Crisi al Comune di Casalbordino, il bilancio non passa ma sindaco non molla

Alessandro Biancardi

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CASALBORDINO. Otto consiglieri approvano il bilancio di previsione, altrettanti no, ma il sindaco di Casalbordino, non getta la spugna.



Ieri mattina dopo aver detto sì al conto consuntivo e agli allegati di bilancio, quattro consiglieri, solo due dei quali formalmente usciti dalla maggioranza, hanno votato contro lo strumento contabile di previsione: si tratta di Giuliano Di Rito, Sara Bernardo, Giuseppe Scafetta e Luca Romano, i primi due ancora in quota Pd, il partito del sindaco, Remo Bello.
Quest'ultimo, all'esito della votazione, ha detto: «Chi vota contro deve uscire allo scoperto presentando una mozione di sfiducia, senza nascondersi dietro un bilancio che non gli piace. Ad ogni buon conto, assieme alla giunta, ho già provveduto a deliberare un nuovo schema di bilancio, con alcuni correttivi su turismo, cultura e sociale».
Sono stati stanziati anche 3000 euro per l'intitolazione dell'auditorium al maestro di musica, Tito Molisani.
Adesso chi vuole può presentare emendamenti: entro un mese il bilancio tornera' all'esame del consiglio comunale.
«Io non mi dimetto e continuo a lavorare nell'interesse dei cittadini», ha detto Bello.
Bernardo, assessore con varie deleghe, tra cui quella del turismo fino ad un anno fa, contesta, tra le altre cose «la straordinaria capacità del rimandare tutto all'ultimo momento, è chiaro l'atteggiamento e la volontà di lasciare le cose così come sono, perché il dialogo, la condivisione e la collegialità non rappresentano i pregi più caratterizzanti del sindaco; fatto alquanto strano, visto che abbiamo fatto una campagna elettorale dove si sbandierava l'abbattimento del muro tra cittadino e istituzione puntando tutto sulla comunicazione».
La consigliera nell'autunno scorso, in occasione dell'approvazione del bilancio aveva annunciato che avrebbe votato a favore «spinta dal senso di responsabilità verso il mio paese e per dare una possibilità in più alle persone di Casalbordino, evitando il commissariamento. Mi sono affidata al buon senso del sindaco, ma a distanza di un anno evidenzio ancora una mancanza di programmazione e di indirizzo, staticità amministrativa, peggioramento dei rapporti nella maggioranza avvallato dal fatto che i consensi ormai si chiedono tra le file della minoranza, pur di rimanere a galla».

01/07/2010 10.27