Urbanistica Pescara, presidente architetti: «non si può più rimandare»

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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PESCARA. Quale futuro urbanistico per Pescara? Se lo domanda il presidente dell'ordine degli Architetti, Gaspare Masciarelli.

PESCARA. Quale futuro urbanistico per Pescara? Se lo domanda il presidente dell'ordine degli Architetti, Gaspare Masciarelli.
La Regione Abruzzo ha in initere da diversi anni la redazione della nuova Legge Urbanistica Regionale non ancora promulgata. Uno stop che si trascina dietro una lunga serie di conseguenze.
Il presidente dell'Ordine degli Architetti di Pescara, Gaspare Masciarelli, intravede comunque «molte criticità» nell'ultima bozza presentata: «vi è un testo estremamente confuso nella sua applicabilità operativa, vi è una sottile volontà a delegare le scelte pianificatorie all'organo regionale e soprattutto, nel dettato disciplinare, viene completamente ignorata l'area metropolitana Chieti-Pescara, che strategicamente è l'area più importante della regione».
Così Masciarelli si domanda, in questo quadro, «come può l'amministrazione comunale che ha titolarità sulla materia, trovare in tempi brevi le modalità amministrative per riattivare questo comparto economico?»
Una occasione, secondo il presidente dell'Ordine, poteva essere il “Piano Casa”: «abbiamo apprezzato l'invito dell'assessore competente a discuterne i contenuti operativi ma le osservazioni da noi mosse non sono state recepite e conseguentemente le occasioni di operare con il Piano Casa sono limitate e non avranno effetti economicamente significativi per la città».
Ma Masciarelli parla anche di «carenza di opportunità edificatorie di un Prg ormai obsoleto», «carenza di nuova efficace pianificazione» e la «perdità di grandi opportunità» e cita ad esempio la zona degli ex mercati generali (ex Cofa) che insieme all'area dei vecchi depositi di petrolio, «ha una importanza strategica per l'area Metropolitana. Sono 16 anni che l'area è destinata a Piano Particolareggiato, mai posto in attuazione», sottolinea il presidente, «e nell'inerzia pianificatoria della varie Amministrazioni Comunali sono state attivate iniziative non adeguate alla vocazione del luogo come ad esempio la nuova caserma della Finanza, o la realizzazione di un capannone da parte della Camera di Commercio che senza una idea unitaria è un intervento slegato dal contesto. Altresì è possibile che i privati possessori di vecchi fabbricati dismessi si attivano con interventi di risanamento igienico (ne hanno facoltà) che negheranno qualunque futura opportunità di trasformazione».
E il rappresentante degli architetti, nella complessità urbanistica e per riattivare il mondo economico dell'edilizia, lancia l'idea della redazione di progetti speciali a scala urbana «che siano condivisi sia dalla amministrazione comunale, titolata a pianificare, e sia dagli interventori privati “condicio sine qua non” per dare fattibilità agli interventi».
«Il nostro territorio urbano», continua Masciarelli, «ha molte aree degradate che necessitano di una urgente trasformazione, non più procrastinabile nel tempo, e quindi si potrebbero attivare,- come prevedono i termini di legge ed in tempi brevi, azioni condivise di Project Finance, Programmi Complessi, che se redatti con la massima trasparenza amministrativa tra l'interesse pubblico e privato, con ampia evidenza pubblica e con la necessaria onestà intellettuale, possono essere una valida risposta alle criticità della nostra città».
Non trascurabili, infine per il presidente, anche altri fondamentali ed ineludibili temi: tra gli altri la mobilità urbana, la sostenibilità, la perequazione, il rapporto tra città campagna, lo sprawl urbano.

01/07/2010 12.02