Il Consiglio di Stato boccia la Regione su Villa Pini

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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ABRUZZO. Nel contenzioso su Villa Pini il Consiglio di Stato sconfessa il Tar L’Aquila e boccia per il momento la Regione Abruzzo.
La vicenda è quella dei ricorsi del curatore fallimentare al Tribunale amministrativo regionale per vedersi riconosciuto il diritto di conservare gli accreditamenti che erano stati tolti ad Angelini, nella parte che riguarda le strutture esterne alla clinica, quelle per gli anziani e per la riabilitazione psichiatrica.
Come si ricorderà, per la clinica Villa Pini ed il Cdr (il centro di riabilitazione che assiste i malati in coma) il Tar prese atto che intanto gli accreditamenti (anche se limitati) erano stati riattivati, mentre per il resto non concesse la sospensiva richiesta dal curatore che si appellò quindi al Consiglio di Stato, attraverso l'avvocato Aristide Police, contro la Regione, la Fondazione Paolo VI, la Casa di cura Villa Serena, Wellness srl, Anesis srl, Villa Letizia srl.
Il decreto del Consiglio di Stato emesso qualche giorno fa – con l'accoglimento delle tesi del curatore e la sospensione in via provvisoria delle ordinanze che toglievano gli accreditamenti – sta togliendo il sonno agli avvocati del commissario Gianni Chiodi. All'indomani dela sentenza del Tar numerose dichiarazioni trionfalistiche sembravano dipingere una decisione come se fosse stata accolta la tesi dei tagli d'autorità.
Il Consiglio di Stato, la cui decisione dovrebbe essere notificata oggi, in sostanza ha detto che le ordinanze della Regione che sospendevano gli accreditamenti erano fatte proprio male e intanto vanno sospese, in attesa della sentenza definitiva che ci sarà il 27 luglio.
Ma come si fa, ha detto il Consiglio di Stato, a chiudere strutture dove sono ricoverati malati – e che tipo di malati – senza sapere dove mandarli e come assisterli? «Considerato che, salva la discussione approfondita della camera di consiglio collegiale, appare prudente nelle more di tale valutazione sospendere in via d'urgenza i provvedimenti impugnati, vista la situazione sanitaria dei degenti, affetti da disturbi psichici», il Consiglio di stato accoglie l'istanza cautelare.
La notizia è importante non tanto perché potrebbe essere la prima vittoria della curatela contro le resistenze della Regione a comprendere che Villa Pini oggi non è Enzo Angelini, quanto perché potrebbe avere conseguenze imprevedibili sui conti della sanità.
Infatti la decisione del Consiglio di Stato potrebbe rimettere in discussione i tetti di spesa già fissati e per i quali è stato espresso l'apprezzamento del Ministero dell'economia che ha il monitoraggio del Piano di rientro dai debiti.
Crollerebbe il castello del risanamento, che fino ad oggi è stato rispettato solo perché c'è stato il provvidenziale (per la Regione) default di Angelini?
In effetti, c'è più di qualcuno, esperto di bilanci della sanità, che ha espresso forti perplessità sulle scelte della Regione per le prestazioni della mobilità passiva extra regionale, di cui si è parlato nei giorni scorsi e che sarebbero pagate alle cliniche in aggiunta ai tetti fissati.
L'impressione è che, mentre ci saranno benefici immediati per i conti del 2010, in realtà si starebbe preparando in sanità un buco colossale per il 2012: il meccanismo di rilevamento dei dati li renderà noti a livello nazionale solo nel 2011 per essere la base dei conteggi del 2012.
Insomma un risanamento di facciata, un maquillage contabile su cui piomba all'improvviso il campanello d'allarme del Consiglio di Stato.

Sebastiano Calella 28/06/2010 12.45

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