Donna morta in ex comitato elettorale: è omicidio, arrestato il convivente

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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Donna morta in ex comitato elettorale: è omicidio, arrestato il convivente
SPOLTORE. Una morte ancora tutta da chiarire, poche certezze e tanti dubbi. Al vaglio degli inquirenti più ipotesi ma per il momento è riserbo assoluto. (Foto: Michele Raho)
Ieri sera dopo le 21 è arrivata una telefonata alla questura di Pescara che segnalava un accoltellamento. Gli agenti della polizia, coordinati dal dirigente Nicola Zupo, si sono precipitati sul posto di cui parlava il telefonista anonimo: la ex sede del comitato elettorale di Marino Roselli al confine tra Pescara e Villa Raspa di Spoltore, tra via Europa e via Italia.
All'interno della sede chiusa, dai vetri, gli agenti hanno visto una donna riversa per terra e sono stati costretti a sfondare la vetrina.
La donna era senza vita, al momento non si conosce l'identità ma pare sia di origine rumena, poco più che 50 enne. Incerte le cause del decesso perchè non sarebbero state trovate tracce di violenza.
Al momento gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi, dal dramma della povertà all'omicidio per ragioni ancora oscure.
E' al vaglio anche la posizione del convivente della vittima, che sarebbe stato trovato anche lui all'interno della struttura, ma al momento non ci sarebbe alcun indagato.
Il luogo del ritrovamento è l' ex comitato elettorale di Marino Roselli, dismesso da tempo e con al suo interno ancora tavoli e sedie utilizzate in occasione della campagna elettorale, luogo di passaggio perché situato ad un crocevia trafficatissimo e dove campeggia ancora un cartellone elettorale ben visibile.



Resta anche il mistero di come la donna si sia introdotta all'interno e dove sia morta. E' probabile che se di suicidio o di omicidio si tratti il tutto debba essere avvenuto all'interno della struttura.
Di certo la porta era chiusa, la donna aveva dunque le chiavi con sé o si è introdotta da un ingresso alternativo?
L'autopsia verrà effettuata questa mattina dal medico legale Cristian D'Ovidio ed è probabile che le risultanze potranno fornire ulteriori dettagli utili circa l'ora del decesso e le cause.
Sul posto è intervenuto anche il 118 e ad una prima ricognizione gli operatori non avrebbero rinvenuto segni di violenza.
01/07/2010 8.23

LA SVOLTA IN TARDA MATTINATA


C'è una svolta decisa nel caso della romena morta. La polizia avrebbe arrestato una persona accusata di omicidio in seguito ad alcuni riscontri emersi dalle indagini che sono andate avanti senza sosta da ieri sera. Si tratterebbe di omicidio, dunque, e non di morte accidentale o suicidio come pure si pensava.
Al momento non sono emersi ulteriori particolari. Nelle prossime ore se ne saprà di più.

01/07/2010 15.28

DELITTO D'IMPETO PER L'ENNESIMA LITE PER IL CIBO

Un dramma della miseria. Una lite scoppiata probabilmente per la mancanza di soldi e per l'impossibilità di comprare cibo e sigarette.
Una morte dovuta allo strozzamento prolungato in un ambiente squallido e fatiscente.
È morta così Angela Mihalova Nijinic, ieri pomeriggio tra le 16 e le 18 aggredita dall'uomo con il quale viveva da almeno cinque anni, il bulgaro Georgiev Rashev, 57 anni, sottoposto a stato di fermo intorno alle 15 di questo pomeriggio e trasferito nel carcere di Pescara in attesa dell'interrogatorio di garanzia previsto probabilmente per sabato mattina.
Un caso risolto in tempi record che a quanto ha raccontato il dirigente della squadra mobile, Nicola Zupo, è stato chiaro fin da subito dalle testimonianze delle persone sul posto e soprattutto da quella del figlio dell'omicida il quale ha avvertito la questura con una telefonata intorno alle 21 di ieri. Quello che mancava all'ipotesi erano le prove che gli inquirenti hanno poi trovato nel referto medico dell'anatomopatologo, Cristian D'Ovidio, che questa mattina ha effettuato l'autopsia.
Dal referto emerge che la donna è morta per arresto cardiaco da compressione del nervo vagale che controlla diverse funzioni vitali e che, se premuto con le dita molto a lungo, può causare la morte.
Dopo l'autopsia, dunque, tutto è stato molto più chiaro e la polizia, coordinata dal sostituto procuratore Anna Rita Mantini, ha proceduto con il fermo dell'indiziato ritenendo di avere sufficienti prove.
Fin da subito c'erano alcuni indizi che hanno fatto pensare all'omicidio: per esempio alcuni segni sui polsi della vittima, piccoli ematomi e lividi vicino alle gambe come di chi viene trattenuto con forza in una colluttazione.
Inoltre c'era la testimonianza del figlio dell'indagato che aveva raccontato subito agli inquirenti che il padre -con il quale non si sentiva molto spesso- lo aveva chiamato in stato di agitazione e lo aveva pregato di andare subito da lui, al più presto altrimenti non l'avrebbe trovato.
Quando è arrivato nello stabile fatiscente e abbandonato il figlio ha subito capito la tragedia che era appena successa con la donna riversa per terra e senza vita.
La polizia ha poi capito che l'omicida -che pare non abbia pronunciato una sola parola da ieri sera in preda ad un fortissimo shock (è stato aiutato dagli agenti ad uscire)- sarebbe rimasto prigioniero nel locale dal quale la coppia entrava da una piccola finestra per una ferita al ginocchio.
La donna romena ed il bulgaro erano in Italia ormai da molto tempo ma pare fossero note alle forze dell'ordine perché il loro rapporto aveva già richiesto più di una volta l'intervento della Squadra volante della questura alcuni mesi fa sulla strada parco.
La loro era una vita fortemente disagiata, senza una casa e senza i sostentamenti minimi. Da alcuni mesi vivevano all'interno dell'ex comitato elettorale ed alcuni vicini li vedevano spesso rientrare dal retro nelle ore notturne.
Un posto squallido e privo di tutto e due piumini come materasso.
Il presunto omicida nel 2004 era già stato ricoverato nel reparto di psichiatriaa Pescara.
Il figlio dell'uomo, invece, che ha collaborato fin da subito con gli inquirenti ed è perfettamente integrato, pare non abbia tentato di salvare e scagionare il padre in qualche modo.

01/07/2010 17.07





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