Pietro Taricone, l'ultimo viaggio verso la sua Trasacco

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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Pietro Taricone, l'ultimo viaggio verso la sua Trasacco
TRASACCO. Si è conclusa poco dopo le 17.30 di ieri, nella cappella dell'ospedale di Terni, la cerimonia religiosa strettamente privata voluta dalla famiglia di Pietro Taricone. (Foto:Antonio Oddi)* DAL 2000, 10 ANNI DI SUCCESSI. SAVIANO: «MI MANCHERA'»
Poi c'è stato il trasferimento del feretro dell'attore a Trasacco, vicino all'Aquila, suo paese di origine. Nella bara, Taricone è stato deposto con indosso la tuta da paracadutista e le scarpe da Trekking.
A officiare quello che è stato definito dai familiari dell'ex concorrente del Grande fratello «un momento di preghiera» è stato il cappellano dell'ospedale, Dumitru Podac, il quale ha spiegato che si è trattato di esequie senza l'eucarestia.
I congiunti di Taricone hanno chiesto anche ai giornalisti di tenersi a distanza.
Il feretro era arrivato in chiesa intorno alle 16 dopo gli ultimi adempimenti medico-legali. Tra i presenti, i parenti più stretti, alcuni amici, due o tre personaggi del mondo dello spettacolo, come Marina La Rosa, che con Taricone aveva partecipato al reality e aveva stretto un'amicizia solida anche dopo le comparsate in tv.
Alla cerimonia c'erano anche il produttore Domenico Procacci, e l'attore Rolando Ravello.
«Tutto il mondo dello spettacolo si è stretto intorno a Pietro in questi due giorni - ha detto quest'ultimo ai giornalisti - ma oggi è stato rispettato il volere dei familiari di una cerimonia senza clamori».
La compagna, l'attrice Kasia Smuntiak, ha preferito non portare la figlioletta della coppia, Sophie, di 6 anni.
Il sacerdote ha riferito che nessuno ha parlato durante la cerimonia:
«Hanno preferito ascoltare la voce dell'aldilà - ha detto - magari proprio la voce di Pietro».
Poi però la Smuntiak ha voluto ringraziare tutti quelli che in questi giorni si sono stretti intorno alla famiglia
«Mi sta arrivando tanto dolore per la scomparsa di Pietro. Sento che lui sarebbe così felice. So che lui ci sta guardando, e che sarà sempre con me. Lo so». «Chiunque lo abbia conosciuto ha capito che era una persona speciale, era veramente unico. Lui – ha continuato a fatica Kasia parlando con l'Ansa - era sempre molto riservato, sensibile e molto schietto. Io sono stata la più fortunata perché l'ho avuto per otto anni tutto per me. Sono molto sorpresa dell'affetto e dell'amore di tanta gente, anche da persone che non mi sarei aspettata. Mi sta arrivando tutta questa forza. Mi sento veramente di dover ringraziare tutti».
La loro figlia, Sophia, nata sei anni fa, non sa ancora nulla della morte del padre:
«Era venuta con noi. Lei è sempre con noi - dice Kasia - ma grazie a Dio non ha visto niente, non si é resa conto di nulla. La preparerò io».




L'ULTIMO VIAGGIO VERSO TRASACCO

Poco dopo le 17 la salma di Taricone ha lasciato l'ospedale Santa Maria di Terni per Trasacco paese nativo dei genitori dell'attore, Rita e Francesco, dove Pietro ha trascorso alcuni anni della sua infanzia, per essere tumulata nella tomba di famiglia.
Il piazzale del cimitero in località Vallefredda, alle porte di Trasacco, era gremito di tantissime persone in attesa dell'arrivo del feretro.
Alcuni hanno abbandonato il cimitero dichiarando che non avrebbero resistito al dolore.
Tra due ali di folla, scortata da una macchina dei carabinieri, è arrivata l'auto con la salma di Pietro Taricone.
Applausi scroscianti da parte della gente, ma anche tante lacrime: il carro funebre si è fermato per permettere agli amici di Pietro di portare la bara a spalla dentro al cimitero.
Il feretro è stato posto a qualche metro dall'ingresso esterno del cimitero: ad accoglierla l'anziana nonna che tra le lacrime è riuscita solo a dire «Pietro, amore mio, cosa mi hai fatto...».
Assente come previsto la compagna Kasia Smutniak ma tutto il paese si è stretto intorno ai genitori.
A seguito della morte di Taricone, il sindaco di Trasacco Gino Fosca ha proclamato il lutto cittadino per l'intera mattinata di oggi.
La decisione del lutto cittadino, come affermato nell' ordinanza è stata presa «in considerazione del gravissimo lutto che ha colpito la nostra cittadinanza per la perdita del noto attore Pietro Taricone, a seguito di un gravissimo incidente che lo ha visto coinvolto nella cittadina di Terni durante una esercitazione di paracadutismo; presso atto dello sgomento che la perdita di questo giovane ha creato nell' intera comunità di Trasacco, paese natale dei suoi genitori, al quale egli si è sempre mostrato legato e che ha permesso di far conoscere ovunque, grazie alla sua raggiunta popolarità; ritenuto che sia doveroso manifestare ufficialmente il cordoglio dell' intera comunità e la vicinanza ai parenti della giovane vittima, decreta di prclamare il lutto cittadino».



25 TRASFUSIONI

«E' stato fatto tutto quanto era possibile e l'ospedale di Terni ha lavorato al meglio delle sue possibilità», ha ribadito ieri il direttore generale dell'azienda ospedaliera Gianni Giovanni commentando gli interventi messi in atto per il soccorso a Taricone.
L'attore è stato sottoposto a una operazione alla quale hanno collaborato le equipe di chirurgia generale, vascolare e di neurochirurgia oltre agli specialisti in rianimazione, radiologia e quelli del servizio trasfusionale.
Decine di medici e infermieri che hanno collaborato per le oltre nove ore dell'intervento.
A Taricone sono state tra l'altro trasfuse 25 sacche di sangue per fronteggiare le emorragie legate alla caduta.
«Sono state adottate - ha spiegato ancora Giovannini - tutte le soluzioni che potevamo, con le migliori professionalità del nostro ospedale. Tutto è stato però purtroppo inutile».
Il direttore ha spiegato anche che se nel caso l'attore fosse riuscito a passare la notte sarebbe rimasto comunque paralizzato e lo avrebbe atteso una vita «vegetativa».

30/06/2010 8.16

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DAL 2000, 10 ANNI DI SUCCESSI. SAVIANO: «MI MANCHERA'»


ROMA. Era il 14 settembre del 2000 quando 10 perfetti sconosciuti, tra cui Pietro Taricone, varcarono la casa, che non solo sarebbe diventata la loro per 3 mesi, ma di tutti gli Italiani.
Baciata da un successo senza precedenti, testimoniato dai 16 milioni di spettatori che hanno seguito la puntata finale dell'edizione, sommersa anche dalle critiche, la prima edizione del Grande Fratello, condotta da Daria Bignardi e da Marco Liorni nelle vesti di inviato, ha aperto la strada ad un genere televisivo così controverso qual é quello del reality show, che ha fortemente mutato l'intero costume e l'intera società televisiva e non della penisola.
L'interesse per quella prima edizione rimane ineguagliato, come testimonia oggi la commozione per la morte del suo principale protagonista che sul suo profilo Facebook vede in un solo giorno oltre 70 mila iscritti e un diluvio di lacrime.
Molti personaggi pubblici hanno ritenuto di doversi esprimere in merito al Grande Fratello, non raramente utilizzando questo argomento per comunicare prese di posizione rispetto a temi più ampi relativi alla comunicazione e al significato dei media.
La trasmissione ha ricevuto commenti di natura estremamente diversa. Lo si è equiparato all'estremo della televisione trash; lo si è considerato come una sorta di esperimento sociologico; lo si è visto come un'icona e un simbolo del mondo moderno, e di certo il suo successo offre uno specchio della frivolezza dilagante, vista come illusione creata dalla televisione (si veda anche il film The Truman Show).
Ma i concorrenti della prima edizione, e Taricone prima di tutti gli altri, rimarranno quelli forse più autentici e amanti anche per la loro ingenuità.
Loro che andavano in bagno pensando di poter fare le confidenze più segrete senza essere spiati. Pietro e Cristina che per darsi un bacio hanno fatto un discorso lungo 4 ore e poi messo da parte l'imbarazzo ce l'hanno fatta.
Roba da far impallidire i concorrenti delle ultime edizioni che passavano da un letto all'altro senza avere il minimo pudore. Si è assistito a baci tra donne, c'é stato chi come Gabriele la donna diventata uomo ha raccontato davanti a milioni di telespettatori la storia che l'ha portata a cambiar sesso. I concorrenti del primo Gf cercavano di spogliarsi evitando le telecamere. Hanno però aperto e segnato un'era che, non è dato sapere, quando terminerà. Per ora scompare il suo primo protagonista.
«Il mondo dello spettacolo non ha ignorato Pietro. Semplicemente i personaggi pubblici a lui vicini hanno rispettato il volere della famiglia ed e' per questo che non sono accorso qui a Terni», ha detto ieri l'attore Rolando Ravello, noto per aver rivestito il ruolo di Marco Pantani.
«Da ieri - ha detto - tantissime persone chiamano chiedendo di poter partecipare all'ultimo saluto a Pietro, ma hanno voluto rispettare il volere della famiglia di potere svolgere la funzione in forma strettamente privata ed e' per questo che non sono qui».
A ricordare il ''gieffino'' è stato anche lo scrittore napoletano Roberto Saviano: «sono profondamente addolorato per la sua scomparsa. Abbiamo frequentato a Caserta la stesso liceo scientifico Diaz. Lo ricordo quando eravamo adolescenti, lui era rappresentante di istituto, un ragazzo carismatico, solare e un po' guascone. Nella Caserta di quegli anni la sua ribalta sconvolse tutti, si sentì aggredito dal successo». E Ancora: «Amava volare, perchè il cielo non tradisce. A tradirlo e' stata la terra».
Saviano ha anche raccontato che qualche tempo fa, dopo gli attacchi ricevuti dal premier Berlusconi Taricone lo ha difeso pubblicamente: «non ho fatto in tempo a ringraziarlo di persona», ha chiuso il 'padre' di Gomorra.
«I miei ricordi di Pietro sono quasi tutti legati al 'Grande Fratello' perchè, a parte una cena insieme dopo quell'edizione, non ci siamo frequentati mai in privato. Era un uomo carismatico e colto», ha ricordato invece Cristina Plevani, l'ex vincitrice della prima edizione del Gf. «Ora che non c'è più tutti lo osannano, anche se sui giornali in passato lo hanno criticato molto per la sua forte 'meridionalità. È il momento di lasciarlo in pace».

30/06/2010 8.36