostradali visto che non si può infatti trasformare una tariffa in una tassa.
«Invito il presidente della Regione Chiodi e quello della Provincia di Pescara Testa a imitare gli amministratori laziali», ha chiesto Maurizio Acerbo (Rc).
«Naturalmente l'invito è rivolto anche agli altri presidenti, in particolare Del Corvo che dovrebbe tutelare gli aquilani che fanno su e giù dalla costa nonché i tanti abitanti della sua provincia che lavorano a Roma. Spero che non si ripeta per l'ennesima volta la tragicommedia di un PDL abruzzese incapace di difendere gli interessi dei cittadini abruzzesi perchè timoroso nei confronti dei vertici romani. Sarebbe molto grave se Chiodi e Testa facessero propria la linea dell'ignavia propria dei parlamentari abruzzesi del centrodestra».
03/07/10 9.11