Filovia: nessuna risposta sul caso Taraborrelli e la Gtm nega gli atti

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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Filovia: nessuna risposta sul caso Taraborrelli e la Gtm nega gli atti
PESCARA. Tre settimane non sono bastate al sindaco Luigi Albore Mascia per rispondere a 10 domande sul conflitto d’interessi del dirigente dei lavori pubblici Taraborrelli. *LE DIECI DOMANDE IGNORATE DAL SINDACO MASCIA
Lo stesso tempo non è bastato al consigliere Lorenzo Sospiri (Pdl) a far uscire dalle stanze del Comune un documento chiarificatore e non segreto.

Si tratta della richiesta, presentata al Comune dal dirigente Taraborrelli, a svolgere anche l'attività di direttore dei lavori della filovia come ingegnere libero professionista.
Un incarico quello di direttore dei lavori della filovia che ha assunto nel 2005 nominato dal CdA della società d'ingegneria regionale (Sir) da egli stesso presieduto.
La stessa situazione si era creata a Montesilvano, dove il dirigente Taraborrelli aveva presentato la richiesta di autorizzazione a svolgere la propria attività come libero professionista solo 13 mesi dopo l'assunzione come dirigente ai lavori pubblici.
Secondo la dirigente del personale del Comune di Pescara, Maria Gabriella Pollio, l'autorizzazione sarebbe stata concessa con il silenzio assenso anche se in questo caso l'incarico era già in essere quando Taraborrelli è stato chiamato da Mascia a Pescara.
Il documento che però Sospiri fatica a far uscire è la semplice richiesta firmata da Taraborrelli.
Più volte sollecitato, Taraborrelli non ha risposto e ha preferito passare la palla all'amministrazione.
Una storia che pare non interessi a nessuno e che tutti preferiscono schivare.
Eppure sono molte le cose da chiarire, per esempio in che modo Taraborrelli è stato chiamato dal Comune di Pescara a svolgere incarichi, consulenze, direzioni lavori per un totale di 1,7 mln di euro in 11 anni. Una situazione che ha spazientito anche i colleghi ingegneri, finiti a scrivere un esposto per denunciare il fatto che a lavorare con l'amministrazione venissero chiamate sempre le stesse persone. Un esposto per ora senza esito.


NESSUNA RISPOSTA, NESSUN OBBLIGO

Anche il sindaco ha glissato le domande dal vivo. «Me le mandi via mail» ha detto mentre terminava una intervista tv nella propria stanza. Le domande, inviate all'ufficio stampa del Comune il 3 giugno scorso, sono state ignorate dopo giorni di tentativi respinti e risposte evasive e dilatorie. Eppure quell'ufficio stampa del Comune ( e non della maggioranza pro tempore), istituito con una determina del Capo di Gabinetto all'indomani delle elezioni per 55mila euro annui, dovrebbe avere il compito di facilitare le relazioni tra i giornalisti, i cittadini e i politici mentre in questo caso pare serva ad evitare contatti.
Il diritto di sapere dei cittadini è bello che sepolto e nessuno ricorda più le belle e facili parole della squadriglia di Mascia quando era all'opposizione e si scagliava contro le malefatte di D'Alfonso.
Intanto sul caso c'è l'interrogazione del Pd.
La risposta scritta sarebbe dovuta arrivare ieri (a 20 giorni dalla presentazione) ma pare non sia prassi rispettare i tempi dettati dalla legge.
Nemmeno l'opposizione batte i pugni sul tavolo.
Chi cerca i documenti e le risposte sembra venire da un altro pianeta.
«Ma l'avete preso di punta Taraborrelli?», ha chiesto il consigliere Camillo D'Angelo firmatario dell'interrogazione del Pd.
Tutti tacciono su un caso che è l'emblema in piccolo di un cancro che divora lentamente il Paese: conflitti di interesse ed amministrazioni opache.

LA GTM: «IL CONSIGLIERE COMUNALE NON PUO' SINDACARE NOSTRI ATTI»

La mancata trasparenza sul caso Taraborrelli non è l'unica pagina cupa del libro sulla filovia.
Mano a mano che si scava e si cerca, la vicenda dei documenti sull'opera diventa un giallo nonostante le migliaia di euro spesi per siti internet e brochure per fare trasparenza.
E' sempre difficile reperire carte ufficiali che riguardino l'opera.
Qualche volta, in questi anni, i consiglieri sono stati chiamati a votare, a modificare, a rivedere qualcosa senza aver idea del progetto esecutivo. In pochissimi lo conoscono.
A far domanda di molti documenti alla Gtm, con un'ufficiale richiesta di accesso agli atti, è stato il consigliere comunale di Montesilvano, Gabriele Di Stefano (Pd).
Secondo la Gtm però i consigliere non ha diritto di «sindacare atti di una società non sottoposta al controllo dell'amministrazione comunale» ed ha negato l'accesso agli atti con un foglio impreziosito da innumerevoli citazioni di leggi e decreti.
Dice bene la Gtm perché infatti la società Gtm (a capitale totalmente pubblico della Regione Abruzzo) è sotto il controllo di tutti i cittadini e non solo sotto quello del consigliere di Montesilvano.
Ma i documenti non escono fuori. Perché?
Intanto il Comune di Montesilvano ha però tirato fuori dal cilindro un cd con il progetto esecutivo la cui consultazione è riservata al consigliere e «non cedibile a terzi» in nome del copyright.
La giustificazione più in voga al momento come non aveva mancato di sottolineare il presidente della Gtm, Michele Russo, nonchè curatore della campagna pubblicitaria del Filò con la sua agenzia di comunicazione Mirus.
Il perché di tanto lassismo, disinteresse e chiusura rimane un mistero per ora.

Manuela Rosa 30/06/2010 9.54

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*LE DIECI DOMANDE IGNORATE DAL SINDACO MASCIA


- A Suo avviso, gli incarichi svolti da Taraborrelli come dirigente dei Lavori Pubblici del Comune di Pescara e come direttore dei lavori della filovia (per conto della Sir) sono incompatibili?

- La direzione dei lavori di un cantiere come quello della filovia, può essere considerato una prestazione occasionale?

- Su quali basi normative il Comune ha rilasciato l'autorizzazione a Taraborrelli a svolgere l'incarico come libero professionista (visto che pare sia stata rilasciata secondo le informazioni di Sospiri)?

- Nell'iter procedurale e nello svolgimento dei lavori, Taraborrelli ha rivestito e/o rivestirà contemporaneamente i ruoli di controllore e controllato? Se sì, in quali momenti?

- Nella situazione in cui ora è Taraborrelli, ovvero quella di rivestire due ruoli, riesce a tutelare anche l'interesse del Comune?

- Abbiamo visto che Taraborrelli in 10 anni ha avuto incarichi molteplici di direzione lavori: come è stato scelto? Chiamata diretta o selezione pubblica?

- Su Taraborrelli ha aperto una inchiesta interna?

- Ci può dire le ragioni nel dettaglio che l'hanno indotta a scegliere proprio l'ingegner Bellafronte Taraborrelli nonostante le polemiche di cui già era stato oggetto a Montesilvano?

- Visto che Comune ha aperto una selezione per la creazione di una lista di professionisti cui affidare i lavori di direzione lavoro e sicurezza nei cantieri, quali sono le esigenze alla base e quali gli obiettivi di questa lista? Come sono stati scelti fino ad oggi?
Che fine ha fatto quello bandito da D'Alfonso due anni fa? E' mai servito?

- E' vero che per affidare all'esterno tali incarichi bisogna però che all'interno del Comune non vi siano specifiche competenze interne? Dunque il Comune non è dotato di personale sufficiente per curare tutti i lavori?

30/06/2010 10.15