Sanità. Centro diurno l’Airone: 6 mesi senza stipendio

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Sei mesi senza stipendi: «inspiegabilmente» la Asl di Pescara non paga le fatture da dicembre del 2009 e così il personale del Centro diurno e della Casa famiglia (gestione della cooperativa l’Airone) lavora per puro spirito di abnegazione.


E' la denuncia di Carlo Di Berardino, lo psicologo che ha lanciato un appello per la sopravvivenza di questa struttura di riabilitazione psichiatrica.
«Addirittura», dice, «sono stato costretto ad anticipare di tasca mia i soldi per i pasti dei 25 ospiti. Così non si può andare avanti».
Avanza anche a Pescara la sindrome Villa Pini, dove gli stipendi sono stati latitanti per un anno?
Abbiamo girato la segnalazione al manager Asl Claudio D'Amario.
«Conosco il Centro diurno, ma non posso sapere su due piedi la situazione dei pagamenti – ci ha spiegato telefonicamente - tutto dipende dal Dipartimento che controlla le fatture e posso assicurare che fin da domani mattina (oggi per chi legge, ndr) solleciterò il dottor Di Fonzo per avere una risposta. Posso solo presumere che ci siano stati problemi di natura burocratica. Se sono risolvibili subito, li risolveremo». La protesta del Centro diurno però non è limitata solo agli stipendi.
«C'era stata la promessa di rinnovare gli arredi e di sistemare bagni e cucina – continua Di Berardino – ma non si è visto nessuno. Come se questa struttura che costa poco e rende molto in termini di assistenza, visto che evita decine e decine di ricoveri, non fosse valutata per quello che può offrire in termini di risparmio sulla spesa sanitaria. Inspiegabile anche questo».
Nato nel 1999, forse il primo in Abruzzo, questo Centro si è distinto negli anni anche per una serie di pubblicazioni che hanno illustrato in modo scientifico il lavoro di recupero che viene svolto sui pazienti in cura nei Centri di igiene mentale.
«Questi pazienti che noi assistiamo – continua lo psicologo Di Berardino – vengono da una storia di 4-5 ricoveri l'anno: da quando sono ospitati qui i ricoveri sono stati azzerati e il 50% di questi ospiti oggi lavora. C'è poi un altro progetto in corso, quello degli appartamenti in cui sono ospitati 8 pazienti a costo zero per la Asl e che è stato recepito dal Piano sanitario, ma senza concreta successiva attuazione. Forse perché non ci si guadagna niente?».
Insomma una collaborazione pubblico-privato che ha prodotto buoni risultati sul territorio ed il recupero di molti malati mentali, con soddisfazione delle famiglie. «Perché tanta indifferenza?» si chiedono i responsabili della cooperativa l'Airone.
L'indifferenza qualche volta uccide e l'Airone non gode di ottima salute.
s.c. 01/07/2010 9.17