Chiesto sequestro conservativo per beni imputati. Pace chiederà l’abbreviato

Alessandro Biancardi

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SANITOPOLI PESCARA. Anche questa mattina è in corso presso il tribunale di Pescara l’udienza preliminare sulla maxi inchiesta della sanità che vede imputati tra gli altri l’ex presidente della Regione Ottaviano Del Turco.
Anche questa volta l'ex presidente non è in aula dopo la polemica di due settimane fa sulle telefonate hot, non è presente nemmeno uno dei suoi difensori, Giuliano Milia.
L'avvocato della Regione, che si e' costituita parte civile, ha chiesto il sequestro conservativo dei beni mobili e immobili di alcuni imputati, tra questi Ottaviano Del Turco, Giovanni Pace, Sabatino Aracu, Vincenzo Angelini, Luigi Conga, Vincenzo Trozzi, Angelo Bucciarelli.
Nei confronti di Aracu è stato chiesto in particolare il sequestro di un centinaio di unità immobiliari situate ad Olbia, in Sardegna; due a Roma; sei a Pescara; una a Capestrano (L'Aquila), oltre ai beni già sottoposti a sequestro preventivo, nel novembre 2009, che comprendono un attico in via Nicola Fabrizi a Pescara e quattro dipinti d'autore.
Per quanto riguarda l'ex governatore Del Turco, i sequestri riguardano una casa a Roma, in via Crescenzio, ed una in Sardegna, nei pressi di Oristano. Entrambe risultano "formalmente" intestate alla compagna. Ingenti sequestri di beni sono stati chiesti anche dai legali dell'Aiop (Associazione Italiana Ospedalità Privata), dalle case di cura ad essa associate e dal legale del "grande accusatore" Angelini, nella duplice veste di imputato e parte lesa. I legali dell'Aiop e delle cliniche, che hanno avanzato anche richiesta di rinvio a giudizio per molti imputati, hanno quantificato il danno subito in oltre 10 milioni di euro.
La richiesta del sequestro e' stata avanzata «a garanzia», ha spiegato Daniele Benedini, legale della Regione, «dei crediti da reato».
L'avvocato Massimo Cirulli, difensore dell'ex presidente della Regione, Giovanni Pace, e dell'ex vice presidente della Fira, Vincenzo Trozzi, ha annunciato anche l'intenzione di chiedere il rito abbreviato per i suoi due assistiti.
Rito abbreviato incondizionato, cioè i due saranno giudicatI sulla base delle prove già raccolte e direttamente dal gup. Abbreviato condizionato all'acquiszione di nuove prove, invece, potrebbe essere chiesto anche per l'imputato Pietro Anello, legale dello studio Anello&Partners, consulente della Fira nell'ambito delle operazione di certificazione dei crediti delle cliniche private e delle cartolarizzaizoni.
Sempre questa mattina la procura ha chiesto la trascrizione di alcune intercettazioni telefoniche.
La mattinata è strascorsa con la requisitoria affidata al pm Giuseppe Bellelli che ha concluso l'esposizione da parte dell'accusa.
Nel pomeriggio la parola passerà via via ai difensori per le repliche.
Anche il legale di Vincenzo Angelini, l'avvocato Sabatini Ciprietti, ha chiesto il sequestro conservativo dei beni di alcuni imputati, tra cui Del Turco, nel processo 'sanitopoli'. L'avvocato Ciprietti parla di danni di alcune decine di milioni di euro.
«Il processo politico ad Angelini- ha commentato Ciprietti- e' stato gia' fatto e ne hanno determinato la morte».
Anche il legale dell'Aiop e delle cliniche private, l'avvocato Tommaso Marchese, ha chiesto il sequestro dei beni di alcuni imputati e il rinvio a giudizio.
Nell'istanza risarcitoria la stima e' di oltre dieci milioni di euro. Il gup Angelo Zaccagnini decidera' il 5 luglio sulle richieste delle parti civili.

28/06/2010 15.10