Evasione, 29 indagati tra big dell'imprenditoria abruzzese

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Società che si sospettano fittizie, “esterovestite”, e che sarebbero soltanto lo strumento per portare capitali all’estero. Una pratica non nuova e molto diffusa in tutta Italia ma illecita. * ALLEGRINO SI AUTOSOSPENDE DALL'IDV
Sarebbero una trentina le persone indagate nell'inchiesta partita da qualche settimana dalla procura di Pescara e che qualche giorno fa si è manifestata con una serie di perquisizioni e sequestri in una cinquantina di sedi di società sparse in Abruzzo, nella provincia di Pescara, ma anche Chieti, e in altre regioni d'Italia.
La guardia di finanza ha sequestrato una serie di documenti contabili che dovrebbero servire a capire e ricostruire la vita amministrativa nel dettaglio delle società prese di mira.
I nomi trapelati non sono ancora tutti. Per ora si parla di Paride Albanese, storico imprenditore della moda che lo scorso anno chiuse i battenti al negozio di via Nicola Fabrizi a Pescara ma che nel frattempo si era allargato in altri stati Europei facendo fortuna.
Si parla poi di Vincenzo Marinelli e figlia, imprenditori della sanità ma anche Roberto Epifano, della concessionaria Citroen sulla Tiburtina e di Alimonti, titolare dell'omonimo molino di Ortona. E poi anche Luca Spadaccini, commerciante.
Un altro Spadaccini, Giuseppe, imprenditore aereo si ritrova invece in un'altra inchiesta aperta oltre quattro anni fa e che contestava reati simili di quella più recente: società esterovestite e operazioni che la procura sospetta fittizie.
Insomma il sospetto è quello di aver sottratto al fisco somme ingenti.
Di quella indagine su Giuseppe Spadaccini non si sa più nulla e potrebbe essersi ridotta a reati finanziari anche se inizialmente gli inquirenti cercavano qualcosa di più riuscendo a scoprire che l'imprenditore, grande amico di Sabatino Aracu, condivideva proprio con lui un appartamento con segretaria nel quale avevano sede alcune società dell'uno e dell'altro.
Un appartamento nel centro della principale città dell'isola portoghese di Madeira, paradiso fiscale. Ed è proprio qui che anche gli altri imprenditori, secondo l'accusa, avrebbero posto la loro attenzione per cercare di portare capitali all'estero e pagare meno tasse attraverso i buoni uffici di alcuni professionisti. Con Spadaccini era coinvolto anche il commercialista teatino Giacomo Obletter.
Ritornando alle verifiche più recenti risultano indagati anche altri imprenditori tra i quali anche i fratelli Fioravante e Antonella Allegrino, quest'ultima consigliere provinciale a Pescara per l'Idv e candidata del centrosinistra in diretta concorrenza con l'eletto Guerino Testa, ed il commercialista Luca Del Federico.
Tra gli indagati ci sarebbero anche altri commercialisti dell'area teatina che secondo il teorema dell'accusa avrebbero fornito consulenza e realizzato materialmente la frode fiscale.
L'inchiesta è coordinata dal pm Paolo Pompa, il lavoro di verifica è appena all'inizio ed è probabile che la mole di documenti sequestrata dovrà essere vagliata e studiata da diversi periti che dovranno dipanare una matassa non semplice.
La tecnica, infatti, era semplice e si poneva l'obiettivo di portare capitali all'estero ed evadere Iva, ma non solo; occorreva una società, magari costituita ad arte con sede nel paradiso per emettere fatture per servizi o merce inesistente che veniva poi pagata, in questo modo la società reale si svuotava e quella fittizia, con sede nel paradiso di Madeira, si riempiva. Il risultato era… meno tasse per tutti.
Per ora solo ipotesi e qualche indizio, nulla di più ed è probabile che se ne saprà di più tra qualche mese.
01/07/2010 8.54

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ALLEGRINO SI AUTOSOSPENDE


Antonella Allegrino, caso più unico che raro in un Abruzzo decapitato dalle inchieste giudiziarie, ha deciso di lasciare l'incarico di capogruppo e di auto sospendersi dal gruppo dell'Italia dei Valori in seno al Consiglio Provinciale.
Una scelta non facile, maturata dopo le notizie sul coinvolgimento delle aziende del suo gruppo di famiglia nell'indagine della Procura di Pescara su presunte attività di evasione fiscale.
«Confido che la mia posizione venga chiarita al più presto possibile», ha detto Allegrino che ha spiegato di non occuparsi direttamente delle attività commerciali sui mercati internazionali.
Una decisione maturata, spiega, «per evitare ogni possibilità di strumentalizzazione»
Esprime apprezzamento per il gesto della collega di partito il senatore Alfonso Mascitelli: «dimostra un grande rispetto per le istituzioni e sensibilità verso gli ideali del nostro partito. Abbiamo piena fiducia per il lavoro della magistratura e alla Allegrino, che si è sempre distinta con competenza e passione per le sue iniziative all'interno dell'istituzione provinciale, le auguriamo di poter
chiarire al più presto la propria posizione».
«Dispiace constatare», chiude Mascitelli, «che se analoga sensibilità fosse presente nella classe politica di centrodestra avremmo un governo nazionale dimezzato e un governo regionale con diversi componenti in meno».

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