Aca e gli storni selvaggi: bastava una telefonata…

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

7804

PESCARA. Lo scandalo nuovo di zecca che travolge l’Aca ha un unico filo conduttore: quello del telefono. Attraverso il telefono gli amici degli amici chiamavano e sollecitavano una visita urgente per sospetta perdita o mal funzionamento dei contatori.
PESCARA. Lo scandalo nuovo di zecca che travolge l'Aca ha un unico filo conduttore: quello del telefono. Attraverso il telefono gli amici degli amici chiamavano e sollecitavano una visita urgente per sospetta perdita o mal funzionamento dei contatori.





L'Aca si precipitava a mandare tecnici che riuscivano sempre a trovare perdite e contatori che funzionavano male e così scattavano gli storni selvaggi.
Si faceva una nuova fattura, dello stesso importo di quella emessa per il pagamento, ed il risultato era sempre che il totale dovuto era pari a zero.
Come se nulla fosse, come se l'acqua non fosse stata erogata.
Storni reali ma con pretesti virtuali, ritiene la procura di Pescara, cioè inventati sulla carta per attribuire veri e propri bonus a determinate persone che siano privati “illustri” o ditte importanti, oppure imprese operanti nel settore del commercio.
Dopo le perquisizioni sono arrivati gli avvisi di garanzia per il presidente dell'Aca Ezio Di Cristoforo, per il direttore tecnico, Lorenzo Livello, il responsabile fatturazione Aca e consigliere del Pd alla Provincia di Pescara, Giancarlo Gennari, il tecnico idraulico Giancarlo Ceci.
Pare proprio che tutti quelli che contano avevano il proprio sconto: da poche decine di migliaia di euro fino a toccare punte per maxi storni selvaggi anche di oltre 150mila euro.
Un vero regalo con i fiocchi.
Bastava una telefonata ed il meccanismo rodato si attivava.
Non mancano ovviamente politici nella lista anche se per la maggiore vanno gli imprenditori: ce ne sono di tutti i tipi e di tutti gli schieramenti.
Sono molte le domande a cui dovrà rispondere l'inchiesta e una su tutte: perché avvenivano gli storni ed in così grande quantità? Si trattava di fare solo un “favore” o c'era un vero e proprio scambio?
Certo, chi poteva beneficiare di non pagare l'acqua poteva avere la memoria più vivida nel segreto dell'urna e magari anche per questo è nata la locuzione “partito dell'acqua” che ha fatto la fortuna di politici come Donato Di Matteo o D'Ambrosio da Pianella eletto persino in Parlamento.
Ma gli storni potrebbero trasformarsi anche in qualcosa di più, si tratta solo di capire fino a che punto la politica è riuscita a spingersi.
Al vaglio della procura ci sono centinaia di operazioni tutte effettuate con gli stessi metodi e con le stesse motivazioni o pretesti.
Forse troppo blandi persino per il presidente dell'Aca, Ezio Di Cristoforo che nelle interviste rilasciate a PrimaDaNoi.it ha subito messo le mani avanti ricordando come proprio lui ha voluto fortemente una delibera che inchioderebbe gli utenti alle proprie responsabilità se «le perdite avvengono dopo il contatore».
Una delibera importante ma forse tardiva e che potrebbe essere sventolata persino come prova di un certo malvezzo.
Poi sarà la procura a dover scoprire chi sapeva e chi non poteva non sapere.
Lavoro molto arduo perché l'Aca, oltre ad essere famosa per gli sprechi, è nota come una tra le società con i dipendenti più distratti del mondo: nessuno mai si è accorto appunto degli sprechi, né dell'incredibile clientelismo, nè ci si è accorti mai che per oltre tre anni l'acqua erogata era piena di veleni, oppure delle pressioni e delle richieste della politica.
Ovviamente nessuno mai si è accorto degli storni selvaggi.
Ma poi è possibile che le perdite rilevate dall'Aca per giustificare i regali sulle bollette erano tutte nei presi di amici degli amici e mai di poveri disgraziati?
Possibile che centinaia di contatori sono stati giudicati guasti e, dunque, sostituiti con nuovi pronti a ripartire da zero quasi sempre in corrispondenza di uno storno? Contatori malfunzionanti gettati al macero e spariti per sempre.
E sempre il filo del telefono potrebbe portare a collegare anche vecchie conoscenze dell'Aca arrivando fino a Giorgio D'Ambrosio, attuale sindaco di Pianella ed ex presidente dell'Ato che pare stia combattendo una battaglia per il controllo con la frangia del Pd più legata a Di Matteo, come se il partito dell'acqua non si fosse mai dissolto ma abbia continuato a vivere e a crescere anche se inabissato formalmente.
Il “partito dell'acqua” proprio quello che ha fatto la fortuna di alcuni politici distribuiti equamente tra Ato e Aca, proprio come fossero la stessa cosa e non controllore e controllato.
Di Cristoforo non fa mistero di sentire molto spesso D'Ambrosio e la stranezza potrebbe essere anche questa: i politici -soprattutto del Pd ma non solo- riescono sempre a parlare sempre con qualcuno dell'Aca, ma i cittadini invece non ci riescono, nonostante un imponente call center pagato tra i 150mila euro e gli oltre 400mila?

FAVORI, PRESTITI E POTABILIZZATORI INUTILI

Pare che attraverso il telefono vengano impartiti consigli, richieste, favori per questo e per quest'altro.
Per gli utenti che protestano, invece, spesso la linea è occupata ed il call center latita.
Stranezze, una montagna di stranezze che gli attuali amministratori dovrebbero chiarire ma con carte alla mano.
Chiarire, e non a parole, come crede di fare Di Cristoforo quando ammette di aver preso una somma vicina ai 19mila euro che per alcuni è un premio di produzione (un premio?) e per il presidente invece è «un prestito». E' improvviso? E' l'unico?
Una momentanea crisi di liquidità può capitare a tutti, anche al presidente dell'Aca che riceve oltre 2.500 euro come indennità per le sue preziose mansioni, cifra che per alcuni dovrebbe essere onnicomprensiva, dunque, non sarebbero ammessi nemmeno rimborsi spese di nessun genere.
Ma qui si parla di prestito che è cosa diversa.
L'Aca può erogare prestiti? E' la cosa nuova che abbiamo appreso dopo l'inchiesta della procura.
Ci sarebbe bisogno di chiarezza -se ci fosse davvero la volontà di farla- per rasserenare il clima invece di premere solo per un aumento tariffario che oggi appare odioso come non mai oltre che ingiusto, per certi versi illecito e pretestuoso.
E l'inchiesta almeno avrebbe già avuto il primo effetto: la paura di alcuni sindaci che potrebbero non essere più tanto convinti di votare l'aumento tariffario.
Si cominci, allora, a fare chiarezza sul vischioso affare del potabilizzatore del Vomano: quasi due milioni di investimenti per un'opera che non funziona perché dai pozzi esce acqua inquinata a tal punto da non poterla potabilizzare. Non si poteva sapere prima di costruirlo?
Una storia che ricorda molto quella del potabilizzatore di Chieti che doveva servire a purificare l'acqua del fiume Pescara.
Che dire dei regali di Natale che pare siano costati una cifra ingente, bottiglie di vino di una nota cantina non del tutto scevra da conflitti di interessi. Cantina scelta come?
L'Aca spieghi perché moltissime tubature sono vecchissime e per questo oltre il 60% dell'acqua si perde.
Si chiariscano anche le voci sulla pianta organica che pare sia stata pagata due volte.
Vogliamo parlare dei salti di livello, promozioni, di moltissimi dipendenti, che hanno comportato ovviamente un aumento dello stipendio con aggravio sui costi complessivi della società?
Una promozione generalizzata che vede però dei picchi di eccellenza proprio in corrispondenza di dipendenti che possono vantare parentele importanti. Su quasi 200 dipendenti i più operosi e meritevoli sono ancora una volta i figli o i parenti dei politici.
L'Aca vuole fare chiarezza?
Bene, inizi a pubblicare i risultati di tutte le consulenze che destano qualche sospetto perché affidate a persone che pure hanno altri incarichi o rivestono la posizione di amministratori pubblici oppure hanno la tessera di partito. A cosa sono servite quelle consulenze? A elargire soldi oppure a fare qualcosa di utile per migliorare il servizio idrico?
L'Aca non può ormai più salvarsi dalla pesantissima accusa di una gestione disastrosa del passato a causa del veleno iniettato dalla politica (lo certifica la relazione del commissario Ato). La barca rischia seriamente di affondare perché in sovraccarico e piena di falle.
L'Aca può solo redimersi e lo deve fare ora. O sarà troppo tardi.

a.b. 29/06/2010 9.37

[url=http://www.primadanoi.it/search.php?query=aca+acqua&mid=6&action=showall&andor=AND]* TUTTO SULL'ACA[/url]

CONDIVIDI GLI ARTICOLI DI PDN SU FACEBOOK